Uno dei vanti di Castelbuono è la bellezza del suo straordinario patrimonio naturale. Situato nel cuore del Parco delle Madonie – incastonato, proprio come un prezioso gioiello – il paese si trova immerso in un ambiente quasi montano, circondato dal verde di boschi rigogliosi, ma allo stesso tempo non così lontano dal mare – appena una decina di chilometri – da non riuscire a poter vantare (i castelbuonesi lo fanno) anche questa grande attrattiva.

Indice

Una Natura che incanta

Una Natura che insegna

Una Natura che incanta …

Gli Agrifogli Giganti

L’itinerario che vi proponiamo comincia ad alta quota, alla scoperta del bosco degli Agrifogli Giganti, autentica unicità in Sicilia e non solo. Lungo il percorso che ci conduce al cospetto di questa “cattedrale naturale”, c’è una natura straordinaria che si svela poco a poco e che vale la pena di essere esplorata. Il modo più semplice è partire dal Rifugio Crispi (a 1200 metri di altitudine), raggiungibile facilmente in auto, e proseguire a piedi per un sentiero battuto e con cartelli segnaletici che si inoltra tra i fitti boschi. L’atmosfera di questo primo tratto è pura magia: immerso in un silenzio soltanto apparente, il bosco è in realtà pieno dei ricchi suoni della natura circostante, gli occhi si deliziano alla vista di una vegetazione rigogliosa fatta di lecci e querce, con alcuni esemplari che hanno più di 800 anni. 

All'interno del Bosco degli Agrifogli Giganti.
All’interno del Bosco degli Agrifogli Giganti.
© photo: Nature Explorers Sicily

Il sentiero prosegue fino a Piano Pomo (1400m). Dopo un’occhiata al “pagliaio” accanto, l’attenzione è tutta da dedicare al boschetto poco distante di Agrifogli Giganti: straordinari esemplari alti dai 20 ai 25 metri, che formano un intreccio così fitto di rami e fogliame da non lasciar trapelare la luce del sole. Posto ideale per una sosta rinfrescante anche durante l’estate, assume una magia unica anche durante i mesi invernali – dicembre in particolare – quando i suoi rami si ricoprono delle caratteristiche bacche rosse.

Piano Imperiale

Il panorama a nordest e Castelbuono visti da Piano Imperiale.
Il panorama a nordest e Castelbuono visti da Piano Imperiale.
©photo: Mark Lenik

Proseguendo oltre il boschetto, il sentiero continua a regalare scorci suggestivi e – perchè no? – anche avvistamenti della fauna locale (occhio ai cinghiali però!). Si giunge infine a Piano Imperiale (1600m), dove si trova la Croce dei Monticelli: da questo punto il panorama è mozzafiato e Castelbuono, che fa capolino dal basso col suo fascino medievale, sembra davvero un piccolo gioiellino in mezzo al verde, al riparo tra le colline a ridosso del mare.

Gole di Tiberio

Dalla montagna al mare, o quasi. Ci spostiamo molto più in basso per un’altra meraviglia naturale, che si trova al confine tra Castelbuono, San Mauro Castelverde e Pollina: le Gole di Tiberio, inserite dall’UNESCO all’interno dell’European Geoparks Network.

Le Gole, localmente conosciute come ‘u Mirìcu (antica parola siciliana che significa “ombelico”), sono formate da un canyon lungo 450 metri attraversato dal fiume Pollina. Il sole fa di tanto in tanto breccia, penetrando tra le alte pareti rocciose delle gole, e colpisce la superficie del fiume con i suoi raggi, creando vivaci giochi di luce. Lungo il fiume (che si può percorrere in gommone) si trovano cascate e piccole piscine, il tutto circondato da una lussureggiante vegetazione.

Gole di Tiberio
Gole di Tiberio
© photo: Madonie a passo lento

… e una Natura che insegna

Logo Museo Minà Palumbo

Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo

Dopo tanto tempo passato all’aperto a nutrirci di sole e bellezza, torniamo a Castelbuono, diretti verso uno dei suoi luoghi simbolo: il Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo, dove la natura delle Madonie si fa maestra, e attende i curiosi che desiderano scoprirne i segreti. Curiosità, talento e una grande passione sono le caratteristiche che hanno distinto Francesco Minà Palumbo, il castelbuonese a cui questo museo è intitolato: medico di professione e naturalista per passione, ha dedicato la sua vita allo studio e alla catalogazione della flora e della fauna madonita, lasciandoci un’incredibile collezione, unica e inestimabile per quantità di informazioni, su un’enorme varietà di specie animali e vegetali. E non solo, in realtà, perché la sua ricerca si è spinta molto oltre, in decine di altri settori della cultura del territorio dell’epoca (l’ottocento).

Francesco Minà Palumbo

Oltre alle collezioni naturalistiche, il museo custodisce inoltre reperti archeologici, antichi strumenti agricoli che raccontano la storia industriale delle Madonie e un gran numero di preziosi volumi e trattati scientifici. Insomma, un vero e proprio patrimonio donato al Comune di Castelbuono dagli eredi del naturalista, permettendo così alle generazioni future di essere testimoni delle sue straordinarie ricerche.

La Manna e il frassino

All’interno del museo naturalistico è possibile anche visitare una mostra permanente dedicata alla manna, a cui spetta decisamente un posto d’onore tra le le eccellenze del patrimonio naturale castelbuonese. Non a caso, parliamo di una sostanza definita l’oro bianco di Sicilia

Frassino durante la produzione della manna

Preziosa linfa che si ricava dall’albero di frassino, la manna fuoriesce dopo che ne viene intaccata la corteccia, solidificandosi poi a contatto con l’aria. La sua estrazione fa parte di un antico procedimento frutto di conoscenze orali tramandate di generazione in generazione. L’allestimento del museo permette di ripercorrerne la storia, con l’intento di promuoverne conoscenza e sviluppo.

La manna non è solo storia, e per sperimentarne a fondo le straordinarie proprietà benefiche, vi suggeriamo di conoscerla più da vicino: potete osservarne l’estrazione durante i tour organizzati nei frassineti, assaggiarla nella sua forma grezza (il cannolo di manna) o nella varietà di dolci in cui viene impiegata, o ancora potete provare i tanti prodotti cosmetici che ne sfruttano le proprietà.

Sarebbe impossibile descrivere in poche righe tutte le meraviglie della Natura del nostro borgo: un patrimonio che custodisce così tanti segreti da lasciare a bocca aperta tutte le volte che ci si illude di averne svelato i misteri.

Una Natura che rappresenta uno dei tesori più preziosi di Castelbuono e che va esplorata, toccata con mano, ascoltata, annusata, assaggiata persino. Insomma, una Natura da scoprire di persona.