S(U)ONO ABUSIVO. Protesta per la musica libera

Venerd? 04 – Piazza Castello
Sabato 05 – Masado
?Il comune attua ogni utile intervento volto al miglioramento e allo sviluppo dell?attivit? culturale in tutte le sue espressioni, favorendo la conoscenza e la valorizzazione della realt? locale?
(Art. 12 dello Statuto del Comune di Castelbuono)
Lo Statuto del Comune di Castelbuono ? chiaro: tutte le espressioni culturali delle realt? locali sono degne di attenzione e di essere valorizzate. Castelbuono ? una citt? incredibilmente ricca di fermenti e pulsante di espressivit?; a livello musicale, in particolar modo, siamo uno dei paesi pi? vivi della provincia: in soli 10.000 abitanti si possono contare pi? di venti gruppi musicali e un numero sempre crescente di musicisti. Lo sanno bene le centinaia di persone di tutta la provincia che negli anni passati si catapultavano in questo vivace paese perch? ?Castelbuono ? un paese giovane e vivo?, ?A Castelbuono ci sono stimoli creativi del tutto innovativi e all?avanguardia?, ?Castelbuono ? la Seattle delle Madonie?.
Da un anno, per?, la realt? ? cambiata. Niente pi? concertini per le strade, niente pi? esibizioni nelle piazze. La musica rock (quella locale, mica la ?grande? musica rock? come se ci fosse differenza, in fondo) inquina l?ambiente cittadino e va dunque relegata agli spazi periferici? l? dove nessuno pu? venirne disturbato. Direi, l? dove nessuno pu? essere ascoltato. Siamo stati messi a tacere, ci ? stata negata la libera espressione, la possibilit? di esternare il mondo che abbiamo dentro, e lo ? stato fatto di punto in bianco, senza cercare di trovare un buon compromesso che non releghi noi al ruolo di presenze assenti.
Non siamo una massa scervellata e vuota; soprattutto non facciamo abuso di alcool perch? suoniamo, n? suoniamo perch? ci piace ?lo sballo?. Suoniamo perch? la musica fa parte della nostra vita, e lo facciamo con passione. Vorremmo solo non essere costretti ad uscire dal paese ogni qual volta sentiamo il bisogno di suonare dal vivo e poter esibirci qui, dove ci sono le nostre radici, dove ormai non ci conosce quasi pi? nessuno.
Sappiamo benissimo che in passato ? stato fatto abuso del corso principale, ma se ci? ? successo, ? stato solo perch? non c?? mai stata una regolamentazione chiara e schietta a riguardo. Quello che chiediamo, adesso, ? che ci vengano date delle norme coerenti da poter seguire ? non chiediamo assolutamente l’anarchia, ma una regolamentazione basata sugli orari (e non sulla definizione ambigua di cosa sia “piano bar”, o di una musica pi? o meno “decorosa”), che permetta a noi di suonare in paese senza disturbare la quiete pubblica oltre un certo orario prestabilito. Chiediamo che ci venga permesso di suonare nel nostro centro storico come ? stato possibile negli anni passati, anzi in maniera pi? saggia e razionale. Non riteniamo corretto bandire a priori dei generi musicali. Riteniamo corretto, invece, differenziare i luoghi e destinare ad esempio l?acustico nelle strade pi? strette, come quelle del corso, e le esibizioni pi? ?piene? nelle piazze, dove il suono ? libero di espandersi senza rimbombare. Sono pi? che giusti i diritti di chi vuole essere libero di andare a letto presto, ma lo sono anche i nostri quando chiediamo di poter vivere il nostro paese e soprattutto di poterci esprimere con la nostra arte.
Chiediamo, soprattutto, una maggiore sensibilit? nei confronti di noi giovani, che siamo una risorsa importante per la valorizzazione della nostra comunit?.
L?obiettivo di questa nostra pacifica protesta ? quella di informare la gente e raccogliere quante pi? firme, in modo che le autorit? si rendano conto di come questa necessit? sia comune ad una grossa fetta della popolazione e si possa, cos?, arrivare ad una soluzione.
