Verso il Congresso del Partito Democratico

Portatori sani?

Quello che apparentemente sembra essere una semplice indicazione geografica cio?, l?essere ?Isola? della nostra Sicilia, ? tutt?altro che secondario se pensiamo che essere circondata dal mare le ha permesso di divenire nei secoli scrigno di eventi storici e culture diverse che si sono avvicendate e sovrapposte rendendo colui che la abita, antropologicamente e culturalmente, un potenziale portatore sano di un patrimonio votato a sani principi, alla cultura e alla bellezza.

L?appartenere oggi a questo momento della storia siciliana, dove i valori fondamentali dell?uomo vengono spesso disconosciuti, la dignit? calpestata, la terra sfruttata e deturpata, ci impone di riflettere sulla nostra capacit? di fare proprio questo patrimonio di valori e tradurlo in progetti per tramandarlo alle generazioni future. Ci impone altres?, di analizzare quello che oggi influisce sulla crescita di una Sicilia che, a causa di scelte e dinamiche che non mettono al centro l?uomo e la terra, non ? pi? in grado di essere portatrice di esperienze, di sogni che negli anni hanno fatto il suo splendore. Le principali responsabilit? sulle scelte effettuate sono di coloro che occupano posti e assumono ruoli nel mondo della politica e delle istituzioni a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale. In particolare modo, vogliamo analizzare il mondo della politica in quanto deputata a intercettare in modo diretto i bisogni dei cittadini e a dare risposte concrete nel pieno rispetto della Costituzione, degli organi istituzionali e della dignit? del cittadino.

Poniamoci alcuni quesiti:
Qual ? il livello d?interesse della politica e quindi dei politici verso il cittadino e i suoi bisogni?
Quali sono le idee e i progetti del partito democratico per diventare una seria alternativa di governo?
Per continuare a parlare squisitamente di politica non possiamo prescindere dall?analizzarla dal livello nazionale a quello locale.
Uno dei problemi veri che vogliamo evidenziare ? quello che non c?? stato fino ad ora un pensiero lungo, riformista, moderno e univoco di un partito democratico risolto che con spirito nazionale e costituzionale sappia parlare all?intero paese. Di questa insufficienza la colpa ? dell?intero gruppo dirigente e nessuno pu? considerarsi assolto per due ragioni: la prima ? nel gioco continuo di delegittimazione e interdizione nei confronti del segretario nazionale; la seconda ? nell?incapacit? del gruppo dirigente nel suo insieme di produrre una chiara cultura politica di riferimento per gli elettori, una struttura di idee di una moderna forza di progresso, la definizione di che cosa deve essere il riformismo italiano oggi. Il deficit culturale ? direttamente un deficit politico. Infatti su alcuni temi cosiddetti sensibili il partito non ? mai riuscito a fare sintesi vera e a comunicare ai propri elettori la propria linea. Vengono in mente il tema etico-morale, che non ha mai messo d?accordo le ragioni dei cattolici con quelle dei laici sul testamento biologico, procreazione assistita e ricerca sulle cellule staminali; la collocazione politica nel Parlamento Europeo, dibattuti tra popolari e socialisti. In Italia unico partito, in Europa due.
Un altro problema sta nei personalismi e nella mancanza di unit?. Basta guardare la galassia del PD: Veltroniani, Dalemiani, Lettiani, Parisiani, Rutelliani, Popolari, Bindiani, Laici, Fassiniani, Teodem, ecc? . La sensazione che si ha non ? quella di una pluralit? di persone e quindi di idee a servizio del partito, di indubbio valore aggiunto, bens? quella di un partito a servizio delle persone.
Proseguendo l?analisi non possiamo non registrare i problemi di struttura interna e la mancanza di rapporto tra la politica e la gente, in quanto parla poco la lingua dei cittadini. Attraverso la nomina dei nuovi componenti della segreteria, formata dal nuovo segretario Franceschini, s?intravede un legame con il territorio. Sar? vero? Viste le capacit? del partito di mettersi in discussione e il metodo di riorganizzazione spacciandolo per cambiamento, non nascondiamo il nostro scetticismo. Bisogna avere il coraggio di dare al partito una linea chiara, un?identit? precisa, anche a costo di perdere pezzi.
In Sicilia dopo le dimissioni di Veltroni altro che perdere pezzi. Da parte dei politici non ci sono state n? dichiarazioni, n? prese di posizione di qualche rilievo. Nessuno si ? strappato le vesti. Un comportamento in linea col costume siciliano. Da noi la tendenza del politico in carriera ? quella di non cambiare mai, adeguandosi fittiziamente alle situazioni che di volta in volta si creano a livello nazionale, e di rimanere attaccati alla vecchia maniera di fare politica, coltivando i propri ?correntisti? e non affrontando i problemi dei cittadini. Non ? un caso, quindi, che nell?Isola la nascita del Partito Democratico si sia realizzata senza traumi e senza abbandoni, ma cercando di conservare nei vari passaggi le antiche procedure e i vecchi vizi e soprattutto di travasare nella nuova formazione politica i leader grandi e piccoli dei due partiti fondatori, garantendo a tutti visibilit? e ruoli, a prescindere dai carismi personali e dai meriti politici. Per quanto riguarda il governo regionale di centrodestra, non solo non si pongono (o se lo fanno in modo fittizio) il problema di creare una prospettiva di sviluppo all?isola, ma alimentano un sistema di clientelismo azzuffandosi per una poltrona di direttore, per una consulenza, per un appalto, per una fornitura, per un contributo per foraggiare feste e festini e quant?altro produce la fantasia malata degli architetti del sottogoverno diffuso. Insomma, paralizzati dalle loro stesse incapacit?, i partiti guardano con terrore alla crisi e alle scadenze elettorali imminenti (Europee ed amministrative) e perci? ripiegano sulla spartizione dell?esistente.
Soffermandoci su alcuni grandi temi importanti per la nostra Sicilia sui quali si continua a rimandare qualsiasi decisione e attuazione di progetti, (rimasti semplici spot), ci accorgiamo che questo governo, oltre a non essere stato capace di dotare la Sicilia di un piano idrico per una efficiente razionalizzazione dell?acqua, cos? da garantire a tutti i siciliani di usufruire di un bene necessario per la vita quotidiana, vuole dare la gestione ai privati, con il rischio di favorire abusi tariffari e discriminazioni sociali. Altro tema di fondamentale importanza, specialmente per lo sviluppo economico, ? l?energia. Nei giorni scorsi il presidente Lombardo ha chiamato il prof. Rifkin a presentare il piano energetico ambientale fondato sull?utilizzo di energie rinnovabili come il sole, il vento e i rifiuti, che a detta del presidente si raccorda bene con le caratteristiche della nostra regione. Peccato che lo stesso presidente non regolamenta e non vigila sulle licenze per la costruzione di parchi eolici, non si attiva a promuovere fortemente la raccolta differenziata dei rifiuti (fermi al 6% circa), trascura la gestione delle discariche non preoccupandosi del proliferare di quelle abusive, e contemporaneamente continua a supportare politiche energetiche basate sulla costruzione di inceneritori e di una centrale nucleare, la quale, quest?ultima, oltre ad non avere un grado di sicurezza ottimale (raggiungibile da quelle di 4? generazione in studio), produce scorie con un alto grado di pericolosit? per i cittadini e difficili da smaltire per mancanza di un ben definito protocollo di sicurezza. Inoltre con la sua presenza fisica si rischia di creare un blocco psicologico al turista rimuovendo l?immaginario delle bellezze di Sicilia. Ora immaginate Voi la Sicilia senza, o quasi, turismo.
A proposito degli inceneritori, infrastrutture ad alto inquinamento (per produrre un kilowattora emette ben 940 g di CO2), sembra che siano l?unica soluzione che il governo regionale riesce o vuole trovare per la gestione dei rifiuti. Continuando ci sembra doveroso toccare altri tasti dolenti come la paralisi progettuale nel settore delle infrastrutture e il mancato utilizzo dei soldi del FAS, decurtato di circa 18 miliardi di euro destinati alla Sicilia, da parte del governo nazionale di cui fa parte anche quello regionale, dei quali 1.3 mld. per il completamento della progettazione del Ponte sullo Stretto rischiando di non creare nessun posto di lavoro a medio termine in una regione dove la disoccupazione ? al 13.8 % (Istat), il doppio della media nazionale. Sprechi e disservizi li troviamo nella sanit?, frutto di una gestione basata su una spartizione di poltrone dove siedono manager che hanno contribuito a creare deficit enormi a spese dei cittadini sia in termini economici che di servizi. Poca valorizzazione e promozione del patrimonio artistico-storico e scarsa gestione dei servizi aggiuntivi nel settore dei beni culturali; inerzia davanti a scuole che cadono a pezzi mettendo in pericolo la salute degli studenti e davanti alla possibilit? di favorire e stimolare il lavoro quotidiano in quanto sprovviste di arredi e strumenti.
