Termini, protesta dell’indotto. Occupata la sala consiliare

By on 27 febbraio 2018

[lavoceweb.com] Dopo il nulla di fatto dell’ultimo incontro al Mise, esplode a Termini Imerese il malcontento dei lavoratori, e di quelli dell’indotto soprattutto. Un gruppo di operai della Biennesud ha perciò occupato l’aula consiliare del Comune. Sono 63 i dipendenti della società dell’indotto ex Fiat in liquidazione. Erano impegnati nella verniciatura dei paraurti della Lancia Y ma dopo la chiusura dello stabilimento, che Blutec ha riaperto due anni fa, sono rimasti senza ammortizzatori sociali.
«Questi lavoratori – dice il segretario regionale della Fiom Roberto Mastrosimone – si trovano in un limbo. Sono senza cassa integrazione, scaduta per loro il 29 dicembre dell’anno scorso, ma non sono stati licenziati. È stata invece aperta una procedura di liquidazione dell’azienda. Ora si attende la pronuncia del Tribunale di Termini Imerese che potrebbe non dichiararla fallita perché la società ha un patrimonio superiore ai debiti».
Per Mastrosimone si tratta di una situazione «inaccettabile».
«Chiediamo risposte – aggiunge il sindacalista – per gli operai. Potrebbero restare in una condizione di sospensione se il giudice non dovesse rinvenire lo stato di insolvenza e dunque non dichiarasse il fallimento».
L’udienza è stata fissata dal tribunale di Termini Imerese per il 6 marzo.

Sui lavoratori delle aziende dell’indotto ex Fiat è intervenuto Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd e e candidato alla Camera dei deputati nel collegio Bagheria, Marsala, Monreale.
“È indispensabile – dice – che il presidente della Regione, Nello Musumeci intervenga a sostegno dei lavoratori dell’indotto Fiat, ormai da mesi senza alcuna misura di sostegno al reddito”.
“La situazione dei circa 200 dipendenti delle ditte Lear, Biennesud, Manital e Clearplam è gravissima e inaccettabile. Entro aprile – ricorda Miceli – anche l’ultimo gruppo di lavoratori non avrà più diritto agli ammortizzatori sociali, così come avvenuto per una prima tranche nel 2016 e per un secondo scaglione a dicembre del 2017. Paradossalmente, però, anche le somme spettanti dalle misure di sostegno non sono state in buona parte erogate, nonostante siano disponibili. È necessario intervenire con urgenza per sbloccare una situazione drammatica che ricade pesantemente su centinaia di famiglie private in molti casi dell’unica forma di sostegno economico. Il governo regionale deve farsi portavoce delle esigenze dei lavoratori chiedendo di estendere a tutti la possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali fino al reinserimento lavorativo – continua – ed intervenendo per sbloccare le somme che i lavoratori aspettano da mesi. Per questi lavoratori, inoltre, dobbiamo pensare sistemi di ricollocazione a partire dal coinvolgimento nel processo di reindutrializzazione dell’area fino alla possibilità di utilizzo in enti sovracomunali per la gestione di servizi sul territorio”.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

Effettua il log in per postare un commento Login

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Per continuare ad usare il sito, accetta i cookies. Leggi la cookie policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi