Presentazione “Mediterraneo: piattaforma di dialogo tra le culture investimenti e politiche di sviluppo sostenibile”

 [trinacrianews.eu di Maria Pia Iovino]

foto-conferenza-stampa piattaforma dialogo culture SEQUENZAPalermo – Lunedì 20 ottobre presso la Sala Alessi di Palazzo d’Orleans si è svolta la conferenza Stampa di presentazione dell’evento “Mediterraneo: piattaforma di dialogo tra le culture, investimenti e politiche di sviluppo sostenibile”, prevista per il 24 e 25 ottobre a Palermo. La manifestazione, promossa ed organizzata dalla Presidenza della Regione Siciliana, in collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario e Confindustria Sicilia, porterà in città diversi eventi culturali con presenze di rilievo internazionale. Tanti gli incontri previsti nella due giorni palermitana, in cui parteciperanno le massime cariche istituzionali dell’Isola. Particolare rilievo è stato dedicato al tema dell’imprenditoria femminile. Proprio per questo, la platea sarà arricchita dalla presenza di duecento donne imprenditrici, provenienti da tutto il mondo a testimoniare la loro storia e raccontare la propria esperienza. Alla conferenza di presentazione dell’evento hanno partecipato Marcella Cannariato, delegata per la Sicilia della Fondazione Marisa Bellisario, l’assessore regionale per la cultura Giusi FurnariNino Salerno, Vice presidente Confindustria Sicilia, il dott. Sami Ben Abdelali, promotore dell’evento, consulente per l’internazionalizzazione della Regione Siciliana. Quest’ultimo, aprendo la conferenza stampa, ha rivelato il liet motiv ispiratore dell’evento: restituire alla Sicilia quel ruolo di interlocutore privilegiato tra l’Europa, il Sud del Mediterraneo e i Paesi Arabi. Nel suo intervento Ben Abdelali, ha evidenziato che: oggi, questi Paesi rappresentano una grande opportunità ed una forma di investimento e di dialogo per le nostre aziende. Considerato il contesto economico internazionale che si vive attualmente, che sta travolgendo l’Europa e l’Italia, le aziende sono messe in grande difficoltà. Quindi, l’evento mira a creare opportunità di investimento e di partnership con le realtà imprenditoriali che si affacciano sul Mediterraneo. La scelta di portare a Palermo 200 donne imprenditrici della Fondazione Bellisario discende dal fatto che – ha riferito Abdelali – l’imprenditoria femminile é sotto i riflettori di tutto il mondo. La donna ha acquistato quel valore aggiunto, quella posizione che la fa diventare un pilastro dell’economia nazionale e all’estero. Quindi, questo evento sarà un’occasione di confronto tra tutte queste esperienze, in cui ciascuno esporrà il suo know-how di esperienza con le altre donne che si incontrano. Ci saranno imprenditrici del Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto, Yemen e tanti altri Paesi africani. Una clamorosa novità è rappresentata, come ha riferito Ben Abdelali, dalla nascita, a Doah Qatar, del più prestigioso centro commerciale del Medio Oriente. All’interno dei suoi 74 000 metri quadri, ci sarà uno spazio riservato al Made in Sicily, una vetrina di 1600 metri all’interno del quale saranno commercializzati prodotti agroalimentari degli imprenditori siciliani che hanno aderito a questo progetto (Fiasconaro, Contorno, Morettino, etc.). L’evento avverrà entro fine anno 2014.Inoltre, in occasione della Fiera del