Polemica sull’utilizzo degli asini. La risposta dell’Assessore Dario Guarcello all’animalista Enrico Rizzi

By on 2 settembre 2017

A seguito della denuncia dell’animalista Enrico Rizzi, presidente del Nucleo operativo italiano tutela animali, sull’utilizzo degli asini per la raccolta dei rifiuti, i castelbonesi hanno dato seguito a una sequenza di commenti e polemiche su Facebook con posizioni spesso contrastanti. A scatenare il dibattito, dai toni spesso discutibili, è l’episodio di un asino accasciato a terra con un carico di rifiuti sulle casse che porta su di sé e che per l’animalista costituirebbe una “chiara violazione del codice penale”.

Qui di seguito riportiamo la risposta che l’Assessore Dario Guarcello scrive sulla propria bacheca Facebook e che nel merito condividiamo, sicuri del fatto che nessun asino sia stato maltrattato e che far lavorare gli animali non significhi sfruttarli indebitamente. 

Sono l’assessore all’ambiente del Comune di Castelbuono!
Mi segnalano un suo post che mi lascia molto perplesso sull’accaduto, ma chiaramente cercherò di capire il perché il nostro asinello fosse per terra. Salvo casi rari dovuti a problemi dell’animale, non mi risultano ci sia mai stato nessun asino a terra o un maltrattamento nei confronti degli stessi.
Gli stessi sono amati e coccolati da chi li accompagna lavorando con loro nei giorni designati ed inoltre sono coccolati da tutta la comunità Castelbuonese.
Hanno i loro orari e i giorni di riposo esattamente come i nostri lavoratori.
Hanno le loro stalle per riposare e quando diventano vecchiotti vengono accuditi senza farli lavorare.
Le mostro un video realizzato a Castelbuono sulla nostra raccolta e il trattamento degli stessi che magari le chiarirà le idee su cosa sia la nostra comunità.
Inoltre sottolineo che non giustificheremmo mai il maltrattamento di nessuna specie animale né tantomeno i nostri asini.
La invito a venire a vedere di persona il nostro lavoro e chiaramente non abbiamo bisogno di preavviso in quanto da tantissimi anni abbiamo inserito il progetto degli asini per la raccolta differenziata nelle strade del centro.
Gli stessi sono accompagnati da operatori con ex problemi di alcool,droga o giustizia che con lo stesso progetto hanno risolto i loro problemi, reinserendosi nella società con la dignità che solo un lavoro onesto può dare.
La nostra comunità ha fatto una grande scommessa con queste persone dandogli un lavoro socialmente utile e offrendogli una seconda possibilità che ogni persona nella sua vita merita.
Noi siamo ” ASINI PER CULTURA “, perché per noi l’asino ha un valore inestimabile ed è un simbolo per la nostra comunità.
Spero vogliate approfondire il nostro modo di operare e non giudicare la foto della quale ripeto prenderò subito informazioni e se fosse il caso provvedimenti.

 

Per semplicità riportiamo anche l’articolo uscito su PalermoToday in cui Rizzi denuncia il caso:

Due casse di legno piene di rifiuti. Poi il crollo. Siamo a Castelbuono. Così un asinello utilizzato per la raccolta dei rifiuti in paese, legato con una corda al tronco di un albero, è stramazzato a terra. A denunciarlo sono gli animalisti del Noita (Nucleo operativo italiano tutela animali).  La foto, postata sul web da un’abitante del luogo, ha scatenato in poco tempo la reazione sui social. Indignati gli animalisti che sottolineano come l’asinello fosse “carico fino al collo, sotto il sole cocente e in evidenti condizioni di maltrattamento”.

A Castelbuono questo è il “modo” di fare la raccolta differenziata – dice Enrico Rizzi, presidente nazionale del Nucleo operativo italiano tutela animali -. Sto chiedendo ai carabinieri di sequestrare subito l’asinello vittima di evidente violenza, perché di questo si tratta. Ho anche appena telefonato al dirigente dell’Assessorato della Regione Sicilia con competenza alla tutela degli animali per informarlo di ciò. Anche lui mi ha garantito un intervento nel giro di 48 ore. Denunceremo i responsabili e li porteremo in Tribunale, ve lo prometto”.
La polemica sta infiammando la pagina Facebook di Rizzi, che ha aggiunto: “E’ palese che siamo di fronte ad una chiara violazione del codice penale. Ho anche incaricato il mio ufficio legale affinchè venga anche predisposta una denuncia a carico del proprietario dell’animale, nonché del sindaco pro tempore di Castelbuono che di fatto sta tuttora autorizzando questa barbarie. Metteremo in campo tutte le azioni necessarie affinchè questa vergogna che ci riporta indietro di migliaia di anni, venga abolita per sempre. Perchè nel terzo millennio, dove si progettano le auto volanti, è inaccettabile uno sfruttamento così indegno di un essere vivente”.

 

 

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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