Peccato e parto: devozione alla Madonna della Catena

By on 30 aprile 2013
comiafesta

La devozione alla Madonna della Catena nasce a Palermo nel 1392 inseguito alla liberazione miracolosa di due innocenti condannati a morte.
La devozione si diffuse in tutta la Sicilia e fu particolarmente cara ad Enrico Ventimiglia (testimone per altro del miracolo) che la portò nel nostro comune.
Non abbiamo notizie della festa della Madonna della Catena prima del XVI secolo e sappiamo che si svolse in data del 16 (o 18) agosto almeno fino al 1978 , fu poi spostata alla data attuale.
La festa era preceduta da un novenario che si svolgeva la mattina, non intaccando così le pie pratiche della quindicina dell’Assunta.
La Madonna della catena era ed è particolarmente venerata dalle donne gravide che la invocano per “scioglierle dalle catene del parto”.
Da sempre dunque, parte essenziale del culto e della festa, è u viaggiu novenario che le donne compiono verso la chiesetta sia nei giorni festivi che durante l’anno (in coincidenza con la gravidanza) recitando un particolare rosario in dialetto la cui posta recita: beddra Matri da Catina un haiu a nuddra pi vicina hai a tia sula Matri e Rigina un faciti scurari sta iurnata senza avirimi cunsulata. . Dopo la nascita del bambino è uso presentarlo alla Madonna con un ulteriore pellegrinaggio che un tempo si svolgeva dopo quaranta giorni dalla nascita. La Signora Epifania Di Garbo racconta l’uso così:
“na l?urtimi misi quanni era propria rossa rossa, abbrazzetta cu ma mà ni ni iaumi a Matri a catina a fari a novena . pi novi iorna a pedi pi novi iorna ni ni iaumi a Matri a catina e ci faciumi a preghiera! Quannu pua nasciva e quaranta iorna?duoppi i quaranta iorna ca prima di quaratna iorna un si niscia?iavimi arria a Matri a Catina per ringraziari! E ci faciumi arria u viaggi, c?era a Missa e ringraziaumi a Madonna”
La festa è tutt’oggi molto partecipata ma non ha più caratteri esterni. La vigilia della festa, a conclusione del solenne novenario vespertino, la Madonna è decorata con gli ori votivi.
Ad inizi novecento, quando si formò la confraternita femminile (oggi estinta), la processione del simulacro pare fosse ancora annuale e percorreva, oltre al solito giru di Santi alcune strade del quartiere.

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