Mostra fotografica di Gigi Petyx, curata da Vincenzo Cucco, e presentazione del libro “Palermo Petyx”

By on 25 maggio 2016

Per iniziativa dell’Associazione Culturale Enzo La Grua e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Castelbuono, dal 28 maggio al 5 giugno 2016 il Centro Studi “ Marco e Rosa Speciale”, in Piazza Margherita, ospiterà la mostra fotografica “Palermo Petyx” del fotoreporter Gigi Petyx , curata da Vincenzo Cucco.
“Palermo Petyx” è anche il titolo del libro, edito da Dario Flaccovio, scritto delle giornaliste Laura Grimaldi e Claudia Mirto che, in 250 pagine, sono riuscite a sintetizzare sessant’anni di storia attraverso le immagini e gli aneddoti più significativi della carriera di Gigi Petyx che presenteranno in questa occasione ai cittadini di Castelbuono.
L’inaugurazione è prevista per le ore 18,30 di sabato 28 maggio con interventi di Vincenzo Cucco, del Sindaco di Castelbuono Antonio Tumminello, dell’Assessore alla Cultura Gianclelia Cucco, delle autrici Laura Grimaldi e Claudia Mirto e dello stesso Gigi Petyx con il figlio Igor.
Gigi Petyx, soprannominato da giovane il “paparazzo rosso” per la sua capigliatura fulva, festeggia sessant’anni di vita trascorsi dietro un obiettivo da quando, a tredici anni, ebbe la sua prima macchina fotografica dal nonno Antonino, barone di Casteltermini.
La sua carriera di fotoreporter, quindi, inizia da giovanissimo, ancora con i calzoni corti, in uno studio fotografico per il quale si occupa di matrimoni e battesimi per poi approdare nell’atelier di Giusto Scafidi, dove immortala la vita dei palermitani in luoghi pubblici quali le piazze, lo stadio, il teatro o a feste private. Grazie a quest’ultima esperienza arriva il primo contatto con i giornali: inizia con i servizi sportivi e successivamente la svolta grazie a reportage di cronaca nera e giudiziaria e alle collaborazioni con il giornale L’Ora, prima, e con il Giornale di Sicilia, dopo.
Quasi impossibile elencare tutti gli eventi cruciali e i protagonisti che Gigi Petix ha fotografato e le foto che hanno illustrato libri e periodici italiani ed esteri: l’omicidio del boss Michele Navarra, l’arresto di Luciano Liggio, Ninetta Bagarella, l’omicidio del procuratore Pietro Scaglione, il terremoto del Belice, il disastro aereo di Montagna Longa, le marce e i digiuni di Danilo Dolci, i tanti artisti ed intellettuali che frequentavano una città che, uscita dalla miseria residua della seconda guerra mondiale, viveva il boom economico, l’emancipazione femminile e le tensioni sociali delle lotte di classe.
La strada intrapresa fu proprio quella della cronaca nera con i suoi primi servizi in provincia, come le marce e i digiuni di Danilo Dolci e la strage di Ciaculli.
Nel tempo in cui la mafia imponeva con prepotenza autobombe, Petyx immortalò l’arresto di Luciano Liggio seguendo, nelle campagne di Corleone, le pattuglie di carabinieri, protetti da giubotti antiproiettili, mentre lui indossava solo la sua Rolleiflex e la sua incoscienza.
Tra le tante immagini del triplice omicidio di Corleone, conseguenza della sparatoria provocata da Bernardo Provenzano, sono state scelte ed esposte in questa mostra quelle relative al funerale e, in particolare, l’immagine del dolore nelle mogli degli uccisi ha costituito un elemento da fil rouge nella comunicazione di questo evento.
La strage di Ciaculli o la caduta del DC8 su Montagna Longa fecero il giro del mondo.
Gigi fu l’unico a fotografare il giudice Scaglione appena ucciso, il primo di una lunga sanguinosa stagione di delitti eccellenti.
Lo scatto a cui è rimasto più legato, riferisce Gigi Petyx, è un’immagine degli anni ’80, con cui riprese le costruzioni basse e fatiscenti che si trovavano lungo l’asse viario di Via Regione Siciliana, sovraffollate di famiglie che vivevano senza i primari servizi igienici e soprattutto senz’acqua. In quella stessa occasione riuscì a fissare l’immagine di una bimba che riempiva delle bottiglie d’acqua in una foto che intitolò “La grande sete” proprio a testimoniare la cronica mancanza d’acqua a Palermo.
Questo scatto gli permise di vincere un premio speciale al concorso Agfa-Gevaert e Tribuna Stampa riservato ai giornalisti, la cui premiazione avvenne al Circolo della Stampa di Milano ; in quella occasione Gigi dichiarò che avrebbe preferito vincere con una foto di palermitani che sguazzassero in acqua limpida ed abbondante.
Fra i vari temi affrontati e che fanno parte del suo immenso archivio fotografico Vincenzo Cucco ha preferito focalizzare l’attenzione sul tema de “ i picciriddi” e in particolare sul gioco di cui ha effettuato una selezione cercando di evidenziarne le varie tipologie quali: la trottola, le biglie, la cavallina, il nascondino, mosca cieca, bandiera, acqua fuoco e fuochino. Giochi che si inquadrano nel tempo in cui i bambini si divertivano con poco, un tempo in cui la povertà era fonte di ricchezza e i bambini giocavano per strada. Il tempo in cui bastava poco per accendere la fantasia e la creatività: piccole pietre, gessetti, pezzi di legno, corde e tutto, magicamente, era pronto per divertirsi insieme. Si dice che il gioco sia figlio del suo tempo e le fotografie di Gigi Petyx ne sono una dimostrazione. 

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La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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