Romeo Maccabeo

By on 10 marzo 2015


Poesiuole

vocaboli persiperversi


 

Romeo Maccabeo

 

Tutto il paese esulta con gioia

esulta l’asina e pure la troia.

Son lieti i vecchi, le donne, i bambini

e tutti quanti i garibaldini.

Oh estimabile persona illuminata

a cui la Storia deve essere assai grata,

ti meriti una rima bel Romeo:

t’appello ordunque gaio maccabeo.

 

Si attendeva il lieto evento

sin dal millenovecento,

si piangeva ne siam certi

per avere i tuoi reperti.

Sarai insignito, ma quando non si sa

benefattore dell’intera umanità!

 

Il popolo con trepidazione

gioisce per la grande donazione.

Lo stupore è molto grande:

ammiriamo le mutande

di un cugino naturale

del famoso generale

(per rispetto non furono lavate

dal nostro grande illustre mecenate).

 

Volevano ospitare nel palazzo

un vaso cinese che non c’entra un … niente.

Ma dove metteranno l’accozzaglia?

Dove celebreranno l’anticaglia?

La calzetta seppure famosa

non profuma di certo di rosa.

 

Non ne vuole sapere il Museo

che ha vietato l’ingresso a Romeo.

Una proposta ritenuta allettante

fu quella di Obrag il mercante:

vendere in saldo tutto il vecchiume

eccetto solamente il buon costume.

 

Un dì ci condurrai un asinello

e qui sta il bello:

il popolo tanto credulone

crederà sia di Napoleone!

La Sgricia

 

A proposito di la Sgricia

Non disdegna alcuna affettazione di serietà che elabora in prosa o in versi cogliendone il sagace aspetto umoristico che questa possa suscitare. Incline ad un alacre critica semiseria di natura goliardica.

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