Concludiamo citando Cervantes: “Dove c?? musica non pu? esserci niente di cattivo”.
http://www.facebook.com/event.php?eid=133062433375239





















S(U)ONO CON VOI. Purtroppo, a dirla tutta, non suono pi?; per? sono senza mezzi termini dalla parte di chi espone agli altri la propria personalit?, la propria creativit?, e vuol condividere il proprio punto di vista emozionale sul mondo.
Castelbuono mi sembra da anni davanti ad un bivio, fermo ad osservare segnaletiche opposte: da un lato c’? la coerenza ad un rinascimento di cui s’? avvertita la prossimit?, composta da “fermenti vivi”, dinamismo e turismo conseguente, dall’altro c’? l’abisso di un quieto vivere apparente, che nell’immediato appaga l’abitante del centro e l’avventore di mezza et? ma logora le generazioni pi? giovani.
Facciamo un po’ di storia: nel secolo scorso esistevano venerd? invernali in cui, al Cycas (che nel frattempo ? divenuto pizzeria, per adesione al quieto vivere o al sopravvivere), band musicali riempivano il locale di madoniti e soprattutto castelbuonesi, che tornavano con ansia nei week end dalla propria sede universitaria. Oggi cos? non ?: potendo si resta a Palermo e l’inverno, in queste latitudini, sembra pi? freddo.
A cavallo dei due secoli ci furono i gavettoni di un vicino fruttivendolo, il “coprifuoco” notturno, l’esemplare scrupolosit? dei gendarmi e i loro esclusivi verbali (perch? si chiamano cos?, poi, se sono sempre in un particolarissimo iscritto), la siae, l’enpals, e tanti strani e legittimi ecc.
Un paese geneticamente proiettato all’operosit? e alla creativit? (invidiata da tutto il circondario, spina dorsale di qualsiasi risultato rivendicabile a qualsiasi titolo), incapace di autogestirsi nella convivenza di due esigenze indiscutibili e inconciliabili: voler dormire e non voler dormire affatto. Ma il bivio non ? questo: la strada da intraprendere deve proprio risolvere contemporaneamente le due necessit?.
Ho sentito dire che una soluzione avanzata ? stata quella di bandire la batteria nelle esibizioni, suggerendo piuttosto concerti acustici e i piano bar. Ma ? evidentemente una castrazione che non ha senso non appena nella band sia prevista la bella presenza di un batterista: ? come chiedere a Picasso di essere cortesemente un po’ meno squadrato.
Un tempo si parlava di “casa dell’arte”, e nel caso di una valida struttura dedicata andrebbe benissimo una scelta periferica (ex carcere in via mazzini, ex sirap sistemati ad uopo?, capannoni confiscati?), ma dovendo sperare soltanto nel mecenatismo degli esercizi commerciali c’? da concordare in maniera ragionevole decibel ed orari. Non molto altro.
Per? innanzitutto dimostrare di credere in una Castelbuono profondamente diversa dai paesi-dormitorio (scherzando: con mutui agevolati per l’acquisto di case in campagna, contributi sui doppi vetri e sull’isolamento acustico) e magari pagare la siae – come si faceva un tempo – ai locali che danno qualche euro ai ragazzi che propongono la loro arte.
Resterebbe da concordare anche l’orario di inizio (attualmente ore 6,00 ca) e i decibel (che vi assicuro, per chi abita vicino non sono pochi) delle nenie natalizie della Matrice Vecchia, e poi ci saremmo.
