“Verdure Spontanee di Sicilia”, intervista a Rosario Schicchi

By on 9 gennaio 2017

Le diete si cominciano, o si vorrebbero cominciare, sempre il lunedì ed oggi è il primo lunedì che segna la fine delle abbuffate natalizie. Inizia, dunque, quella fase dell’anno segnata dai buoni propositi: depurarsi e disintossicarsi

di  Arianna Zito

[inchiestasicilia.com] Quali cibi possono, più di tutti, venirci in aiuto? Naturalmente le verdure, meglio se quelle spontanee e – in particolar modo – quelle “amare”. Alimento principe nelle tavole dei nostri nonni le verdure spontanee possono contribuire, infatti, a mantenerci in salute.

“È vero – dice Rosario Schicchi, Ordinario di Botanica Sistematica all’Università di Palermo che, insieme alla Ricercatrice Botanica Anna Geraci, ha scritto il libro Verdure Spontanee di Sicilia (IDIMED pagg.254) – ogni verdura, sapientemente utilizzata, preserva il nostro organismo e le nostre condizioni di salute o può contribuire alla guarigione di determinate patologie. Tante verdure infatti hanno proprietà ipotensive, sono anticancerogene, sono ricche di sali minerali e di folati”.

Quali, ad esempio?
“Tutte le verdure appartenenti alla famiglia delle brassicacee cioè al gruppo dei broccoli, tipo le rape selvatiche e simili che hanno proprietà antitumorali. Riescono addirittura a rimuovere le scorie che potrebbero determinare l’insorgenza di malattie neoplastiche. Altro esempio, è la cicoria: è fortemente depurativa e non altera il tasso glicemico del sangue, in quanto contiene inulina al posto dello zucchero come sostanza di riserva e, di conseguenza, è un toccasana. Poi prendiamo il caso dei cardi: fanno bene al fegato. Gli asparagi, invece, sono benefici per l’apparato urinario. Inoltre, per i problemi di motilità intestinale tutte le verdure vanno bene perché sono ricche di fibre”.verdure spontanee di Sicilia

In Verdure Spontanee di Sicilia troviamo, per ogni specie, delle schede apposite corredate da foto a colori che riportano informazioni relative a: nomenclatura, descrizione botanica, caratteristiche fenologiche, distributive ed ecologiche, proprietà ed usi medicinali, parti utilizzate in cucina, modalità di preparazione, curiosità e ricette tradizionali.

“Il libro nasce proprio con lo scopo di fare conoscere la tradizione siciliana relativa alla conoscenza, alla raccolta e alla modalità di preparazione delle verdure spontanee di Sicilia. La nostra è la terra legata alle tradizioni inerenti la raccolta e l’utilizzazione delle verdure spontanee. Ricordo che in passato era prassi quotidiana andare a raccogliere per i campi o ai margini dei boschi verdure spontanee e prepararle. Rappresentavano una parte significativa della vita giornaliera. Successivamente, nell’arco degli ultimi 30 anni, questa abitudine si è gradualmente persa, tant’è che la popolazione attualmente non conosce più di una decina di verdure, a fronte di circa 250 verdure che in passato si raccoglievano e consumavano in varie parti dell’Isola. Ad ogni verdura è legata anche una modalità di preparazione, è legato un nome, delle consuetudini sociali e religiose. Quindi se scompare la verdura, e anche la conoscenza inerente all’utilizzazione, scompare una parte della tradizione del popolo di Sicilia. Ci priveremmo di una parte di biodiversità che potrebbe rappresentare un’occasione di sviluppo compatibile e sostenibile per il territorio”.

Quali sono le proprietà organolettiche delle verdure spontanee?
  “Hanno un sapore vero, autentico e genuino, mai banale o scialbo. Può essere dolce o amaro, leggermente piccante ma autentico che porta a tavola i sapori, i colori e gli odori della terra in cui vivono. È una verdura capace di rendere unico un piatto, autentica una preparazione culinaria. Abituarsi al consumo delle verdure spontanee significa riappropriarsi dei gusti del passato, delle conoscenze ed esperienze che il popolo siciliano ha elaborato nel corso dei secoli. Alle verdure sono legate anche racconti, tradizioni, indovinelli, proverbi, modi di dire. Quindi tutta questa fetta di cultura rischia di scomparire e noi ci siamo prefissati il compito di far conoscere le verdure per far rivivere le tradizioni”.

Nel libro suggerite anche delle ricette, legate alla tradizione culinaria siciliana. Ma c’è una difficoltà nel reperire queste verdure?
“Contrariamente a quanto si pensi, ancora si riescono a trovare quelle 5/6 verdure spontanee nelle bancarelle dei mercati rionali. Indubbiamente andranno realizzati dei corsi di formazione, così come succede per i funghi, in modo tale da poter formare persone in grado di riconoscere e certificare la provenienza delle verdure. Se un ristoratore deve preparare una verdura spontanea deve avere la certezza di ciò che cucina. Non può correre il rischio, ad esempio, di cucinare la mandragora (pianta velenosa n.d.r.) al posto della borragine”.

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La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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