Un prato di tulipani spontanei in Sicilia: la distesa di fiori a Blufi

By on 1 marzo 2018

[balarm.it] Da qualche anno il Santuario della Madonna dell’Olio, nei pressi dell’abitato di Blufi, è diventato meta di un pellegrinaggio tutt’altro che religioso.

Per comprendere le ragioni di questa improvvisa notorietà basta percorrere la Strada Statale 290 in primavera, tra marzo e maggio, e raggiungere il piccolo centro situato alle pendici meridionali delle Madonie e il motivo sarà chiaro sin da subito: il campo di fronte il Santuario, immerso nella verde teoria di valli e colline, è letteralmente infiammato da un’estesa macchia rossa.

Migliaia di tulipani rossi crescono spontaneamente in un campo coltivato a grano, tra mandorli ed alberi di ulivo: un colpo d’occhio incredibile, specie se a fare da quinta naturale sono le cime innevate delle montagne.

Il seminativo principale è situato a valle del Santuario, ma altri accendono di rosso campi di mandorli e ulivi a monte del Santuario. Si tratta della fioritura del Tulipano precoce o Tulipano di Raddi (Tulipa raddii), una pianta alloctona e di origine ignota, che si rinviene raramente in Sicilia nell’ambito di seminativi, vigneti, oliveti e prati delle Madonie, dei Monti Sicani e dei Monti di Palermo.

Resistenti alle operazioni di aratura dei terreni, per via della posizione dei bulbi a circa 50 cm di profondità, i tulipani fioriscono generalmente tra marzo e maggio e sono totalmente assenti nei terreni incolti, un fattore che gioca a sfavore di una loro possibile spontaneità.

Le piante sono comunque selvatiche, come suggerito dalle dimensioni del fusto (altezza inferiore ai 40 cm) e delle foglie (circa lunghe circa 25 cm), i fiori sono verdi in boccio e poi rosso fuoco con una macula basale nerastra dai contorni irregolari e bordata di giallo.

La storia dei tulipani presenti in Italia ed in Europa inizia nel 1554, quando il botanico olandese Carolus Clusius ricevette per la prima volta alcuni bulbi provenienti dall’Oriente. Quarant’anni dopo, nel 1593 circa, iniziò la loro coltivazione e commercializzazione. La bellezza di questi fiori fu oggetto di una vera e propria febbre collettiva, che spinse il valore di mercato dei tulipani a livelli incredibili (nel 1637 il prezzo di un bulbo raggiunse i 3200 fiorini, mentre il salario annuo di un falegname era di soli 250 fiorini).

Sopiti i deliri da bolla speculativa, oggi i tulipani di Blufi rappresentano comunque un eccezionale biglietto da visita per l’abitato e un grande richiamo per migliaia di visitatori, curiosi e soprattutto fotografi.

Se da un lato la grande popolarità del seminativo sta portando benefici all’economia locale, dall’altro la raccolta selvaggia dei tulipani prende il via sin dall’inizio della fioritura e spegne lo spettacolo limitandone fortemente la durata nel tempo. Un vero peccato, considerato che queste piante sono entità protetta a livello regionale in alcune zone del nostro Paese (Trentino Alto Adige, Liguria ed Emilia Romagna).

La fioritura però avviene puntualmente ogni anno iniziando a metà marzo: un evento da mettere in calendario per l’anno prossimo, nella speranza che gli enti locali si attivino per valorizzare uno spettacolo così bello, seppur così effimero.

Photo credits: Tommaso Di Prima.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

Effettua il log in per postare un commento Login

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Per continuare ad usare il sito, accetta i cookies. Leggi la cookie policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi