Termini, riparte la lotta dei lavoratori della Fiat

[LAVOCEWEB] Con un presidio davanti allo stabilimento della Fiat riparte domani la lotta degli operai di Termini Imerese. Due gazebo sono stati montati davanti alla fabbrica davanti ai cancelli dove i lavoratori si riuniranno. Fiom, Fim e Uilm hanno indetto alle 11 un’assemblea con gli operai del gruppo e delle aziende dell’indotto.
Per altri sei mesi circa mille lavoratori usufruiranno degli ammortizzatori sociali in deroga. L’accordo è stato già formalizzato. Da luglio, se non partiranno i progetti per il rilancio del polo industriale termitano, potrebbero scattare i licenziamenti di massa. È già accaduto, alla fine dell’anno, per i 174 addetti di Lear e Clerprem, le due ditte dell’indotto che per Fiat producevano sedili e imbottiture.
Governo e parti sociali hanno tempo dunque fino al 30 giugno per trovare una soluzione industriale. “Non escludiamo nulla. Questa assemblea – dice il segretario provinciale della Fiom di Palermo Roberto Mastrosimone – servirà per decidere quali iniziative intraprendere. Occorre riaccendere i riflettori sulla vertenza. Non si può lasciare morire un intero territorio: lo stabilimento è un bene collettivo, la politica non può restare a guardare mentre la Fiat, di cui ancora siamo dipendenti, chiude accordi negli Stati Uniti lasciando solo macerie in Sicilia dopo quarant’anni di attività”.
“Penso che l’operazione finanziaria di Fiat possa essere accompagnata da un atto di generosità nei confronti del nostro paese: far ripartire l’impianto di Termini Imerese”.
È quello che chiede il sindaco Totó Burrafato a Sergio Marchionne in concomitanza con la chiusura dell’acquisizione dell’intero pacchetto azionario della Chrysler.
“Non è possibile – aggiunge Burrafato – che in un’operazione finanziaria così brillante non ci sia uno spazio di attenzione ai problemi di Termini Imerese e al reimpiego di 1400 addetti che continuano ad interrogarsi sul loro futuro sempre più incerto”.
07.01.2014