Nel partito democratico, per la castelbuonesit?.

By on 15 dicembre 2006

Continua la rassegna di documenti e comunicati politici. Questa volta è la bozza della Mozione Congressuale presentata durante la conferenza stampa del Partito Democratico il 10 dicembre. Un documento presentato da Vincenzo Capuana (da lui stesso inviatoci) che, in quella sede, accese e caratterizzò l’intero dibattito.

Viviamo in un mondo dove più si è giovani e più si è deboli nel rivendicare  responsabilità politiche, economiche, sociali.
Il partito democratico è un?oppurtunità. É una opportunità come laboratorio di idee ed incubatore di proposte politiche, è una opportunità per i giovani.
Penso che sia arrivato il momento in cui spetta a noi trenetenni organizzare la domanda di cambiamento.
Da parte della mia generazione c?è un eccesso di debolezza; non ci verrà dato mai nulla se non lo rivendicheremo in maniera forte ed esplicita, se non dimostreremo elementi di discontinuità e innovazione nel pensiero, nelle proposte, nelle pratiche. Non è sufficiente cooptare qualche nuova figura e farla accomodare al tavolo che segue le regole della politica attuale.
Fare politica oggi  significa porre il tema degli stili di vita, della lotta alla precarizzazione, della crescita dei nuclei familiari che molto spesso non sono più fondati sul matrimonio e sul rapporto uomo donna …il tema del rapporto fra bioetica e  religione, fra scienza  e  morale e di come regolamentare l?innovazione tecnologica al servizio della vita e della morte…delle libertà  e del proibizionismo, della laicità  e dell?integralismo clericale … porre il tema dell?integrazione con uomini e donne che vengono da altri paesi e che devono diventare parte integrante della nostra comunità.
Nell?ambito della nostra comunità sono centrali a mio avviso i temi dell?identità culturale  e della crescita economica e sociale.
Vedete, ci sono due modi di cambiare. Uno consiste nel rinunciare ai propri ideali in un cambiamento drammatico che produce cinismo, vuoto spirituale e può anche alla fine risultare comodo. Un altro è quello di cercare nuove vie per affermare i propri ideali dopo avere misurato il fallimento, anche drammatico, di una parte della propria esperienza. Il primo modo è un modo individuale, il secondo è necessariamente un’esperienza collettiva. Da questa esperienza colletiva scaturisce questo documento politico che non è dogmatico ed è aperto  a tutti coloro che voglio dare un loro contributo, le loro idee.
E? costituito da 6 punti:
 

Innovazione

Se vogliamo che il partito democratico non sia l?assemblaggio di due o più oligarchie politiche ma qualcosa di veramente nuovo e dirompente una nuova generazione politica deve apportare innovazione, spingere sulla partecipazione, considerare le identità di appartenenza di ognuno di noi non come recinti dentro cui chiudersi ma come elementi di dinamicità sociale.  Per porre delle questioni, dei problemi, delle istanze, per portare nel dibattito  non questioni personali o personalistiche di assessori da cambiare o di alternanza di figure istutuzionali, ma di mettere al centro del dibattito politico la radicalità delle nostre idee, dei nostri valori, della nostra identità. Questo partito, sarà ancor più innovativo, se non indicherà  nomi di assessori per la giunta, o presidenti o componenti per  di consigli di amministrazione ma indicherà risposte politiche ai problemi individuali e collettivi dei cittadini, se sarà fra gli studenti,  nelle assemblee fra i lavoratori o al fianco delle imprese e dei lavoratori per il rispetto della legalità del lavoro.

