Un tour in città, con la paura di nominare Pablo Escobar

By on 1 febbraio 2017

A distanza di un anno dall’ultima uscita ritorna la rubrica OltreFiumara in occasione del decennale di Castelbuono.org, torna con un’edizione speciale, chiamata Molto Oltre Fiumara.

Il nome è dovuto al fatto che io, Aneurisma (alias Alessandro Piro), racconterò fatti e curiosità dal Sud America, dove viaggerò per un anno.

Ogni articolo sarà accostato ad un album musicale. Non ci sono relazioni tematiche con quanto raccontato, ma solo affinità emotive e magari sarà tutto molto soggettivo, ma cosa importa… vi assicuro che si tratta in ogni caso di buona musica.

 

Nei nostri viaggi, quando visitiamo le città più importanti, spesso utilizziamo il servizio del Free Walking Tour. Si tratta di visite guidate ai monumenti e alle attrattive più importanti della città, fatto da ragazzi del posto, in forma gratuita, o quasi gratuita. Infatti alla fine del giro è caldamente consigliato di lasciare una mancia che però è del tutto discrezionale, e varia a seconda del proprio giudizio sulla qualità del tour. Questa iniziativa esiste in quasi tutto il mondo, c’è anche a Palermo, e perchè no un giorno portrebbe essere proposto anche a Castelbuono.

Abbiamo fatto la stessa cosa a Medellin, e il tour era in inglese. Non c’è in realtà moltissimo da vedere, Medellin è una città relativamente moderna, con pochi monumenti e manca di un vero e proprio centro storico. L’unico aspetto di interesse riguarda la storia recente della città caratterizzata dalla feroce guerra civile, dalla presenza dei narcos e dal fatto che negli anni ‘80 era la città più pericolosa del mondo. In più si può parlare del vero mito della città, Fernando Botero, l’artista colombiano nato a Medellin, famoso per rappresentare in pitture e statue figure massicce (un esempio è la statuta del soldato romano nella foto, alle spalle dei partecipanti al Free Walking Tour).

Ci ha stupito molto la proposta della guida, fatta subito nella presentazione iniziale, di non nominare mai Escobar, usando dei soprannomi, come “il personaggio famoso” o “il noto Pablo”. A suo modo di vedere, questo avrebbe evitato spiacevoli reazioni da parte della gente del posto, che magari non capendo niente di inglese, sentendo nominare l’innominabile, potrebbe fraintendere e forse reagire in modo imprevisto.

Mi è subito venuto in mente un altro tour fatto a Palermo, con AddioPizzo Travel. Si trattava di un tour sui luoghi simbolo della storia della mafia in città e anche sui personaggi e aneddoti legati alla lotta alla mafia. Era un tour dove si menzionavano a voce alta i nomi degli antieroi che hanno commesso crimini terribili, come a volerli condannare ulteriormente con la memoria, con il ricordo di ciò che hanno fatto. In più si pronunciavano orgogliosamente i nomi degli eroi che la mafia l’hanno combattuta e quasi sconfitta, ripetendoli di fronte al piazzale della memoria recentemente costruito, di fianco al palazzo di giustizia, dove quei nomi sono riportati in sequenza a caratteri cubitali.

Quella giovane guida forse non sa che privarsi della libertà di pronunciare senza paura a voce alta il nome di un criminale significa di fatto non aver voltato pagina, significa essere succubi di un timore culturale che i cittadini dovrebbero scacciarsi di dosso. Se parlando senza problemi si attira l’attenzione di qualche passante curioso, farebbe bene a spiegargli che nel tour della città si racconta ai turisti la storia del passato, per scongiurare la possibilità che alcune cose risuccedano. Perchè si è voltato pagina e adesso la città è diversa, è cambiata. O almeno questa è la speranza di tutti, in primis dei cittadini di Medellin.

 

Consiglio musicale:

A proposito di Alessandro Piro

Trentunenne laureato in Ingegneria Gestionale, musicista amatoriale, è un abituale frequentatore del blog con lo pseudonimo Aneurisma e cura la rubrica settimanale OltreFiumara con cui ha la pretesa di "castelbuonesizzare" tutto ciò che avviene oltre le cinta murarie.

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