Sei domande a Loredana Russo candidata uninominale M5S al Senato della Repubblica

By on 1 marzo 2018

D – Quali impegni assume, prima delle elezioni, per il dimenticato territorio che da Cefalù si estende sino alle Alte Madonie?

R – Tengo a precisare che tutte le tematiche oggetto degli argomenti a cui mi si sollecitano risposte, sono da sempre all’attenzione sia dei meetup locali portavoce dei cittadini, sia delle commissioni che si sono occupate e si occupano del programma del Movimento 5 Stelle, e che il mio ruolo è, e sarà sempre, quello di agire da raccordo fra queste due componenti.
In realtà ritengo che la vera ricchezza delle nostre proposte di buon governo sia la struttura del Movimento in gruppi di persone che operano direttamente e attivamente sul territorio; tale struttura fa del Movimento uno dei più evidenti esempi di democrazia partecipata e di potere rappresentativo.
Pertanto, assumere impegni politici significa, per me, garantire a livello nazionale la giusta risonanza alle problematiche del territorio, per assicurarne la presa in carico da parte degli organi preposti alla loro soluzione, compresi quelli di controllo.
Non essendo ancora eletta, i miei impegni, anche in conseguenza del ruolo di governo o di opposizione che assumerà il Movimento, non possono considerarsi “promesse elettorali” ma linee di programma; e sono impegni presi in rappresentanza di tutto il Collegio che esprime la mia candidatura, territorio cefaludese e madonita compresi.

Rispondo dunque con piacere ai vostri quesiti, ritenendo questa un’opportunità per un reale momento di confronto.
A differenza della mancanza di identità in cui ancora versa il territorio di Termini Imerese, la vocazione turistica del territorio cefaludese e madonita è evidente ed avviata e molti Comuni delle Madonie hanno dimostrato di poter vincere la scommessa dello sviluppo offerto dal turismo; ma è questo uno sviluppo che non può sostenersi solo sullo sforzo di associazioni e commercianti e che non può sopportare lo stress della competizione campanilistica tra Comuni: la scommessa sul turismo deve essere sostenuta da un progetto di ampio respiro e da un raccordo in rete da cui ogni soggetto coinvolto possa trarre il massimo vantaggio.
Il Programma del Movimento 5 Stelle propone in particolare la creazione di “Distretti culturali nei quali fare una progettazione partecipata, varando un piano strategico di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile, in linea coi la vocazione culturale del distretto”. La valorizzazione dei distretti turistico-culturali, non può infatti disconoscere il ruolo della cultura come fattore di forte aggregazione di territori e di comunità.
L’impegno ad eliminare gli ostacoli che si oppongono alla valorizzazione delle risorse naturalistiche, culturali e umane del territorio – come il Parco delle Madonie ed il ricco patrimonio architettonico ed urbanistico arabo-normanno – sarà quindi un mio compito imprescindibile, lavorando per la risoluzione degli annosi problemi che lo affliggono – come la viabilità ed i trasporti – e per il sostegno delle numerose realtà imprenditoriali, che spesso si avviano con grande entusiasmo, ma a prezzo di grandi sacrifici, alla ricerca di una propria identità. L’idea è quella di un turismo sostenuto a monte dal Made in Italy, nel nostro caso da un Made in Sicily, da tutelare anche a livello normativo dell’Unione Europea, come si legge nel Programma di governo del Movimento 5 Stelle votato in rete.

D – Come Senatore o Senatrice della Repubblica Italiana come intende vigilare sul territorio di Cefalù e delle Madonie?

R – Credo che il principale strumento di vigilanza e controllo sia la presenza sul territorio degli eletti col Movimento 5 Stelle.
Il Movimento esprime le proprie candidature attraverso due modalità: quella proporzionale attraverso le parlamentarie in cui vengono votati e candidati attivisti locali e, da quest’anno, quella dei Collegi uninominali coperti da candidati che si sono impegnati nel territorio esprimendo in campi diversi le proprie competenze. Quest’ultimo è il mio caso e di questa scelta resterò sempre sinceramente onorata. In nessuno dei due casi può succedere che il candidato cui si dà il proprio voto sia slegato dalle problematiche della propria terra o che sparisca subito dopo le elezioni.
Il più autentico organismo di controllo rimarrà in ogni caso il cittadino, che troverà sempre i meetup 5 Stelle pronti ad accogliere le sue segnalazione di storture e malfunzionamenti ed a farsene carico: come i deputati eletti, anche i gruppi locali non chiuderanno i comitati elettorali una volta finite le elezioni. Come ahimè spesso accade…

D – Cefalù è senza acqua potabile dal 17 giugno 2016. Intende assumere qualche impegno per ridare dignità a questa città e far tornare a scorrere acqua potabile dai rubinetti delle abitazioni di chi vi risiede?