 

Metodo


 

Il vero unico metodo è mettere al governo di questo paese una squadra e ripeto una squadra, non un sindaco;  una rinnovata  squadra  di donne e di uomini che abbiamo una visione, un progetto per questo paese; una visione e un progetto eleborato e scaturito  nel e dal confronto politico dentro il partito democratico e  nell?unione. Perchè penso sia questo l?alveo naturale del partito democratico; sia l?unione  senza se e senza ma, senza pregiudiziali su nomi  ma con forti, fortissime pregiudiziali programmatiche. A tal proposito proponiamo di costituire una delegazione, chiamamola come vogliamo comitato elettorale,  che apra il confronto con le altre forze politiche e la società; questa delegazione la immagino  formata da 5 componenti (segretario, 2 componenti della segreteria che possono anche variare di volta in volta,   e 2 iscritti che hanno una conoscenza storica dei fatti politici e sociali e delle persone questo paese). Organo che avrà un ruolo fondamentale anche succesivamente nella definizione delle candidature, accompagnando questo partito alle elezioni amministrative.

 

Castelbuono in rete


 

Esistono tanti operatori in questo paese, per fortuna; ma tanti operatori che si muovono singolarmente senza una logica di distretto, di filiera, senza alcuna logica territoriale non fanno un sistema; è necessario quindi creare una RETE con  una preliminare azione di marketing territoriale coinvolgendo le aziende locali, la piccola azienda zootecnica, il commerciante, l?artigiano, il ristoratore, le istituzioni museali, e promuovendone la organizzazione in filiera e la promozione anche attraverso un ampio utilizzo delle tecnologie informatiche;  nella fase successiva, quindi   nella gestione di un partenariato territoriale  diventerà di fondamentale  importanza  il trasferimento di conoscenze ( know-how),  la formazione  di nuove competenze per mantenere in relazione  la domanda  e l?offerta dei beni/ servizi al fine di vendere un pacchetto, il pacchetto castelbuono presso altri mercati.E in questo la politica assume un ruolo centrale perchè sarà onere  della politica mettere in relazione fra loro tutti coloro che operano nel nostro paese, istituzioni pubbliche, le banche, gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, sarà onere dell?amministrazione assumenersene i costi.

  

Rapporto Partito Amministrazione


 

Preferisco un partito organizzato capace di mettere al centro del dibattito politico le proprie istanze e capace di essere l?asse portante dell?unione rispetto ad un partito che rinuncia alla forza della sua identità per paura di essere additato come forza  egemonico nel centrosinistra dagli alleati stessi. Per assurdo, l?organizzazione del partito democratico fa più paura ai nostri compagni di viaggio che a coloro che ci fronteggiano nello schieramento opposto.

Qualora dovessimo essere confermati alla guida di questo paese,  il partito democratico dovrà essere  distinto se necessario  distante dalle posizioni dell?Amministrazione per  essere uno   stimolo critico nel rispetto dei ruoli e nell?attuazione di un programma di governo condiviso; deve esserci questo tipo di rapporto e non un appiattimento di identità fisica e  programmatica  che sarebbe dannoso sia per l?uno che per l?altro, perchè non permetterebbe più una distinzione dei ruoli, delle funzioni e delle responsabilità.

 
 

Senso di appartenenza


 

Credo che un senso di appartenenza si crea anche  attraverso  la creazione di una lobby virtuosa  e legale  in cui vengano esaltate le capacità e le professionalità dei nostri  iscritti e non credo ci si possa scandalizzare di fronte a tale affermazione. Questa lobby legale  e sottolineo legale che scaturisce da un confronto schietto con il mondo delle professioni non si crea  indicando   al sindaco il professionista a chi dare o meno un incarico o la personalità a cui dare o meno un ruolo di presidente di un consiglio d?amministrazione ma si crea mettendosi in relazione come partito con le associazioni di categoria, con le istituzuioni  predisposte per lo sviluppo di questo territorio. E la scelta  è  relazionarsi   con le strutture territoriali ed extraterritoriali dei partiti che confluisco in questo progetto e non solo;  relazioni politiche da mettere in campo per andare oltre il territorio madonita che non ha più un rappresentante  all?assemblea regionale ed è una debolezza in questo momento; relazioni politiche con i nostri rappresentanti al parlamento nazionale ed europeo.

