Monsignor Mogavero: “Monti poco attento agli ultimi. A Berlusconi ormai non lo ascolta nessuno”

[REPUBBLICA – Orazio La Rocca] CITTÀ DEL VATICANO – Monsignor Mogavero, il cardinale Bagnasco appoggia Monti. L’arcivescovo Rino Fisichella avverte invece che la gerarchia cattolica non si schiera con nessun politico.

«I cattolici dovranno liberamente rispondere alla loro coscienza di elettori. Come vescovo non sono contento di dare benedizioni o patenti di credibilità a questo o a quel soggetto politico. Ma mi chiedo perché dovrei pubblicamente appoggiare un Monti, un Casini o un Bersani? Certe benedizioni la Chiesa non le deve assolutamente dare. Specialmente oggi che tutte le ideologie sono cadute, anche se solo Berlusconi adombra pericoli imminenti legati all’avvento del comunismo. Ormai nessuno più lo sta a sentire».

Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, membro della Commissione Cei sulle migrazioni, è stato presidente del Consiglio per gli Affari giuridici della Cei. Si augura che «la Chiesa resti veramente super partes e che i cattolici votino liberamente senza essere ingabbiati».

Eppure, non sono poche le attenzioni che dai vertici della gerarchia cattolica sono arrivate per Monti. Come le giudica?

«Non giudico nessuno. Dico solo che è cosa positiva il tentativo di creare un nuovo centro politico che vada ad affiancarsi agli altri due poli, perché il bipolarismo all’italiana non ha mai funzionato. Bene dunque i tentativi che stanno facendo i vari Montezemolo, Casini, Riccardi in sintonia con Monti. Ma questo non significa dare come Chiesa appoggi politici aperti o patenti di credibilità. È un fatto ormai acquisito che i cattolici si trovano in varie formazioni politiche. Ormai è storicamente assodato che l’ unità politica dei cattolici non c’ è più. E qualsiasi tentativo di resuscitarlaè destinatoa fallire perché la Chiesa non deve essere mai ingabbiata».

Ma come devono regolarsi i cattolici?

«È semplice. Basta guardare ai programmi che i partiti presenteranno in vista delle elezioni. Sono i contenuti dei programmi che faranno la differenza. E i cattolici potranno liberamente giudicarli come faranno tutti gli elettori».

L’Agenda Monti può far breccia nell’elettorato cattolico?

«L’ Agenda Monti è un quadro generale. Del resto, poi, non vi ho visto una grandissima attenzione ai più poveri, agli ultimi. È vero che il premier Monti era stato chiamato in fretta e furia per far fronte, con un governo tecnico, ad una situazione tragica. E per evitare il tracollo ha imposto agli italiani una cura da cavallo, tagliando le gambe ai ceti più deboli. Non vorrei che per tentare di salvare l’ insieme, i più deboli vengano dimenticati».

La Chiesa ricorda sempre che valori non negoziabili vanno tutelati. I partiti ne dovranno tener conto nei loro programmi se vorranno l’ appoggio dei cattolici?

«La Chiesa cattolica non sposa nessun programma politico. Quanto ai cosiddetti valori non negoziabili che le gerarchie spesso ci ricordano, vorrei ricordare che non si tratta solo di dire no all’aborto o all’eutanasia. Per me i valori non negoziabili riguardano tutta la persona umana, la dignità, la difesa dei diritti umani, il diritto al lavoro, alla casa, all’accoglienza di chi scappa da guerre, malattie, sfruttamento. Vediamoli prima questi programmi elettorali e poi come cattolici giudicheremo. Ma liberamente e in coscienza».