Operazione “Moon light”, l’estetista castelbuonese torna in carcere

[lavoceweb.com]Con il suo lavoro di estetista apriva le porte di clienti facoltosi a una banda di spietati rapinatori che operavano tra Cefalù e Castelbuono. Due anni fa l’arresto. E ora, dopo la condanna definitiva, Giulietta Battaglia è tornata in carcere. Gliel’hanno riportata gli agenti del commissariato di polizia di Cefalù guidati da Manfredi Borsellino.
È l’ultimo atto dell’operazione “Moon light” che il 17 luglio 2012 portò all’arresto di sette persone e alla denuncia a piede libero di due ricettatori palermitani. In quella occasione venne trovato nella proprietà di uno degli arrestati di un mini arsenale, circostanza che lasciava ipotizzare un salto di qualità della banda, pronta a usare verosimilmente le armi contro chiunque si fosse opposto alla razzia di denaro e oggetti preziosi.
Giulietta Battaglia – che deve scontare un residuo di pena di un anno, 11 mesi e 16 giorni – era la compagna di una delle “menti” del gruppo, Alfio Samuele Zingali. Grazie al suo lavoro di estetista a domicilio “studiava” gli impianti di allarme, gli accessi e le abitudini delle clienti facoltose presso le cui residenze si recava. E così rendeva più agevoli i compiti al compagno e ai suoi complici che al chiaro di luna (da qui il nome dato all’operazione) irrompevano razziando tutto ciò che di prezioso trovavano sulla loro strada.
Senza alcuno scrupolo l’estetista aveva coinvolto nei raid della banda anche uno dei suoi due figli, Eduardo Di Gangi, patito di auto e moto, nonché due volte campione italiano di Kart 100 che, grazie a quanto ricavato dai furti, alimentava la sua passione per i motori e le corse.
Prima della Battaglia nel marzo dello scorso anno era stato già condannato definitivamente a due anni e diciotto giorni di reclusione il compagno Zingali che aveva utilizzato il suo negozio di ricambi per auto e moto di Castelbuono, la “Sel autoricambi”, come base operativa dei colpi pianificati – anche con scadenza giornaliera – dalla banda.