 

Sfida


 

Cosa significa essere castelbuonesi oggi?Cosa è la castelbuonesità?

 E? l?impegno di tante ragazze  e ragazzi che studiano con i sacrifici loro  e delle proprie  famiglie per educare il loro talento e  la loro intelligenza  al sapere; è  la forza imprenditoriale che si confronta giornalmente nel e con il mercato; sono gli educatori che operano nella scuola e nell?associazionismo; sono gli anziani che hanno il bisogno di trasmettere alle giovani generazioni il loro vissuto; è nei bambini che hanno il diritto di crescere sereni in un ambiente salubre;  è nei nostri beni culturali, le chiese , il castello, il museo Minà Palumbo; è nei nostri beni paesaggistici e ambientali.

La sfida sarà nel governare i processi di sviluppo avviati in questo paese nel rispetto della legalità del lavoro, nel rispetto delle regole, nella capacità  di difendere gli interessi collettivi  e privati di singoli cittadini. La prossima amministrazione se avremo l?onere e l?onore di  guidarla,  non potrà permettersi il lusso di non mettere in campo una politica per i giovani, per i bambini, per gli anziani, per una integrazione reale con tante donne e con le loro famiglie che oramai si occupano dei nostri anziani. Non possiamo non mettere la scuola, responsabilizzandone chi la guida,  al centro di qualsiasi progetto per la conservazione della nostra identità culturale e per lo sviluppo economico di questa comunità. E? questo il nostro impegno dentro il partito democratico, per entrare nei gangli della nostra società.

 

A questo documento politico non è, ad oggi,  legata alcuna candidatura alla segreteria del partito democratico; questo documento  ha l’ambizione di catalizzare attenzione ed attivare un dibattito fra tutti coloro che vedono in questo processo politico un processo virtuoso e dia loro voglia e coraggio per iscriversi, dare il proprio contributo di tempo e di idee,  partecipare attivamente alla vita democratica di questo Nuovo soggetto politico e di conseguenza alla vita politica  e partecipata di questo paese. E non solo nei prossimi 5 mesi.
Un nuovo metodo e un nuovo linguaggio: il futuro può essere oggi, nel partito democratico.
Vincenzo Capuana, Vincenzo Vignieri
SOTTOSCRIVETE RISPONDENDO

A proposito di ophrys

5 Comments

  1. Gioacchino Cannizzaro

    16 dicembre 2006 at 01:03

    Non so quanto l’organizzazione del partito democratico faccia paura a “coloro che ci fronteggiano nello schieramento opposto”; sono sicuro invece che non fa neppure un po’ di paura ai vostri compagni di viaggio, che sono in attesa da due anni di poter avere interlocutori seri.
    Semmai la paura (per voi naturalmente, non per noi, figuriamoci …) è che il tutto si risolva nell’ennesimo annacamento per far rimanere tutto com’è.
    Quindi, coraggio ragazzi, fatelo il pd, ma per cambiare; però sbrigatevi …
    E non sottovalutate la questione della scelta del candidato sindaco, che per noi “compagni di viaggio” invece è cruciale almeno quanto il programma.

  2. dorideni.splinder.com

    17 dicembre 2006 at 15:56

    Non capisco.
    Questo documento non vuole essere un manifesto promotore per una candidatura alla segreteria del P.D. erò si auspica un radicale cambiamento generazionale, principalmente dai trentenni. E guarda caso senza i trentenni che sottoscrivono questo documento. Mah!
    La solita logica diessina castelbuonese: non mi schiero contro ma desidero che tu ti faccia da parte. Timore di trovarsi davanti a schieramenti organizzati oppure semplice scelta di non bagnarsi le mani?
    Intanto la candidata unica (candidata di chi?) sarà eletta e finirà stritolata dalle scelte che il P.D. dovrà a breve fare, con l?Unione morta prima ancora di nascere.
    Gli schieramenti che si sono creati, e ormai sono diventati tanti da non sapere più in quale settore stare, generarano confusione su confusione. E il tempo passa e lavora per fare diventare questo paese uno scudo crociato come ai tempi carolliani.

  3. ophrys

    18 dicembre 2006 at 12:17

    Il documento da me presentato è vero non indicava una candidatura alla segreteria; indicava una disponibilità che poteva diventare candidatura se….

    Se il mal di pancia di molti Compagni anzichè rimanere pavidamente mal di pancia fosse divenuto dissenso aperto e manifestato.

    Se l’ Emminenza più importante della “società civile castelbuonese” avesse preso posizione nei confronti di questo documento ed avviato, come da auspicato nel documento setsso, un confronto per far diventare determinante il peso della “società civile” nelle scelte del partito democratico.

    Se i trentenni anzichè lamentarsi soltanto mettessero oltre alla voglia di avere incarichi il loro tempo e le loro idee a disposizone della politica; ed aspetto con interesse e curiosità il documento elaborato dalla “lobby fiasconaro” (romà, è affettuosa questa definizione) a cui fra l’altro ho partecipato in una occasione e con la quale spero si avvi un confronto.

    In queste condizioni è ovvio che la disponibilità non si è tramutata in una candidatura; questo documento mi permette però di non essere cooptato nella segreteria. Non è stata il canditato alla segreteria Lia Romè, che si è autocandidata liberamente, a mettermi nella segreteria: è stato questo documento a chiedere a Lia di mettermi nella segreteria come componente che evidentemente si distingue dalle linee programmatiche della sua segreteria.
    Esiste la maggioranze e la minoranza in un partito democratico a maggior ragione se questo partito si chiama Partito Democratico; questo documento sarà la stella polare del mio impegno nella segreteria e nel parito democratico.

    Due segni di speranza ho colto in questi 2 giorni; quasi 140 iscritti al partito democratico (iscrizioni senza parenti e comitati di affari) e i tanti nati negli anni ottanta che si sono iscritti; e visto che fra coloro che hanno dato la disponibilità ad entrare nella segreteria c’è un nato negli anni ottanta, Vincenzo Vignieri, auspico che il Segretario (forse il primo in Italia del Parito Democratico) possa inserirlo in segreteria.

    Auguro un grossissimo in bocca al lupo a tutti noi; A te Lia, alla segreteria, ad ogni iscritto del partito democratico. Ancora una volta una visione ha accompagnato l’impegno politico in questo paese.

  4. Gioacchino Cannizzaro

    22 dicembre 2006 at 00:39

    scusa, Vincenzo, ma in che senso nel pd ci sono trentenni che hanno voglia di avere incarichi? che incarichi?
    voglio dire, incarichi politici o professionali?
    spiega, per favore, per chi come me è serenamente estraneo alle voltre dinamiche e vuole rimanere tale.
    Ma questa cosa, proprio, mi incuriosisce.
    Le altre, francamente, no.

  5. ophrys

    23 dicembre 2006 at 10:57

    …Se i trentenni anzichè lamentarsi soltanto mettessero oltre alla voglia di avere incarichi il loro tempo e le loro idee a disposizone della politica…

    la mia era una considerazione sui trentenni in generale che parlano, parlano parlano…ma sono capaci solo di teorizzare massimi sistemi ma non hanno voglia di metttere il loro tempo e le loro idee a disposizione della nostra comunità….sicuramente hanno voglia e la giusta ambizione di avere incarichi professionali e di sottogoverno ma sai questa voglia non riguarda solo loro…molti hanno l’ambizione di essere lottizzati , non solo i trentenni, e basta guardare l’ultima riunione del 16 dicembre promossa dal laboratorio…ho visto direttori, presidenti di consigli di amministrazione difendere i propri interessi partecipando e stranamente essere mansueti nei confronti di un potere politico che li ha nominati…OPS dimenticavo, sono lì per meriti puramente propri (è così che in pubblica assemblea qualcuno ha commentato il suo ruolo…)…si abbi almeno il pudore di stare in silenzio!

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