Brand Italy che si terrà a Doah dal 10 al 12 novembre c.a., giorno 11 novembre, lo Sceicco Al Emadi offrirà una cena, nella sua mega villa, ai Rappresentanti istituzionali e i Rappresentanti delle aziende siciliane. Gli chef per l’evento saranno Francesco Piparo del Ristorante “Alle Terrazze” e Nicola Fiasconaro, noto per i famosi panettoni di Castelbuono. I prodotti utilizzati per la cena saranno tutti a tracciabilità siciliana. Quindi, non solo annunci. La dott.ssa Marcella Cannariato, intervendo ha voluto esaltare il ruolo della donna, valore assoluto per l’Italia, come lo è quello della Fondazione Marisa Bellisario, tenuta a battesimo 26 anni fa e gestita da sempre da donne. Incentrando il focus sulle aziende italiane esportatrici, secondo la Cannariato, queste sono circa190 mila, di cui solo il 3% medio-grandi. Tutto il resto sono realtà artigianali, con non più di 50 dipendenti, senza una propria formazione. La Cannariato, riferendo i dati del CENSIS ha comunicato che, il tessuto delle micro-imprese italiane è tutto al femminile.Concludendo, la Cannariato ha riferito che, l’idea di portare le 200 imprenditrici italiane in Sicilia risiede nella volontà di raffrontarsi con le imprese guidate da donne del Mediterraneo, insegnando all’Italia intera che si può sviluppare lavoro anche in una terra amara come questa isola.
Per Nino Salerno, l’importanza dell’evento risiede nel desiderio della Sicilia di volere fortemente emergere, rappresentarsi nei confronti del Mediterraneo, quale terra più prossima, anche culturalmente. Riconoscendo gli errori, anche di cattiva politica commessi in passato nei confronti dei Paesi del Nord Africa, per mancanza di un’apertura adeguata, Salerno ha riconosciuto la superiorità di questi Paesi nella percezione del business, della politica, nel problem solving rispetto all’Italia, alla Sicilia. L’adozione di diverse azioni è il modo migliore per scrollarsi di questa cappa, che l’ha tenuta fuori da rotte, collegamenti, relazioni. Quindi, la presenza della Regione Sicilia, quale unico ente pubblico nella gestione di un clusterall’interno di EXPO 2015 testimonia questo desiderio di riscatto. Il fine naturalmente vuole essere un trampolino di lancio per il futuro imprenditoriale siciliano, con coraggio, costanza e sinergia. Parole d’ordine: turismo, agricoltura, enogastronomia, cultura, con a fianco Confindustria, ICE (Istituto per il Commercio Estero).L’Assessore Furnari, riferendo dell’impegno del suo assessorato nelle relazioni con i Paesi Euro Mediterranei (Cipro, Malta, Tunisia), ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di una sinergia tra queste tra diverse realtà, aventi una propria strategia. In particolare, collegare la politica, l’imprenditoria, la cultura, le forze civili, mettendo in comune i linguaggi del Mediterraneo, dell’identità siciliana. Partendo da Palermo, e i suoi punti di forza rappresentati dai rispettivi artisti locali e di altre etnie mediterranei, si potrebbe trovare la chiave di volta per un nuovo linguaggio, una nuova arte, nuove esperienze imprenditoriali, accompagnati in questo percorso, da una sinergia costituita da altri assessorati, tra cui turismo, agricoltura, attività produttive. Tra i presenti partecipanti alla conferenza stampa, c’era anche l’imprenditore Nicola Fiasconaro, dell’omonima azienda castelbuonese.

