Processo “Black Cat”. Trentanove condanne e quindici assoluzioni

By on 21 dicembre 2017

[livesicilia.it] I due presunti capi mandamento, Diego Rinella e Francesco Bonomo, aprono l’elenco degli indagati del processo nato dal blitz “Black Cat”. Sotto accusa i clan di una grossa fetta della provincia di Palermo.

Furono i carabinieri del Gruppo di Monreale e della compagnia di Termini Imerese a scoprire che la rifondazione di Cosa nostra era ripartita dagli anziani. Li chiamavano “i vattiati”, battezzati, per via della loro carriera criminale. Da San Mauro Castelverde a Trabia, passando per decine di centri, la nuova mafia guardava agli uomini e alle regole del passato. Diego Rinella è fratello di Salvatore, storico capomafia di Trabia, mentre Bonomo è genero di Peppino Farinella, capomafia di San Mauro. Dalle indagini coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Leonardo Agueci i e dai sostituti Sergio Demontis, Siro De Flammineis, Gaspare Spedale, Ennio Petrigni e Bruno Brucoli era emersa un’attività frenetica di controllo del territorio attraverso l’imposizione sistematica del pizzo.

Eppure i grandi assenti del processo erano proprio i commercianti che non si sono costituiti parte civile. Su 64 persone offese, solo in otto hanno deciso di partecipare al processo con l’assistenza degli avvocati Alessia Alessi, Salvatore Caradonna, Cinzia Di Vita, Carmelo Franco e Luigi Montagliani.

I Comuni, invece, ci sono tutti e sono assistiti dagli avvocati Ettore Barcellona e Francesco Cutraro. Ecco l’elenco: Alimena, Aliminusa, Caccamo, Casteldaccia, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Castellana Sicula, Cefalù, Cerda, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Lascari, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Scillato, Sclafani Bagni, Termini Imerese, Trabia. Hanno ricevuto dieci mila euro di provvisionale. Cifra che sale a centomila euro per il comune di Cerda. Cinquemila euro ciascuno al Centro Pio La Torre, Comitato Addiopizzo, Sos Impresa e Confersercenti.

Ecco le pene inflitte dal Gup Fabrizio Anfuso del tribunale del capoluogo: Diego Rinella (16 anni e sei mesi), Michele Modica (13 anni), Giuseppe Ingrao (9 anni), Antonino Vallelunga (10 anni e tre mesi e una multa di 3.800 euro), Giovanni Filippo Colletti (11 anni), Vincenzo Medica (8 anni e 8 mesi), Diego Guzzino (8 anni e 8 mesi), Salvatore Sampognaro (8 anni e 8 mesi), Salvatore Palmisano (11 anni e 4 mesi), Giuseppe Libreri (11 anni e sei mesi), Mario D’Amico (8 anni e 10 mesi), Antonino Fardella (9 anni e 4 mesi), Raimondo Virone (8 anni e 6 mesi), Massimiliano Restivo (9 anni e 6 mesi), Stefano Contino (13 anni e un mese), Gandolfo Maria Interbartolo (14 anni e 9 mesi), Vincenzo Civiletto (9 anni), Giovanni Gaetano Muscarella (9 anni e 1 mese), Giacomo Li Destri (9 anni e 1 mese), Antonino Giuliano (2 anni), Giuseppe Rio (4 anni e 2 mesi. Per l’imputato, difeso dall’avvocato Giuseppe Minà, erano stati chiesti 14 anni di carcere), Silvio Napolitano (6 anni), Vincenzo Calderaro (5 anni e 4 mesi), Ciro Guardino (3 anni), Giuseppe Vitanza (4 anni e 2 mesi), Francesco Bonomo (15 anni e 3 mesi), Giovanni Antonio Maranto (18 anni e 9 mesi), Antonio Scola (12 anni e 5 mesi), Saverio Maranto (11 anni e 6 mesi), Angelo Schittino (10 anni e 4 mesi), Santo Bonomo (8 anni), Salvatore Schittino (6 anni), Pietro Termini (5 anni), Giuseppe Scaduto (6 anni), Antonino Teresi (6 anni), Mariano Parisi (11 anni), Vincenzo Sparacio (11 anni), Vincenzo Vassallo (11 anni), Francesco Cerniglia (6 anni),

Gli assolti sono Giovanni Giallombardo. Nicolò Pandolfo, Francesco Lombardo (difeso dagli avvocati Roberto Panepinto e Giovanni Rizzuti), Santina Ingrao, Andrea Di Gangi, Salvatore Fatta, Pietro Liga (difeso dall’avvocato Jimmy D’Azzò), Salvatore Abbadessa, Michele Serraino, Calogero Sinagra, Samuele Schittino, Antonio Quattrocchi, Rosario Libreri. Non doversi procedere nei confronti di Marianna Bonomo e Giovanni Anzaldi.

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