R – La prima difficoltà per la risoluzione del problema della erogazione di acqua potabile nella rete idrica di Cefalù è individuare l’interlocutore o addirittura il gestore del servizio; l’attuale situazione è frutto di scellerate privatizzazioni di tale bene pubblico fondamentale, attuate contro la volontà degli Italiani emersa dal Referendum del 2011, che si sono rivelate, ovunque poste in essere, del tutto fallimentari.
Con gli altri Parlamentari del Movimento 5 Stelle mi batterò perché il volere espresso dal Referendum sia reso vigente in tutto il Paese affinché il bene comune prevalga sugli interessi economici di qualche privato. Come mi si riferisce, l’Avv. Giuseppe Provenza, insieme agli altri attivisti del meetup di Cefalù, proprio la settimana scorsa ha incontrato i portavoce del M5S all’ARS, perché in tale direzione ed in tempi brevi sia data soluzione a questa incresciosa condizione dei cittadini cefaludesi, una volta definito il contenzioso tra AMAP e Comune di Cefalù.

D – I giovani lasciano Cefalù e i comuni delle Madonie perché non vi trovano un lavoro dignitoso. Pensa che una volta Senatore o Senatrice cambierà qualcosa per i nostri giovani?

R – Ad arrestare l’esodo dei giovani dai Comuni madoniti, come da quasi tutti i Centri del nostro meridione, fino ad invertirne la tendenza, non basterebbe una bacchetta magica, tali e tante sono le cause che lo determinano.
Lo dico da madre che sta vivendo sulla propria pelle il distacco dai propri figli musicisti che, per lavoro, conducono la loro vita l’uno a Vicenza, l’altra a Londra.
Eppure “qualcosa sta cambiando” si legge sulla Home page di Alessandro Cacciato, promotore per le imprese presso il sistema delle Camere di Commercio; ed anch’io davvero lo credo dopo aver conosciuto la realtà di Cultural Farm di Favara, i progetti di Pietraperzia ed Alcamo, gli esempi concreti di start up vincenti nel settore della trasformazione e distribuzione dei succhi agrumari come Sunprod di Walter Ansorge, tra le prime dieci start up in Europa.

C’è però bisogno del massimo sforzo di concretezza e di lungimiranza per sviluppare i presupposti infrastrutturali ed amministrativi perchè questi esempi virtuosi, ohimé troppo pochi ed eccezionali, possano moltiplicarsi e diventare la norma, incrementando e finalizzando al contempo gli investimenti su Università e Ricerca e sulle politiche giovanili, come esposto nel Programma del Movimento 5 Stelle.
Il mio impegno sarà soprattutto volto a favorire e valorizzare le realtà innovative e di recupero delle risorse offerte dalla ricca tradizione della nostra terra, approfittando di ogni opportunità a livello nazionale ed europeo perché si crei l’humus da cui i nostri talenti traggano sostanza per realizzare questo cambiamento.
A tal proposito Invito tutti all’incontro “Made in Sicily: tra tradizione e innovazione” che avrà luogo Domenica 25 Febbraio alle ore 16,00 presso il Cinema Eden di Termini Imerese. Sarà un momento di incontro e confronto, che si avvarrà degli input di Alessandro Cacciato nella prospettiva di far nascere nel nostro territorio una Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare e di fare, dando vita a nuovi incubatori di impresa, a partire dall’analisi e dando visibilità a quanto già sta producendo la creatività dei nostri giovani.

D – Le Madonie sono un museo a cielo aperto: cosa propone per rompere con il campanilismo che penalizza il territorio e lanciare un vero e proprio Sistema Madonie?

