Quell’amica d’infanzia

By on 24 febbraio 2017

A distanza di un anno dall’ultima uscita ritorna la rubrica OltreFiumara in occasione del decennale di Castelbuono.org, torna con un’edizione speciale, chiamata Molto Oltre Fiumara.

Il nome è dovuto al fatto che io, Aneurisma (alias Alessandro Piro), racconterò fatti e curiosità dal Sud America, dove viaggerò per un anno.

Ogni articolo sarà accostato ad un album musicale. Non ci sono relazioni tematiche con quanto raccontato, ma solo affinità emotive e magari sarà tutto molto soggettivo, ma cosa importa… vi assicuro che si tratta in ogni caso di buona musica.

 

Ogni ultimo sabato del mese la piazza Bolivar di Medellin (Colombia) si riempie di piccoli stand di legno dai tetti colorati di verde. Di buon mattino, si avvicinano dagli altri quartieri venditrici e venditori con scatoloni, valigie e carretti. È uno dei momenti più belli per la città, è il mercato dell’artigianato di San Alejo. Perdendosi tra le lunghe file di bancarelle ordinate ci si stupisce dell’originalità e della bellezza di oggetti di diverso tipo: bigiotteria, abiti, lampade, quaderni, borse, cappelli, quadri, composizioni floreali, oggetti in legno, etc. Più che a un mercato, mi sembra quasi di passeggiare tra una serie di piccole opere d’arte.

Sotto il sole di mezzogiorno della città dell’eterna primavera (qui c’è una temperatura fissa intorno ai 25 gradi), la tettoie più grandi offrono un naturale rifugio d’ombra e fanno apprezzare di più gli oggetti in mostra. Pochi secondi dopo l’artista di turno inizia l’orgoglioso elogio delle sue opere, dimostrando che i paisa (ossia gli abitanti di Medellin) sono davvero commercianti nati, non è solo un luogo comune. Peccato che l’interesse solitamente veritiero adesso sia solo dettato dalla voglia di rimanere all’ombra. Quando quell’improvvisato e temporaneo riparo non basta, la grande cattedrale della città offre un più comodo e fresco rifugio. Difficilmente Amina, la ragazza francese musulmana con cui abbiamo fatto amicizia da una settimana, sarà stata più contenta in vita sua di entrare in una chiesa.

Davanti la facciata della cattedrale c’è una fontana e attorno si organizza il mercatino delle pulci. Improbabili radio del secolo passato, LP di cantanti sconosciuti, giornali ingialliti e bottiglie di Coca Cola degli anni ‘50 (chissa se quel liquido nero che contengono sia davvero la bevanda originale) sono poggiati su dei teli, nell’attesa dell’acquirente che, colpo di fortuna, era da anni che ricercava invano quel cimelio. Nel frattempo un paio di senza dimora si lavano nella fontana con scrupolo, rimangono in mutande nei loro corpi gracili.

Distratto nel mio procedere da un artigiano che crea mini alberi con tappi di lattine, vengo avvicinato da un signore sulla quarantina che mi fissa con uno sguardo a metà fra un sorriso e un’espressione incuriosita. Si avvicina e mi dà la mano presentandosi: si chiama Jorge. Inizialmente ho pensato potesse essere uno dei tanti venditori attratti dalla mia fisionomia che lascia intendere (a torto) grandi disponibilità finanziarie e tanta voglia di spendere.

La mia supposizione si rivela falsa non appena intavola una discussione che verte su argomenti diversi dal commercio. Nello specifico dopo aver rivelato la mia nazionalità, come accade sempre, le prime domande riguardano il calcio. Così Jorge elenca gli idoli locali che giocano nel nostro campionato e successivamente fa la lista dei giocatori italiani più validi del passato recente, quasi come a voler dimostrare di conoscerli, o come se si trovasse a scuola e lo stessi interrogando: “Pirlo, Buffon, Balotelli…”. Non so perché ma nell’elenco dei calciatori italiani tutti iniziano dal timido centrocampista dai piedi fatati.

Poco dopo però l’espressione dei suoi occhi cambia, diventa profondamente malinconica e mi racconta che è cresciuto in una sorta di asilo speciale per bambini i cui genitori erano in galera o avevano problemi di dipendenza. Lì, ha incontrato una bimba con cui ha stretto un legame fraterno fortissimo. Un giorno però una coppia di italiani è arrivata al centro e ha deciso di adottarla. Non l’ha mai più vista, non ha mai potuto contattarla né avuto notizie di leiMe ne parla, pensando ingenuamente che solo attraverso una descrizione sommaria e il dettaglio di un nome possa saperne qualcosa, che magari la conosco e in qualche modo potrei metterli in contatto. Mentre lo dice Jorge ha gli occhi gonfi e lucidi.

Mi costa parecchia fatica confessare che non la conosco. Per un attimo penso di far finta di sì, che forse una volta ho visto una ragazza che corrisponde a quella descrizione e che più o meno potrebbe avere la sua età. Ma illuderlo non servirebbe a niente. Quindi lo saluto e gli auguro che un giorno possa venire in Italia e cercare la sua amica.

 

Consiglio musicale:

A proposito di aneurisma

Trenttenne laureato in Ingegneria Gestionale, musicista amatoriale, è un abituale frequentatore del blog con lo pseudonimo Aneurisma e cura la rubrica settimanale OltreFiumara con cui ha la pretesa di "castelbuonesizzare" tutto ciò che avviene oltre le cinta murarie.

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