Intervengo per ribadire la necessit? di trovare una soluzione che possa mediare due opposte esigenze; un p? come diceva Michele esiste una soluzione ragionevole che con limitazioni di orari e di decibel possa conciliare i sonni dei residenti nel centro storico e la voglia legittima di esprimerci con la musica, come si fa e si ? sempre fatto in questo paese.Dall?amministrazione invece si ? saputo soltanto, nelle occasioni in cui si ? tentata la via del dialogo, imporre e ribadire una scelta gi? presa, con l?assessore e il sindaco inamovibili sulla loro posizione e su ridicoli stereotipi quali la ?musica decorosa? o ?la musica tipo piano bar? che dimostrano poca sensibilit? e rispetto per tutto ci? che sta dietro un?esecuzione e composizione musicale. A maggior ragione se ci? ? espressione di una fiorente cultura musicale castelbuonese, che anzi dovrebbe essere l?orgoglio, il fiore all?occhiello del buon vivere di una comunit?.Ma d?altronde non siamo nuovi ad atteggiamenti denigratori da parte di questa amministrazione comunale, proprio dalle pagine di questo blog ? stata lanciata la denuncia dell?associazione teatrale Neuroni in atto, ormai disillusa nel tentativo di trovare una sede per le prove ed ? questa di certo una realt? giovanile sana, la risposta a tante accuse ai giovani castelbuonesi di saper soltanto stare seduti sui gradini a bere birra. Ecco, voi le parole e noi i fatti. Ma noi non ci fermiamo, andiamo avanti per la nostra strada e continueremo con la musica, il teatro, non sar? di certo un?ordinanza comunale a farci desistere.
Alessandro Piro
In tempi di grandi incertezze come questi che stiamo vivendo, di fronte a prospettive assolutamente precarie di lavoro e di vita ? forte per tutti, ma a maggior ragione per i giovani, la tentazione di lasciarsi andare alla non speranza, all’omologazione, all’oppio dell’abitudine, al quotidiano vissuto come noiosa ripetizione e non come possibilit? continua di scoprire nuove opportunit?, piccole grandi sorprese…la capacit? di meravigliarsi ancora ? un’?ncora capace di mantenere salda la motivazione a esistere.. una delle vie privilegiate a contrarre questa condizione di vigile reattivit? ? sicuramente avere una passione, un sogno da costruire, un amore da inseguire e a cui dare forma. quando si ama qualcosa (o qualcuno) ? pi? difficile lasciarsi andare al vuoto.
Come non comprendere che l’arte, la musica, la danza, il teatro hanno questa valenza terapeutica?
come ? possibile mettere avanti esigenze di quieto vivere di fronte a ragazzi che hanno voglia sacrosanta di condividere la proprie passioni?
Solo chi non ha mai provato la sublime gioia di dare vita ad un’immagine, ad un’idea, ad un sogno pu? trovare motivazioni cos? banali e avere l’impudenza di vietare la libera espressione artistica. Sono assolutamente d’accordo sulle REGOLE: vanno date e rispettate, per la sicurezza e nel rispetto di tutti. Ma chiare e motivate, con criteri valutabili oggettivamente e non a sentimento di questo o quell’uomo di potere (piccolo o grande che sia…).
E dunque mi auguro che Mario Cicero, che sicuramente ha a cuore la facciata del nostro paese, rifletta su queste vicende e dimostri di avere a cuore anche la sostanza che c’? dietro l’apparenza.
e i giovani sono la nostra sostanza, e anche le persone che vanno pi? ascoltati in questo momento esistenziale che ? difficile come non mai.
E che sia musica, ma nel rispettodi orari e volumi concordati e contenuti.
A mio parere anche coloro che siamo ormai nella seconda met? della vita trarremo giovamento da questa iniezione di ritmo vitale, se solo i ragazzi sapranno trovare il modo pi? soft di portarci dentro il loro mondo…
non posso fare a meno di aggiungere un piccolo appunto sui rapporti tra alcool e musica. Credo che ci sia un’associazione tra i due fenomeni ,ma in senso assolutamente opposto a quello individuato. I comportamenti disfunzionali non sono caratteristici degli artisti, ma delle persone che vivono dei disagi. E’ DI QUESTO DISAGIO CHE DOBBIAMO OCCUPARCI e l’espressione artistica ? sicuramente un mezzo per affrontare questo disagio e incanalare nei mediatori artistici le emozioni, i desideri, a volte anche il dolore (cos? come la gioia).
Io credo che tutti noi facciamo troppo poco in tal senso…
Mi auguro di trascorrere un’estate piena di note, di colori, di parole danzate, di gesti che veicolino ancora una comunicazione a misura d’uomo…
Sono con voi, ragazzi, fatemi sapere, un caro abbraccio per tutti
amg
Cara Anna Maria, anche io credo che sia questa la strada: regole “chiare e motivate”. Motivate – ? evidente, e tutti concordiamo – cos? da consentire il diritto del riposo e il rispetto di qualsiasi legalit?; chiare, cos? da essere univocamente interpretabili, sia per chi suona sia che per chi ne verifica il rispetto.
Detto questo credo che il dibattito che si sta generando sia proficuo. Condivido anche quando dici che il Sindaco e l’amministrazione sapranno trovare la sostanza, quale sintesi tra le due diverse esigenze.
Aggiungo che soltanto Castelbuono pu? essere in grado di manifestare un “problema” del genere perch? ? forse il solo paese del circondario a poterlo “vivere”: esistono in giro sensibilit? e attitudini di questo tipo perch? c’? un dna predisposto della popolazione, che ? stato sollecitato dall’inventiva di pionieri (vedi Ypsigrock, Jazz festival, Impronta locale, Indigena ecc.), a loro volta resi credibili dalla condivisione di una volont? amministrativa che ha deciso di scommetterci.
Partiamo da qui, troviamo le regole e proseguiamo.
Avrei anche un’idea sul Parco delle Rimembranze…
In ogni caso, facendo fuori le ali estreme da ambo i lati, mi farebbe piacere partecipare a successivi incontri sul tema, magari portando anche la posizione del Museo.
Riceviamo per posta e pubblichiamo di seguito una nota di Vincenzo Vignieri sul tema in dibattito. Grazie per il contributo.
Egregio Direttore, la ringrazio per lo spazio che vorr? dare a queste mie considerazioni.
Intervengo sul tema della musica a Castelbuono e lo faccio non solo perch? ritengo la
presenza di gruppi musicali e di musicisti a Castelbuono vero motivo di vanto e di orgoglio
per la nostra collettivit?, soprattutto perch? la musica nel passato, ed oggi ancor di pi?,
rappresenta forse l’ultima delle attivit? spinte da passione spontanea, autentica e libera.
L’amministrazione comunale dal 2005 aveva iniziato un buon percorso con i giovani musicisti locali, fornendo loro non solo la possibilit? di esibirsi in pubblico ma anche uno spazio, dei locali in comodato d’uso, dove poter provare e studiare. Finalmente i giovani Rockers castelbuonesi trattati alla stessa stregua delle altre associazioni musicali! Come a dire: tutta la musica ha la stessa dignit?, lo stesso valore e la stessa importanza. Oggi, invece, non sembra essere pi? cos?. Mi chiedo quindi perch? questo arretramento?
Perch? classificare in maniera cos? labile e pressapochista i generi musicali? Ma soprattutto perch?
classificare dei generi musicali o peggio delle tecniche di esecuzione dei brani musicali per creare un criterio di discernimento tra ci? che pu?, e ha dignit? di meritarsi il centro storico, e ci? che non pu? essere suonato all’interno del nostro borgo. Non mi piace – e credo di non essere il solo a cui non piace- l’assimilazione strumenti elettrici-baccano o altre peggiori assimilazioni del tipo: concerto dal vivo-alcool. Basta leggere un qualunque giornale o vedere un tg per capire che il maggior consumo di alcool avviene nelle discoteche, laddove dove la capacit? di percepire le note e i suoni deve essere necessariamente alterata. Ritornando al tema. Perch? non dare a tutti i generi e gli stili la stessa possibilit? di esibirsi cos? come ? stato fatto per lo studio. Un’amministrazione ha il compito di trattare situazioni uguali in modo uguale e situazioni diverse in modo diverso. Personalmente penso che non vi sia diversit? tra il diritto di chi vuole fare piano bar o karaoke e quello di chi vuole esprimersi in altre forme e stili musicali, qualunque esse siano. Il trattamento simile pu? essere sancito da orari e volumi, misurabili in dB (anche da altre unit? di misura pi? specifiche) come
disciplinato dalla legge 447/95.
L’art.1 recita < <(Finalita' della legge)La presente legge stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela
dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico...>>, l’ art. Art. 2. Definisce invece
cosa ? inquinamento acustico < < Ai fini della presente legge si intende per: a) inquinamento acustico:
l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o
disturbo al riposo ed alle attivita' umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei
beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le
legittime fruizioni degli ambienti stessi;...>>, l’art 5 chiarisce l’ambito di intervento dei provvedimenti e recita
< < I provvedimenti per la limitazione delle emissioni sonore sono di natura amministrativa, tecnica,
costruttiva e gestionale. Rientrano in tale ambito: a) le prescrizioni relative ai livelli sonori ammissibili, ai
metodi di misurazione del rumore, alle regole applicabili alla fabbricazione...>>
La legge fornisce indicazioni ben chiare circa la regolamentazione delle attivit? che possono causare
inquinamento acustico e lascia gli enti locali territoriali liberi, entro i limiti fissati dalle regioni, di stabilire i
livelli di inquinamento acustico per tutelare la quiete dei cittadini e il loro riposo.
Come gi? detto in premessa, ritengo che una limitazione di principio, circa i generi musicali e le forme che
hanno diritto di abitare il nostro centro storico, sia non solo un grave errore ma – dal mio modesto punto di
vista- pu? addirittura non raggiungere i risultati sperati. Il riposo di un cittadino che vive nel nostro centro
storico ? disturbato ( nell’ipotesi in cui vuole riposare e non godersi lo spettacolo estivo) in egual modo sia
dal piano bar che da un concerto se questi hanno pari volume e propagazione delle onde.
Per queste ragioni dichiaro il mio pieno sostegno alla richiesta dei giovani musicisti castelbuonesi, e lo far?
anche nelle sedi istituzionali convinto che la musica nel nostro paese negli ultimi 15 anni ha avuto un ruolo di
Unione tra le diverse intelligenze della comunit? e se viene meno il momento espressivo in cui ogni
musicista pu? trasmettere agli altri ci? che sente e percepisce nella vita, svanisce un importante momento di confronto e di crescita e non possiamo permettercelo. Quindi auspico che si possa trovare un momento di composizione delle diverse esigenze e dei diversi diritti. Un momento in cui l’Amministrazione possa da un lato garantire ai cittadini di godersi la propria quiete e dall’altro ai giovani di potersi esprimere con gli
strumenti a loro pi? congeniali. Contemperamento che non pu? essere trovato se non attraverso un’azione di dialogo e la ricerca di alcune regole semplici ed efficaci.
Vincenzo Vignieri
Consigliere Comunale
Lo stesso facciamo con il messaggio di Adriana Scancarello, che ringraziamo.
Ci sono occasioni in cui ? meglio tacere.
Questa no.
Ho vissuto per qualche tempo della mia vita accanto alle realt? musicali e teatrali di questo paese. Oggi lo faccio ancora e chi leggo, intervenendo in questo dibattito, lo pu? e lo deve assolutamente fare da stoico protagonista dei fermenti culturali e della creativit? che ha sempre fatto del nostro paese, un centro dalla vitalit? e dalla carica identitaria spiccatissima.