R – Della vocazione turistica del Territorio mi sono soffermata già nella risposta ad un precedente quesito, in cui sottolineavo la auspicata “Valorizzazione dei distretti turistico-culturali come fattore di aggregazione di territori e di comunità”; individuando nella creazione di una rete che interconnetta in un sistema complessivo le realtà naturalistiche e culturali di tutti i Centri delle Madonie e di quelli costieri, a costituire un quadro di riferimento articolato per le offerte turistiche, la chiave per interrompere il campanilismo che, come giustamente sottolineato nella domanda, penalizza pesantemente il territorio nel suo sviluppo.

Quella della cultura diffusa è una proposta programmatica di sicura efficacia. Essa trova già una collocazione efficace nel Parco delle Madonie o nell’itinerario Arabo-Normanno che accomuna Cefalù a Palermo ed a Monreale.
Come ribadito in un intervento dell’avv. Giuseppe Provenza, attivista del meetup di Cefalù, “il Parco delle Madonie potrebbe offrire occasioni di fruibilità ad un ventaglio di visitatori, per soddisfare le più variegate esigenze di carattere culturale, didattico, sportivo, legate al relax e al tempo libero. I comuni di Cefalù, Castelbuono, Pollina, Geraci, Ganci, San Mauro, le Petralie… facenti parte dell’Ente Parco, dovranno in sinergia creare servizi turistici, attualmente assenti o carenti, per valorizzare e godere di questo patrimonio culturale e naturale del nostro territorio […] L’istituzione di aree protette, anche in Italia, ha sempre comportato motivi di ripresa economica per i settori interessati, con lo sviluppo di attività connesse al parco ed anche a settori delle produzioni tradizionali, attività agricole ed artigianali e positivi ritorni occupazionali in tutti i settori, dall’ospitalità alle guide ambientali. L’impegno del Movimento è quello di facilitare, coordinare e sostenere il contatto e lo scambio proficuo fra le diverse forze in campo e facilitare un coordinamento fra tutte le realtà meritevoli, finalizzato ad un progetto che riesca ad intercettare anche i fondi di Creative Europe o altri bandi nazionali e internazionali”.
Solo con la costante ed attiva presenza dei gruppi locali e del portavoce del Movimento a livello nazionale, volta ad una politica attenta alle istanze ed alle preesistenze del territorio madonita, si potrà vincere la scommessa di operare un virtuoso collegamento tra le proposte dei singoli Comuni, che apporti ed amplifichi il benessere diffuso in ogni Centro e per ogni soggetto.

D – Quali impegni assume per il rilancio dell’Ospedale Giglio di Cefalù e per quello di Petralia Sottana?

R – Il Movimento 5 Stelle sostiene una sanità pubblica ed aperta a tutti i cittadini. Esso ha sempre puntato il dito su una delle cause più rilevanti che avviliscono la sanità, cioè l’ingerenza della politica sugli incarichi dirigenziali: è fondamentale che i partiti restino fuori dalla determinazione degli incarichi di dirigenza, che devono essere affidati per pubblica selezione, seguendo criteri di merito.
Non è un mistero come spesso scelte determinanti, scadenze imminenti, spesso le stesse nomine dei primari, vengano paralizzate da giochi di potere nella assegnazione degli incarichi.
E’ chiaro che un impegno di questa portata, che scardinerebbe sistemi di potere, non può essere appannaggio di una mia lotta individuale, ma di un’azione risoluta di un governo di maggioranza.
D’altronde è noto che i meetup locali di Cefalù e di Petralia si sono battuti con azioni forti già nel 2016 per scongiurare la chiusura del centro nascita di Petralia e di ben 5 reparti della Fondazione Giglio, già Fondazione San Raffaele, dopo la rimodulazione disegnata dall’ex Assessore Guicciardo, mantenendo alta l’attenzione sulle eccellenze costituite dai reparti di medicina nucleare, ostetricia, senologia e dall’area riabilitativa oncologica.

A questo impegno aggiungo l’attenzione agli investimenti sulla spesa sanitaria, in particolare sul personale (oggi siamo sanzionati dall’UE per carenza di personale) e agl’interventi mirati alla prevenzione sanitaria e allo sviluppo della salute quali cardini del sistema sanitario regionale; per promuovere e favorire più sani stili di vita individuali e collettivi nelle migliori condizioni ambientali.?

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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