Veglione Castelbuonese. Croce e Delizia del tempo che fu.

[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO] 23643_1270909895949_1325913577_30775066_6524368_n-1Ero indeciso sullo scrivere quest’articolo per parlare del Veglione 2010 (Mi ha convinto, malauguratamente per lui, Dario Guarcello!) tenutosi come ormai da tradizione al Cine-Teatro Astra di Castelbuono, anche se la vera tradizione si produceva un tempo in quel che fu il tanto compianto Cine-Teatro “Le Fontanelle”. Sogno, ormai svanito, nelle promesse di amministratori che solo in campagna elettorale tirano fuori sotto forma di impegno che non manterranno e quindi poi si ci deve arrangiare affidandosi ai privati. Ma non voglio fare polemiche al riguardo. Volevo solo sottolineare la mancanza di una struttura adatta a permettere a chi abbia intenzione avvicinarsi all’arte della recitazione in tutte le sue sfaccettature, tra cui l’arte della “Smancia Castelbuonese”, ovvero la satira locale, che ha la sua massima espressione nei giorni di carnevale.

Quest’anno i protagonisti del veglione sono stati i “giovani”, ma ormai storici gruppi de “I Farfalluna” di Dario Guarcello, “I Babbi i Litria”, “I Quattri a Maiddra” e i “Chinnicchiennacchi” di Gabriele Perrini.

Tutte le maschere sono state ben curate, si vede che ormai dietro c’? la passione di chi ama la tradizione del Veglione, peccato che non ? sempre premiata a dovere dall’amministrazione. Ma chi ama il veglione sa che la soddisfazione di stilare un copione e gli applausi scroscianti del pubblico appagano molto di pi? di qualsiasi compenso. Peccato che per? i veri gruppi storici come “I Duemila e Uni”, “I Niputi da Zz? Cicca” e altri grandi del passato non hanno pi? modo di dare il loro contributo con la loro esperienza anche alle giovani leve.

Perch? nei copioni messi in scena per questo Veglione ho sentito molto, e forse troppo, la presenza di riferimenti pi? cabarettistici che da Veglione puro. Per carit? che nessuno si offenda, io non sono nessuno per criticare. Ma a mio avviso l’arte del Veglione ? sacra e ha dei canoni che a mio avviso andrebbero rispettati. Perch? ? facile rubare una risata con effetti scenici, ausilii visivi e montaggi, ma se alla base non ci sta l’attinenza dell’ironia legata alla realt? del personaggio e delle sue fisime, legate al suo ruolo nella societ? castelbuonese, si rischia che per strappare una risata si crea ilarit? su una cosa che non sussiste.

Per scendere nel particolare non ho apprezzato molto la citazione fatta nei miei riguardi da parte di Gabriele Perrini e del suo gruppo dei “Chinnicchienacchi”, nella maschera dedicata ai Castelbuonesi presenti su Facebook.

Ovvero, hanno estrapolato dal contesto in cui era stata inserita, una mia foto pubblicata su Facebook. Foto, in primis, pubblicata in un contesto per me serio, ovvero una mia inclinazione esagerata o meno nel rapportarmi nei confronti di episodi della vita socio-politica italiana, che mi ha portato a conoscere persone di un certo calibro in situazioni che io non amo trattare con ilarit?. Difatti, sono abituato a distinguere le due cose. Certo in quel contesto la foto presa cos? com’? e attentamente ad arte associata al montaggio successivo mostrato durante la rappresentazione riuscirebbe a chiunque far scaturire una facile risata. Insomma troppo semplice e troppo lontano dai canoni della presentazione e della messa alla berlina tipica della “Smancia Castelbuonese”.

Faccio un esempio pratico l’anno scorso nella bellissima maschera dei “Duemila e uni” U Bastarduni, venivano usate delle immagini in cui vi era il Sindaco Mario Cicero con gli asini e Francesco Musotto. Uno dei componenti del gruppo dei “Duemila e uni” invitava uno a caso tra il pubblico a indicare chi fosse l’asino, a m? di quiz. L’interrogato che “giustamente” indicava il quadrupede riceveva un avviso che gli faceva notare che aveva sbagliato, perch? nel contesto della maschera, chi ha scritto il copione utilizzava l’ironia senza uscire dal contesto dei personaggi rappresentati.

Di solito nelle maschere si lascia intendere e si prendono in giro fatti e persone reali, non si inventa un difetto o una cosa che quel personaggio non ha fatto. Oltre che, questo pu? anche sfiorare i limiti che vi sono tra l’ironia e l’offesa pubblica. Senza considerare che il gruppo dei “Chinnicchienacchi” non credo si siano premurati di chiedere il permesso per utilizzare le foto dei profili di Facebook ai soggetti citati nella loro rappresentazione, quanto meno non al sottoscritto. E non vuol dire che se io e il signor Gabriele Perrini siamo amici nella realt? e su Facebook, io o lui, possiamo rispettivamente utilizzare le immagini che condividiamo su Facebook, al di fuori della piattaforma stessa, senza il permesso della persona.

Sicuramente avrei preferito che mi si prendesse in giro per cose attinenti la mia persona, o la mia attivit? o le mie manie. Come ha fatto per esempio Dario Guarcello dei Farfalloni, paragonando me e mio fratello a dei canguri. Che anche se, allusivamente magari, io ci avrei paragonato a qualche altro animale corpulento, alla fine nel contesto della rappresentazione di un ipotetica arca di No?, ben ci stanno pure i canguri!

Nonostante tutto ci? devo fare i complimenti a tutti, per aver seguito quello che per me ? lo spirito della “Smancia Castelbuonese”. Per tutto l’impegno messoci. Perch? so cosa vuol dire scrivere un copione, vestire chi si “sfotte” con le rime e le assonanze, portando l’ascoltatore a notare ci? che normalmente passa inosservato, ed esclamare tra fragorose risate -“Si! E’ vero! E’ proprio lui!”- oppure -“Si ? vero ? proprio cos?”-.

Tutto ci? forse ? stato fatto in dosi diverse ma da tutti indistintamente. Certo che forse quest’anno si ? sentita ancor di pi? la mancanza di di un gruppo come i “Duemila e uni”, anche se neanche l’anno precedente hanno partecipato al Veglione all’Astra. Ma credo che sia necessario che si trovi un modo, o forse un luogo, ove i grandi del passato possano tornare a fare scuola a questi bravi e capaci ragazzi.

Concludo nella speranza che nessuno se la prenda a male per le mie critiche! Non volevo essere presuntuoso. Esse vogliono essere solo uno sprono per fare di pi? e meglio! Seguendo le orme dei grandi e magari dei padri, vero Gabri??

Di Vuono Daniele