Anche chi sembra essere dall’altro lato della barricata in verit? ? pienamente dentro questo turbinio di fermenti, ci? che deve comprendere ? che trattasi di fermenti positivi. Vitali. Il panorama culturale e musicale castelbuonese ? frutto tangibile dell’educazione alla musica e all’ascolto coltivato in questi ultimi decenni: ? il frutto delle rassegne musicali libere in piazza, sostenute con soldi pubblici, veri attrattori turistici della nostra realt?, in un sistema divenuto virtuoso probabilmente anche grazie a ci?. Il frutto di tanto lavoro ? nei ragazzi, nei 18enni di oggi che hanno la stessa et? dei nostri festival di piazza, che sono cresciuti con la musica nel dna perch? da sempre, da quando esistono, hanno vissuto in un paese musicale. Culturalmente aperto. E’ solo arrivato il momento di mettere un po’ di ordine e di darsi alcune regole di convivenza. Di questo si tratta e non di porre veti o di alzare barricate. O peggio ancora di lanciare assurde accuse reciproche o falsi e ipocrite pregiudiziali. E’ tempo, ancora, di sedersi a un tavolo, con maturit? e reciproco rispetto, con solida e limpida capacit? di ascolto. E intendere ciascuno le buone ragioni dell’altro.
Se il risultato sar? questo – e io ne sono certa – questa occasione, pur se aspra e sofferta, sar? segno di ulteriore luminosa maturit?.
Adriana Scancarello
Io la mia, in quanto portavoce dei Neuroninatto, l’ho gi? detta riguardo ad un’altra arte una volta fiorente a Castelbuono in quanto prodotta dai castelbuonesi stessi, cio? il teatro.
Il parallelismo con questo argomento, se non ? obbligato, quantomeno non ? fuori luogo, sia perch? musica ? teatro sono facce diverse di una stessa medaglia, ma soprattutto perch? le basi su cui nascono le due problematiche sono le stesse: la disattenzione verso dimensioni culturali indigene e in possesso di pari dignit? rispetto ad ogni altra manifestazione di una cultura locale.
Ritengo inutile ripetere cose gi? dette in precedenza e condivise da me in toto, ma una considerazione, che pu? sembrare una “stupida provocazione”, ma che, in realt?, per me che abito nel centro storico nasce dal cuore, la voglio fare: perch? non vengono considerati inquinamento acustico, o magari anche disturbo alla quiete pubblica, le “maschiate” del 22 luglio (se non erro) alle 6 di mattina, le nenie natalizie, o usanze simili???
Il problema ? l’alcool??? e la festa di San Giovanni???
Un po’ di coerenza in pi? non guasterebbe….
Ps: sarebbe bella l’idea di un giorno “Indiegeno” in apertura all’Ypsigrock…
Solo due commenti (amari) sui post precedenti: ANNAMARIA: <> purtroppo penso che solo di “FACCIATA” si tratti e a quanto questa facciata possa giovare in termini di visibilit? mediatica. VINCENZO VIGNIERI: <> Quando qualche settimana addietro ho fatto presente al sindaco ( e all’assessore Cucco) di fare fissare dall’ufficio tecnico un livello sonoro eventualmente da controllare con un semplicissimo fonometro (penso che all’ufficio tecnico o un qualunque tecnico di castelbuono ce l’abbia) mi ? stato graziosamente risposto ” nuatri putiimi cummatiri cu si cosi…”; Da queste poche parole si pu? intravedere quale sia il livello di “apertura” al dialago…Se a questo aggiungiamo che mi ? stato pure detto “purtroppo per te vivi in questo paese e se le persone mi hanno votato si fa come dico io….” capirete un p? meglio come stanno le cose. Dal canto mio, come gi? prennunciato al sindaco, se fino a all’anno scorso ero tra quelli che, oltre a chiedere l’autorizzazione al comune (ed ai carabinieri), a pagare la SIAE, ad avere regolare iscrizione all’ENPALS, pagavo pure i bolli per potere appendere le locandine…da quest’anno comincer? ad infischiarmene e a fare l’abusivo…di qualche denuncia civile non ho certo paura, sopratutto se queste arrivano per contrastare lo “stato di polizia” che mi si vuole imporre.
Un Grazie di cuore a tutti i ragazzi che hanno collaborato e a tutti quelli che hanno firmato, siamo arrivati a circa 500 firme, che in un paio di sere non sono male…
Grazie di nuovo a tutti i ragazzi/e che ci hanno dato una mano in questa protesta civile e corretta.Roberto M.
