Post-voto. Cicero: “Una casa unica per il csx”. Di Giorgi stravince a Firenze

Comincia la fase delle analisi e delle dichiarazioni del “dopo”, che farà presto posto anche a quella delle rivendicazioni e di qualche “testa” da far saltare. Nel frattempo abbiamo contattato il Sindaco Cicero per un commento a caldo:

« Sono soddisfatto del mio risultato personale, visto il consenso non solo a Castelbuono ma in generale nelle Madonie, e all’interno di un centro-sinistra bocciato e da rifondare. E’ la dimostrazione che comunque occorrono – continua Cicero – persone legate ai territori e che sappiano aggregare, perché laddove il centrosinistra le ha candidate il risultato è stato positivo, considerato il clima generale. Occorre una casa comune per il centrosinistra, costituita da diverse anime: da PD a Potere al Popolo, passando per LeU che è stata sonoramente bocciata come alternativa divisiva. Si deve ripartire, e noi cominciando da Castelbuono, superando mal di pancia e personalismi, lavorando dal basso per un nuovo centrosinistra.»

Riesce a farcela l’altra “castelbuonese” in corsa in queste elezioni: la vice presidente uscente del Senato Rosa Maria Di Giorgi, candidata alla Camera nel collegio uninominale di Firenze – Scandicci (stesso collegio del segretario Renzi, candidato al Senato). Ben il 43% dei voti per lei, con un distacco di venti punti su Claudia Dominici (Cdx) e Sabrina Montaguti (M5S). La stessa ha dichiarato:

« Abbiamo fatto un grande lavoro sul collegio, un territorio abituato al buongoverno che ha riconosciuto serietà e responsabilità alla nostra proposta politica. Ora mi impegnerò a tradurre nella mia azione parlamentare le istanze che ho raccolto durante questa campagna elettorale. […] C’è molto poco da stare allegri in un paese che al Sud vota per il neoassistenzialismo di chi promette il reddito di cittadinanza, e al Nord l’isolazionismo di chi promette la guerra agli immigrati – dice Di Giorgi, che aggiunge – E’ un momento molto complicato, si tratta di riprendere un lavoro certosino per riallacciare i nodi con il nostro elettorato. In questo voto c’è qualcosa di molto profondo, che va analizzato con attenzione, e che per certi versi definirei irrazionale: una volontà di  cambiamento che ha travolto tutto ».