TrinacriaNews.eu ha effettuato le seguenti interviste:

SAMI BEN ABDELALI

sami-ben-abdelaali-Per la kermesse dei prossimi giorni, si vedono le donne al centro dell’evento per promuovere l’intercultura, gli investimenti. Tuttavia, facciamo i conti con i limiti di alcune donne, anche siciliane, a cui si chiedono sempre più skills. Cosa può dire a proposito?

R. Bisogna iniziare perché io dico sempre, le più grandi opere sono iniziate sempre da sogni. Oggi, bisogna sognare in tal senso. Bisogna avvicinare la gente. Bisogna mettere attorno ad un tavolo tanti Paesi, tante realtà, tante esperienze, tanto know how, perché da lì crescerà un’idea che piacerà a qualche imprenditore piccolo. Questi prenderà questa esperienza e imparerà a reagire, perché se non reagiamo siamo veramente finiti. Il contesto economico è veramente difficile. Se ognuno di noi non dà quel piccolo valore aggiunto, non saremo qui. Questo momento di confronto avrà una rilevanza molto importante.

D. Considerata la Sicilia che si trova ad avere un ruolo principe rispetto alle altre regioni comunitarie, cosa si può fare perché sia riconosciuta in maniera ufficiale la sua posizione dagli altri Paesi comunitari?

R. Ci vuole una grande volontà politica che già, oggi c’è. Noi abbiamo iniziato con poco. Ma oggi c’è. Quando vediamo un evento del genere, organizzato per le aziende, per l’imprenditoria femminile praticamente, significa che c’è una grande volontà politica per portare avanti questo processo di internazionalizzazione e cooperazione internazionale.

D. La Sicilia è una regione che risponde a “macchia di leopardo”, rispetto all’imprenditoria e all’internazionalizzazione. Infatti Fiasconaro si trova a Castelbuono, e la sua affermazione è dovuta anche, ad un tessuto sociale favorevole. Palermo invece, rappresenta una realtà opposta in cui fanno spesso da padrone: la criminalità organizzata, le estorsioni, la contiguità tra istituzioni, politica, mafia e imprenditoria. Cosa fare?

R. Questo è vero. Però, dobbiamo metter insieme tutte le sinergie per riuscire a sconfiggere questo fenomeno e fare rete.

D. Chi considerare in questa Rete?

R. Gli attori della società civile: Confindustria, le aziende, la politica, tutti quanti insieme per far sì che le aziende abbiano il ruolo che meritano.

NICOLA FIASCONARO

D. Quali sono stati gli ostacoli incontrati nel percorso di imprenditore e la via d’uscita imboccata, imponendosi nella concorrenza “leale”?fiasconaro_nicola

R. Credendoci, anche se vivendo in una terra come la Sicilia, che non ha una grande vocazione per l’imprenditoria, da una piccola realtà, di un borgo medievale delle Madonie come Castelbuono, si può creare un sistema azienda. Noi siamo dei pasticceri. Una delle poche cose che vengono riconosciute alla Sicilia è il cibo di strada, la Cassata. Quindi, sull’alimentazione c’è un primato. Se non stiamo attenti, si rischia di essere aggrediti ulteriormente dalla globalizzazione. Creare sistema è la regola per eccellenza.

D. Cosa per sottrarsi al rischio di contraffazione?

R. Facciamo ricerca scientifica, accordi con le Università, facciamo la tracciabilità, la rintracciabilità, il DNA. Cerchiamo di essere davvero sensibili a quelle che sono le nostre DOP, i nostri IGP, lì lavoriamo davvero. Partiamo dalla terra madre, il contadino, dal prodotto agricolo, ael semilavorato, fino ai prodotti finiti, tutto rigorosamente “Made in Sicily”. Oltre alla Fiasconaro, noi coinvolgiamo 10 stabilimenti in tutte le province della Sicilia.

D. Minacce, ritorsioni, estorsioni?

R. Sarà perché siamo in una “oasi” delle Madonie, Castelbuono è un paese in cui, quando c’è un piccolo segnale riusciamo, culturalmente a respingerlo. C’è la brava gente, ci sono onesti lavoratori. Siamo orgogliosi di dire che la Sicilia è anche questa, la terra in cui non ci sono problemi culturali. 

MARCELLA CANNARIATO

marcella cannariatoD. Cosa proporre alle donne prima ancora di essere imprenditrici, per inoltrarsi nel proprio futuro?

R. Riappropriarsi dell’idea del futuro. Chi non sogna, non può avere un’idea precisa di futuro. L’idea di futuro consente a tutti, anche a me, di vivere anche due, tre vite. Perché questo? Basti pensare che l’idea di futuro non è un peso per ciascuno di noi. Io personalmente, ho vissuto a Ferrara ed ho fatto un’attività. Sono ritornata a Palermo e ne sto facendo un’altra. Chissà, nei prossimi vent’anni, anche se ho quasi sessant’anni, cosa andrò a fare. L’idea di futuro è importante per tutti noi. Oggi, i giovani hanno perso l’idea di futuro.