La nostra “Protesta” ? servita in un certo qual modo… Gioved? sera siamo stati invitati per discutere e trovare una soluzione con l’amministrazione.L’accordo, il compromesso, trovato ? il seguente:Ci concederanno alcune zone per suonare liberamente come S. francesco, Parco delle Rimembranze, Campetto dove si potr? suonare in elettrico normalmente, sempre con orari che non disturbano la Cittadinanza…Inoltre una volta a settimana ci concederanno alcune “Location” un p? pi? ambite come Piazza Margherita, Piazzetta, Sopra il ponte, San Leonardo, una volta in tutta la stagione per “Location” e naturalmente alternandosi onde evitare disturbo alla quiete pubblica.Un p? com’era indigena di qualche anno f?… ?solo stavolta dobbiamo avere “L’intelligenza” di scegliere i luoghi in base al tipo di musica dei vari gruppi; tradotto; i gruppi che fanno un p? troppo baccano non suoneranno nel corso e simili ma dovranno scegliere tra S. Francesco, Parco etc…Vietato assolutamente suonare per i bar, in quanto si assocerebbe il fenomeno alcol con la musica…Siamo per? riusciti a strappare una concessione, ossia tutti potremo suonare in Acustico ( per loro ? assimilabile al pianobar) per qualunque bar e quante volte vorremo; l’importante ? che si tratti di acustico e batteria con spazzole.Ci hanno chiesto di presentare un elenco di gruppi interessati cos? da poter organizzare le serate e “sistemando” i gruppi in base al “disturbo” che possono causare, saranno loro a scegliere.Chi ? interessato pu? contattare, Valerio Citt?, Roberto Mitra, Lino Mogavero, Angela Sottile o Vincenzo Cammarata per farci avere quanto prima il nome del suo gruppo e possibilmente una registrazione cos? potranno “valutare” meglio…Per il resto che dire: ci sono pareri contrastanti, personalmente temo che i tempi d’oro, le estati dove si suonava in ogni sera e in un sacco di posti sono finiti, magari adesso sar? tutto pi? “sistemato” in quanto spero almeno ci forniscano l’amplificazione, ma di certo non potremo suonare liberamente come in passato; per? quelle volte che si suoner? sar? pi? simile a un concerto che non a una “suonata” tra amici.E’ vero che le cose belle lo sono in quanto non durano per sempre e mi sento davvero onorato e fortunato per aver vissuto gli anni d’oro della musica a Castelbuono, farne parte ? stato bellissimo, cos? come aver vissuto il vero cycas e il vecchio bar s. Anna.Un ultimo pensiero v? a un ragazzo d’oro che ? stato uno dei “cavalli di battaglia” di quei tempi e che sono un p? di anni che non suona pi? in giro, Vincenzo Toscano, un grande per tutti noi “ragazzini” che grazie alle sue serate e ai suoi mitici bigliettini abbiamo trovato tanto spazio per suonare… spero che visc? torni a suonare magari in una bella serata al Castello di Don Marco stile vecchi tempi
Mi pare che avere stabilito delle regole per il buon vivere da parte di tutti, per il rispetto di tutti e tra tutti: tra chi suona, tra chi vuole ascoltare e tra chi non vuole ascoltare, sia stato un fatto positivo ed ? segno del riconoscimento alla libert? che non pu? essere richiamato soltanto tra coloro i quali desiderano suonare, e suonare quel genere di musica. E’ stato raggiunto l’obiettivo di suonare, di esprimere la propria arte, le proprie attitudini, la propria passione, ed ? questo l’aspetto pi? importante. Questa esperienza, non credo debba essere vissuta con nostalgia rispetto ad un passato che era pi? bello, credo che ? un presente ed un futuro pi? responsabile, pi? maturo, pi? consapevole. Auguri di buon divertimento e adesso … cambiate il titolo al post: “Non s(u)ono abusivo”.
com’? andata a finire? quest’anno organizzo un concerto per vuvuzelas…sono in regola, non ? rock…e non c’? ancora un’ ordinanza in tal senso…