Un esempio di virtù economica. La Bcc “San Giuseppe” si è piazzata prima in Italia fra le piccole banche

[LA SICILIA – Gaetano La Placa] PETRALIA SOTTANA. La Banca di credito cooperativo «San Giuseppe» è prima su base nazionale tra le banche più piccole per il suo operato. Un importante riconoscimento che premia l’azione dell’istituto di credito, nato il 4 giugno 1905 e divenuto punto di riferimento nel territorio delle alte Madonie per le aziende e per tanta gente semplice correntista.
A decretare questo primato è stato uno studio che ha analizzato dettagliatamente le variazioni medie triennali e annuali dei risultati economici del 2012. In particolare è stato considerato l’ammontare dei mezzi amministrati, l’utile netto, il margine d’intermediazione, il risultato di gestione, l’utile ordinario e il ROE. Dalla composizione di questi aggregati economici, è risultato che la Bcc di Petralia Sottana, tra le banche piccole, è al primo posto in Italia. Il prestigioso riconoscimento è il frutto di oculate e lungimiranti scelte strategiche effettuate in questi anni dal Consiglio di amministrazione presieduto dall’avvocato Stefano Farinella che, in un territorio povero e complesso come quello madonita, è riuscito a esprimere valori sociali ed economici di assoluta eccellenza. In questo virtuoso processo di crescita un ruolo non secondario lo hanno avuto anche i dipendenti e il neo direttore Dario Di Vita. «La nostra Bcc – afferma il presidente Farinella – oltre ad essere la prima delle 40 banche del settore “Piccole”, si piazza al 221° posto su 590 per i dati di bilancio e la sesta tra tutte le banche in Sicilia».
Una bella realtà, quindi, che ha sede a Petralia Sottana, ma che è presente anche a castelbuono, Collesano, Caltavuturo, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Isnello, Petralia Soprana e Polizzi Generosa. Quella banca nata – com’è scritto nello statuto – per «aiutare l’economia petralese, costituita prevalentemente da lavoratori avventizi (braccianti, mietitori, ecc.), perché questi potessero sottrassi alle ingorde speculazioni degli appaltatori e degli incettatori di ricchezza», oggi rappresenta il fiore all’occhiello delle Madonie.

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