Noi non ci saremo ? ?Eterotopia?

By on 3 giugno 2012
Cap18(1)

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Le città… quale misterioso universo! Siano esse costruite con file di mattoni o con pagine e pagine di lettere. Esiste una profonda relazione tra questi due tipi di città e tra i personaggi che le abitano. Tuttavia se vogliamo ricercare un confronto paritario, nell’indagine su due fenomeni che viviamo quotidianamente, non possiamo guardare alla solita città ma dobbiamo individuare alcuni luoghi in cui si giustappongono spazi che normalmente sarebbero incompatibili proprio come avviene nei libri che, tuttavia, non possono assurgere a spazi in quanto per natura non partecipano della dimensione che è propria di quella che possiamo chiamare Architettura ossia luogo voluto in cui luce, spazio e vita si uniscono in una influente presenza. Dunque è necessario individuare spazi  che partecipano del dell’invenzione e dell’assurdo, dell’altro insomma! un luogo divenuto non-luogo, luogo altro, un utopia negativa si suole dire… un eterotopia disse semplicemente Foucault. Ma tali non-luoghi, apparentemente illogici esistono già proprio in quanto utopie inverse cioè situate e fanno già parte della città poichè create dagli stessi che le costruiscono così come costruiscono gli spazi di parole.  Vanno solo individuate o meglio riconosciute come tali. Ogni giorno ci rechiamo nelle nostre eterotopie, ne sentiamo la necessità, fanno parte del nostro essere e nel tempo ne abbiamo create di diverse in forma collettiva attraverso le arti e le tecniche  e in forma personale anche semplicemente varcando una porta di una particolare stanza della casa. L’eterotopia è  il luogo non-luogo dove l’uomo vi si reca e si perde  nella molteplicità delle esperienze. L’eterotopia è un teatro, un cimitero, un letto… una barca. Conosci tu le tue eterotopie?  Cercale senza soffermarti sui nomi ormai cancellati per scoprire la differenza tra un libro e un cimitero. Forse, in fondo troverai più somiglianze che differenze ma a quel punto chiediti cosa, tra i due, è reale.

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A proposito di Michele Puccia

Eclettico ermeneuta del caos, in altre parole nullafacente, fin dalla nascita nel lontano '91. Studente di Architettura, emergendo di tanto in tanto dalle nebbie si professa visual artist (qualcosa di più di un semplice architetto con MacBook e macchina fotografica, dice) ed è solito scrivere e meditare quando non è impegnato nella fabbricazione di alberelli decorativi per plastici.

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