Spazioscena: Gianni Cusumano racconta l’Ambrotipia, tecnica fotografica del XIX secolo

L’ultimo appuntamento della rassegna proposta da Spazioscena “Un artista racconta un artista” avrà come protagonista la tecnica fotografica dell’Ambrotipia, raccontata da Gianni Cusumano che, attrezzato di camera oscura portatile e banco ottico d’epoca, mostrerà in estemporanea il processo del collodio umido, risalente alla seconda metà del XIX secolo, sperimentato per la prima volta da Frederich Scott Archer nel 1852. 
Il collodio poteva essere utilizzato su diverse superfici: su vetro, chiamata anche Ambrotipia (dal greco “ambrotos”, IMMORTALE); su lastre di ferro o stagno, Ferropitia.
La tecnica è chiamata collodio umido perché il supporto non può essere lasciato asciugare durante l’intera procedura. Infatti, una volta che il collodio è stato versato sulla lastra di vetro, questa deve essere immediatamente sensibilizzata, esposta, sviluppata e fissata prima che essa asciughi, altrimenti perde la sua sensibilità. Ciò richiedeva una particolare abilità dei fotografi, che si trovavano a dover gestire tante variabili ed erano costretti a lavorare nei pressi di una camera oscura.

UN ARTISTA RACCONTA UN ARTISTA
“Fascino e rigore del collodio umido”
Dimostrazione di un’antica tecnica dell’800
 
DOMENICA 27 MAGGIO ore 18:00
Associazione culturale Spazioscena 
Via V. Emanuele 91 – Castelbuono PA
 
INGRESSO LIBERO
 
Per informazioni:
+39 346 62 09 451