Tumminello spiega le sue ragioni sull’Eremo, la vice presidenza del Gal e Divino Festival. Ma per gli avversari «si arrampica sugli specchi»

[ILCALEIDOSCOPIO.INFO – Giuseppe Spallino] Già il titolo del comizio lasciava presagire che i toni non sarebbero stati certamente sottili. “2 anni non 20 anni” è il nome che gli ha voluto dare il sindaco Antonio Tumminello per spiegare, la sera del 29 giugno in piazza Margherita, quanto ha fatto sin dal giorno della sua elezione, avvenuta l’8 maggio 2012. La seconda parte del titolo è un evidente riferimento alle amministrazioni che hanno governato il paese dal 1993, fase citata sempre positivamente dall’ex sindaco Mario Cicero. Ed è stato lui il bersaglio principale del primo cittadino.

Ma prima che il sindaco Tumminello salisse sul palco insieme ai membri della giunta, i vigili urbani hanno fatto togliere un manifesto che vi era stato attaccato recante la scritta: «Fai un favore a noi castelbuonesi e a te stesso… dimettiti. Grazie».

Quindi, acceso il microfono, iniziano i “giochi d’artificio”: «In questo periodo in cui noi abbiamo pensato a fare, qualcuno a pensato a dire». Tumminello si riferisce al gruppo consiliare di minoranza e in modo particolare al suo «leader» Cicero. Il sindaco afferma che è stata fatta un’opposizione demagogica, come sul caso del ritardo della relazione annuale («Il mio predecessore, Mario Cicero, in 10 anni ha fatto 5 relazioni, e noi che allora eravamo il gruppo di minoranza non abbiamo fatto nessuna strumentalizzazione») e delle dimissioni della direttrice del Museo Civico Francesca Cicero («Pure quando si dimise il direttore Enzo Sottile noi non facemmo nulla»).

Gli argomenti su cui si è soffermato più a lungo riguardano le vicende dell’Eremo di Liccia e della vicepresidenza del Gal. Nel primo caso, il sindaco ha ricordato la sentenza del Tar Sicilia che ha dato torto al Consorzio Produttori Madoniti presieduto da Cicero, nonostante quest’ultimo si rifiuti di dare le chiavi dell’Eremo, perché ha aperto un contenzioso. «Quando la struttura era gestita dal Consorzio – ha continuato –, gli operai dell’Enel si sono recati all’Ente Parco delle Madonie a tagliare la luce, perché all’Eremo non hanno pagato la bolletta. Il Consorzio Produttori Madoniti ha debiti per 170 mila euro e glieli deve pagare il pubblico?».

Sul secondo caso, ha detto che Cicero sia rimasto vicepresidente del Gal «anche dopo aver finito di fare il sindaco mantenendo così un’indennità di 900 euro» e di essersi «rifiutato di dimettersi senza curarsi delle pressioni di tutti gli altri componenti, che alla scadenza hanno immediatamente cambiato lo statuto per non creare un precedente».

Poi il sindaco Antonio Tumminello ha affermato che «chi aveva amministrato con Cicero ne ha preso le distanze: Carmelo Mazzola, Mimmo Prisinzano, Santino Leta… sbattendo la porta in faccia a quel progetto che era di una sola persona al comando».

Nella seconda parte del comizio, il sindaco ha delineato il lavoro svolto nonostante il momento di «lacrime e sangue», dove ha anche parlato dell’abbandono del DiVino Festival dal cartellone estivo, definendo Dario Guarcello, presidente e direttore artistico dell’associazione Amici PerBacco, uno “pseudo organizzatore”.

Ed ha concluso invitando “renzianamente” la minoranza «a stare sereni».

Non si è fatta attendere la risposta del gruppo L’Ulivo per Castelbuono con Unione Civica di Centro: «il sindaco Tumminello si è esibito nel numero che gli riesce meglio: l’arrampicata sugli specchi. Invece di rispondere, puntualmente e approfonditamente alle critiche che in due anni questo gruppo consiliare ed i partiti che lo compongono, gli hanno posto, continua a far finta di non vedere la realtà. E ritenendo, evidentemente, che la banalità delle sue risposte ai problemi del paese non possa costituire un danno per lo stesso, ha condito il suo comizio con la solita ricetta: gossip, dicerie e ribaltamento della realtà. Circa due ore di vuoto pneumatico. Due ore che si possono riassumere, semplicemente, in questo modo: “??”. Ma ieri è avvenuto un fatto che ha dell’incredibile, a Castelbuono. E di questo dobbiamo rendere merito interamente al sindaco Tumminello e alla sua amministrazione. Non era mai accaduto, infatti, nella storia politica del nostro paese, che un sindaco venisse invitato, dalla popolazione, a dimettersi “per fare un favore a se stesso e al paese”. Questo era scritto in un enorme cartello che campeggiava sul palco dal quale egli, di lì a poco, avrebbe arringato quella trentina di persone che era presente. A questo punto, delle due l’una; o la popolazione è così ignorante da non capire la enorme opera di bonifica che il sindaco Tumminello sta facendo rispetto ai danni incalcolabili fatti dalle precedenti amministrazioni; oppure la popolazione ha capito fin troppo bene il disastro verso il quale, questa amministrazione, sta portando il nostro paese».

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