Schopenhauer alla Strata Longa

Schopenhauer non era un tipo che definiresti ?allegro?. Era il bambino che subisce gli scherni dei compagni, quello che alle feste stava sempre in disparte, quello che al gioco del bastone restava col bastone in mano. Non sapeva giocare a calcio, non sapeva nuotare, balbettava. Era così anonimo che se si fermava all?ingresso di un locale la gente lo scambiava per l?attaccapanni e gli appoggiava addosso i cappotti. Non stupisce che la sua filosofia non sia esattamente ottimista. Schopenhauer ritiene che la realtà così come la conosciamo ? definita fenomeno, ciò che appare ? sia una finzione, un?inganno, che tiene nascosta la vera realtà. In sostanza il fenomeno per Schopenhauer si comporta come quel Presidente del Consiglio che negava che ci fosse la crisi. Ma cos?è la vera realtà? Cosa sta sotto la superficie del fenomeno, come un?arancia sotto la buccia? Secondo Schopenhauer la vera realtà, celata dal fenomeno, è la volontà di vivere. Ma la volontà di vivere, o anche solo volontà, non risiede solo nel fondo dell?uomo, ma in tutto l?esistente: la volontà tiene in vita e fa esistere la palma della strata longa, anche e soprattutto adesso che le hanno tagliato la chioma; fa muovere e vivere il punteruolo rosso che ha infestato la palma, gli uccelli che sulla palma risiedevano e che con la forza della loro volontà di vivere rendevano così accogliente e salubre il sedersi sulla panchina sottostante, il cui metallo stesso è tenuto insieme dalla volontà, così come pure lo zampillo d?acqua che esce dalla fontanella lì accanto, che fuoriesce allegro grazie alla volontà, e che grazie alla volontà del ragazzino che soffiava dentro il cannolo spesso finiva per allacare completamente chi beveva dall?altro lato.

La volontà quindi accomuna tutto l?esistente, gli uomini, gli animali, i vegetali, i minerali stessi e tutta la materia inanimata: di conseguenza può essere sia inconsapevole, come in questi ultimi casi, che consapevole, nell?uomo. Fin qui tutto bene, Schopenhauer sta semplicemente dicendoci che al nucleo di tutto ciò che esiste sta una forza, come quella di Star Wars. Schopenhauer avrebbe potuto a questo punto cominciare l?addestramento Jedi  (?Arthur! Fare o non fare, non c?è provare!?) oppure cominciare a sfruttare il marchio producendo film, romanzi, fumetti e giocattoli ispirati a ?La Volontà??. Invece no. Schopenhauer, fedele al personaggio, decide che il fatto stesso che una Volontà? sia alla base dell?esistenza dell?uomo, significa che l?essere stesso sia costitutivamente Dolore. Perché questa svolta melodrammatica? Qui entra in gioco il famoso Pendolo di Schopenhauer. L?uomo, grazie alla Volontà?, ha sempre dei desideri, e desiderare significa trovarsi in uno stato di tensione e di mancanza, di Dolore (Questo è comprensibile. Io ad esempio aspetto che esca un nuovo Zelda da un anno e mezzo, e la situazione comincia a diventare pesante), ma non finisce qui: una volta che un desiderio sia soddisfatto, ne sorgeranno almeno altri dieci, e nel caso in cui riuscissimo a placare tutti i nostro desideri arriverebbe, inevitabile, la Noia.

La vita è per Schopenhauer un Pendolo incessante che oscilla tra la Noia e il Dolore. Viviamo in previsione di momenti futuri desiderati, che però quando sono raggiunti ci lasciano in preda alla Noia. Certo sorge il dubbio che se Schopenhauer nei suoi momenti di Noia avesse provato qualche videogioco qualcosa nel suo pensiero sarebbe cambiato. Non esiste dunque il piacere, secondo Schopenhauer? I fugaci attimi di piacere che proviamo sono dovuti unicamente alla momentanea cessazione del dolore: è come mettersi un paio di scarpe strettissime per provare il piacere di togliersele. Da questi ragionamenti Schopenhauer deduce un pessimismo talmente ampio che al confronto Giacomo Leopardi è un animatore della Valtur. Quindi la prossima volta che, durante una passeggiata domenicale, vi ritroverete la manica della giacca deturpata dagli escrementi di un gentil uccelletto che vi volava sopra, non prendetevela troppo. La vita, nella sua essenza, è Dolore. E l?uccellino non può che esprimere la propria Volontà?.

 

 

 

 

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