Programma del Bicentenario della Nascita di Francesco Minà Palumbo

E’ con grande soddisfazione che il Comitato organizzatore del Bicentenario della Nascita di Francesco Minà Palumbo, comunica che è stato definito il programma delle celebrazioni. Nelle giornate inaugurali dell’anno dedicate alla nascita del noto naturalista, dell’8 e 9 marzo, si avvicenderanno, presso la Sala delle Capriate dell’Ex Convento di Santa Venera, molti esponenti del mondo culturale e scientifico, sia regionale che nazionale.

La presenza di così tanti studiosi, conforta e arricchisce di valore culturale, storico, nonché scientifico, l’intera comunità di Castelbuono, per la ricorrenza del bicentenario.

Il Segretario Comitato Organizzatore  Dott.ssa Francesca Cicero

Il Presidente Comitato Organizzatore  Prof. Rosario Schicchi

programma bicentenario definitivo-page-001programma bicentenario definitivo-page-002programma bicentenario definitivo-page-003

1 commento

  1. Le celebrazioni per il bicentenario della nascita di Francesco Minà Palumbo cominciano proprio bene!
    Un rappresentante della famiglia Morici (di uno dei 3 rami degli attuali eredi dello scienziato) in pieno convegno fa pubblica denuncia all’intero Consiglio di Amministrazione (CdA) del Museo di essere stati invitati all’ultimo momento, alludendo ad una pessima organizzazione dell’intera manifestazione…dimenticando forse che in quel CdA ha un fratello in veste di Presidente del Museo.
    Tuttavia, al di là delle loro questioni familiari e delle formalità di bon ton, noi sappiamo che un “invito” comporta sempre una presenza e quindi una partecipazione, che, anche se critica, deve comportare un messaggio connesso al tema e ai fini dell’evento, che nel nostro caso sono la promozione della figura e delle opere di F.M.P. e il rilancio del Museo ad esso dedicato.
    Peccato che nell’intervento questo messaggio non sia arrivato.
    E allora, per rimediare alla “mancanza” di riguardo appena commessa (…peccato da considerare assolutamente veniale…) cogliamo l’occasione per promuovere un ulteriore “invito”, serio e concreto, a quel ramo degli eredi Morici affinchè consegnino al Museo l’originale dell’Iconografia dello studioso-artista, completando l’atto di donazione al Comune dell’intero patrimonio delle sue raccolte e opere documentali, avviato anni fa e ancora oggi rimasto incompiuto.
    Non importa se stavolta l’”invito” si dovrebbe fare in carta libera o in carta bollata, tramite raccomandata R.R. o messo comunale, con un semplice “per piacere” o elencando fatti storici ed impegni del passato, che hanno appunto condotto alla creazione del Museo.
    Certo, un “invito” del genere è da tempo consolidato nella mente di tanti castelbuonesi che credono in una collocazione d’eccellenza del nostro Paese nel panorama scientifico-culturale-artistico della storia di Sicilia.
    Ma non basta, perché per coerenza al pragmatismo sorge spontanea una domanda: chi deve fare l’”invito” formale con tutti i crismi dell’ufficialità?
    Con le celebrazioni del bicentenario della nascita di F.M.P. in atto, l’”invito” lo faranno le Istituzioni, che ne hanno pieno diritto (e credo dovere, evitando danni all’erario) oppure lo deleghiamo a qualche associazione di quartiere con 2-3 iscritti (sordi, muti, ciechi) che non contano nulla?
    La domanda è posta: chi ha discernimento e coraggio tragga le conclusioni.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.