Parco. Previsioni ed analisi del direttore reggente Rosario Lazzaro

A più di un mese dal suo insediamento, l’arch. Rosario Lazzaro, Direttore reggente dell’Ente Parco delle Madonie, traccia un bilancio di previsione sulle attività da porre in essere e, lo fa su ciò che è stato programmato in quest’ultimo periodo.

La sua nomina, avvenuta con decreto dell’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro, segue quella dell’ Avv. Alfredo Ambrosetti, andato in pensione.Il nuovo direttore arch. Rosario Lazzaro, è entrato subito nel pieno delle attività istituzionali, con notevole capacità di team leader che da sempre lo ha contraddistinto negli anni della sua lunga carriera lavorativa. Così, a distanza di un mese, delinea una piccola analisi sul suo ruolo. Lo fa, partendo dall’approccio tecnico, che è per lui, quello che apre ogni tipo di rapporto istituzionale ed ha valenza multisettoriale nei diversi gruppi di lavoro. Sono convinto, dice, che la chiave di successo di un gruppo di persone, è data dal coinvolgimento e dalla partecipazione di tutti, per essere in grado di dare ognuno, supporto alla macchina burocratica dell’Ente. Continua, comprendo l’originaria diffidenza che appartiene all’essere umano e che in questo caso, da una parte è stata ascritta al mio nuovo ruolo e dall’altra, inevitabilmente è avvenuto con spirito critico, nei riguardi della persona che lo ricopre istituzionalmente. Ma, afferma, tutto questo, ha ceduto ormai, il posto alla convinzione di essere tutti, parte integrante del sistema parco. Un unico fine, quello di perseguire ideali comuni per il bene del territorio madonita, verso il quale esprimo il mio personale apprezzamento per tutte le iniziative poste in essere e per le potenzialità espresse. Le comunità locali, hanno bisogno di stimoli che possano incoraggiarli sempre più verso cammini virtuosi. Ed in ultimo, conclude: Le attività che stiamo portando avanti, ci permettono di proiettare una chiara espressione della bellezza di questi luoghi e dei target che si è in grado di captare sulla base delle domande e delle offerte date. Vi è un notevole interesse dall’estero, motivato e indirizzato a diversi ambiti, da quello scientifico, culturale, manageriale a quello lavorativo.

Così, valorizzando il positivo lavoro svolto dai suoi predecessori, ha detto che realizzerà incontri con le istituzioni, le associazioni, per sviluppare appieno le nuove proposte e le attività che saranno in grado di individuare nuovi potenziali di sviluppo e opportunità di crescita.Dirigente responsabile del servizio Pianificazione e Programmazione Ambientale del Dipartimento Regionale dell’Ambiente, l’arch. Lazzaro, vanta una grande esperienza in materia di monitoraggio e controllo sulle aree protette naturali, sulla valutazione di impatto ambientale nonché sulle concessioni in aree demaniali marittime e sulla portualità turistica.Componente del Gruppo di lavoro per elaborare il Piano per l’innovazione tecnologica della Regione, ha, altresì, collaborato alla redazione del sito informatico del Microcredito in Sicilia presso l’ufficio di diretta collaborazione dell’Assessorato Economia, ricoprendo inoltre ruoli dirigenziali presso il Dipartimento tecnico dell’Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità. Proprio in quest’ultimo, ha svolto incarichi con compiti di coordinamento delle sezioni provinciali UREGA.Attualmente, tra le sue principali mansioni e responsabilità, si occupa, tra l’altro, di pianificazione e programmazione relativa alle aree protette territoriali siciliane, come parchi, riserve naturali, geositi e aree marine.

Come direttore reggente, l’arch. Lazzaro, al Parco delle Madonie, si occuperà di tradurre in concreto il programma dettato dagli organi politici, sovrintendendo a tutte le operazioni che muovono attorno a tutta la macchina amministrativa dell’Ente, nel rispetto dei ruoli e delle competenze. Sono certo, che l’arch. Lazzaro, dice il Commissario straordinario Salvatore Caltagirone, rinnovando gli auguri, sia una persona di grande esperienza e spiccate capacità umane. Per questo, saprà tradurre in fatti concreti, i programmi che l’Ente Parco e il Consiglio intenderanno realizzare, così come lo ha sempre fatto in ogni ambito lavorativo.

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