Talè talè, Talete!

By on 20 febbraio 2013

Quando si deve studiare bene una materia uno dei metodi più logici è quello di riassumere: leggiamo un libro, e cerchiamo di ricostruire tutte le idee che sono contenute là dentro usando meno parole. Il metodo del riassunto può essere applicato di nuovo più volte, portando pensieri che sul libro occupavano pagine e pagine a funzionare allo stesso identico modo, ma in pochissimi concetti. Ebbene, quando si applica questo metodo del riassunto ricorsivo al primo Filosofo che si incontra quando si comincia a studiare la Filosofia, ecco cosa succede: ?Talete ? Acqua?. Talete è, per la tradizione filosofica, il primo Filosofo della storia. Non che nessuno prima di lui non avesse mai pensato, ma lui fu il primo a costruire una teoria, una sorta di edificio fatto di concetti che provasse a spiegare la realtà. Non prendiamolo per scontato, questi Filosofi vissero nel VI secolo avanti Cristo, e fino a quel momento la realtà era stata spiegata solamente attraverso miti, magie, credenze religiose. Talete da piccolo era un bimbo molto curioso, e riempiva di domande i suoi amici: ?Ammonio talè, cosa saranno mai quei puntini luminosi che si vedono tutte le notti su nel cielo?? chiedeva meravigliato Talete . ?Ma è ovvio Talè, guarda tu stesso? gli rispondeva Ammonio: ?Al di là del cielo vive Zum. Zum la notte accende dei fuochi per aiutare noi a non inciampare quando andiamo a cambiare l?acqua al cardellino?. La teoria non convinse Talete, ma la storia dell?acqua cominciò ad affascinarlo.

Nel VI secolo a.c., 2613 anni fa, spiegazioni del genere cominciavano a suscitare perplessità: la mentalità cominciava a diventare più aperta, e molti cominciavano a non credere più nell?esistenza di Zum. I primi filosofi cominciarono quindi a osservare la realtà. Guardando la natura vedevano che tutto era in continuo mutamento: gli alberi mettevano le foglie, ma presto queste da verdi diventavano gialle e cadevano; l?erba cresceva velocemente, ma ai primi passi dell?inverno (?quel vecchio che gelata ha la mano?) cominciava a decadere e seccava. Doveva esserci qualcosa, un fondamento, che contribuisse a creare la realtà, e che non cambiasse mai. Quello che i primi filosofi cercavano era l?Archè, il principio di tutto. Talete pensava che il principio di tutto fosse l?acqua. Questa intuizione gli venne dall?osservare che tutto ciò che era vivo conteneva l?acqua, e che ciò che era vivo continuava a cercare l?acqua per continuare a vivere. Quindi ne dedusse che l?acqua fosse il fondamento della realtà. Se pensate che questa teoria sia un?idiozia provate a non bere per un giorno intero.

Talete era molto perspicace, ma era pure molto distratto: si può dire che lo stereotipo del filosofo con la testa in aria sia nato da lui. Una notte Talete passeggiava per le campagne di Mileto osservando la volta stellata: la storia di Zum e dei fuochi non lo aveva mai convinto, fin da quando il suo amico Ammonio gliela raccontò da piccolo. ?Il cielo sarà pieno d?acqua, ed ecco spiegato perché ogni tanto piove. C?è una diga che impedisce all?acqua di cadere tutta insieme. E quelle lucette su nel cielo saranno dei buchi alla diga attraverso cui noi vediamo luccicare l?acqu? aaaaaaah!!!? Mentre Talete era assorto nelle sue congetture con il naso per aria, non si era accorto che stava camminando dritto nella direzione di un pozzo, e vi cadde rovinosamente dentro. Una giovane ragazza, accortasi dell?incidente, cominciò a sfotterlo: ?Talè, talè, taliate a Talete, sta sempre col naso per aria a studiare il cielo e non guarda dove mette i piedi!?. L?incanto della scoperta, la curiosità sempre vivace, ma soprattutto la testa per aria, portavano Talete e quelli che lo avrebbero seguito a risultare sempre un po?distratti, quando non proprio imbranati. Ma è proprio da quella curiosità, e soprattutto dalla capacità di meravigliarsi di fronte alle cose, che nasce la Filosofia: la Filosofia è riuscire a guardare le cose con uno sguardo nuovo in modo da non lasciarsi abbindolare dalle apparenze, come facevano i primi filosofi quando guardavano lo stelo d?erba e cercavano l?Archè; restare a bocca aperta di fronte al cielo stellato e esclamare: ?Talè!?, cominciando in questo modo a chiedersi il senso dell?esistenza e il ruolo dell?uomo nell?universo, e contemporaneamente cercare di non cadere dentro al pozzo. Perché la Filosofia è bella, una frattura multipla scomposta lo è meno.

 

A proposito di Vincenzo Castagna

Laureato in Filosofia e Storia delle Idee, gli è venuta l'Idea di fare una Storia della Filosofia per divertirsi un po'. Ha cominciato ad andare in bici per stare in forma, ha smesso perché in bici gli è venuta la bronchite. Si vanta di saper concludere il primo livello di Sonic in 29 secondi.

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