Inoltre, nel settore delle attivit? produttive manca una seria politica volta alla cultura d?impresa, supporto reale alle piccole-medie imprese, vigilanza nella pubblica amministrazione dove davanti a sprechi e disservizi, spesso accompagnati da poca professionalit? degli addetti, constatiamo l?accettazione passiva da parte del governo regionale. Infatti le imprese che investono in competitivit? e innovazione non trovano il giusto supporto nella pubblica amministrazione proprio per l?arretratezza del settore. Ancor meno, come se il problema non esistesse, la politica non accenna a discutere di legalit?, anzi spesso i politici applicano la cosiddetta ?eccezione alla regola?, e neanche di banda larga (WIMAX), la quale assenza di infrastrutture adeguate frena ulteriormente la crescita in vari settori aumentando il divario con quelle regioni d?Italia che si sono dimostrate virtuose.
In realt?, ogni giorno che passa, emerge sempre di pi? l?incapacit? delle forze politiche siciliane (di governo e di opposizione) di progettare un nuovo futuro per i siciliani.
Come si dice comunemente ?questa non ? strada che spunta?. Bisogna cambiare seriamente indirizzo politico e programmatico.
Il Partito Democratico circolo di Castelbuono non intende accettare questo stato di cose, quindi si attiver? ad intraprendere tutte quelle iniziative utili ad aprire un dibattito serio e profondo sui temi fondamentali inerenti al cittadino e al territorio. Infatti, a nostro avviso, il rilancio del PD in Sicilia, oltre che dall’autocritica di chi ha avuto fino a oggi responsabilit? di gestione, non pu? prescindere dal compimento di alcune scelte obbligate”, tra cui “la valorizzazione delle realt? territoriali attraverso un metodo basato su una diffusa partecipazione, dalla quale, insieme ai dirigenti scaturiranno idee per formulare un progetto Sicilia a medio – lungo termine, perch? una forza politica, che non sia solo virtuale, non pu? accontentarsi di essere presente su Facebook, ma deve fare di tutto per esserlo sul territorio. Noi, visto il disorientamento e l?inerzia del PD a livello nazionale e regionale, forti delle nostre idee e dell?esperienza, in piena sintonia con i valori del partito (per molti rimasti sulla carta) ma con la necessaria autonomia e determinazione, inizieremo dal nostro circolo un percorso incentrato sul dibattito alla ricerca di risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Innanzitutto riteniamo che la progettazione e la realizzazione di un piano idrico per la nostra regione sia urgente e passi attraverso la costruzione di infrastrutture idonee, sia per uso civico che per le attivit? agricole,e una gestione che verta verso la promozione di iniziative sull?importanza dell?acqua per evitare gli sprechi, e l?individuazione di regole trasparenti cos? da garantire a tutti i siciliani di usufruire di un bene necessario e di non incorrere nel rischio di abusi tariffari e discriminazioni sociali . Poi per quanto riguarda la produzione di energia sicuramente vanno utilizzate quelle rinnovabili come il sole, il vento e i rifiuti. Sfruttando questi elementi potremmo avere impianti con emissioni ZERO (eolico, solare e biomasse). Soprattutto la produzione di energia con l?utilizzo di biomasse appare per la politica siciliana qualcosa da evitare, eppure con essa, si risolverebbero anche i problemi dei rifiuti. Inoltre sarebbe opportuno permettere la immissione delle fonti alternative nella Rete Elettrica Regionale. Ritornando ai rifiuti pensiamo che un termovalorizzatore di nuova generazione che brucia i rifiuti ad una temperatura tale da produrre bassissima quantit? di CO2 potrebbe starci, ma come ultimo tassello del ciclo di smaltimento e solo dopo aver limitato al massimo la produzione di rifiuti, raggiunto un altissimo livello di raccolta differenziata, smaltendo la parte organica, che rappresenta il 30% dei rifiuti,(compostaggio-digestione anaerobica) e riciclare la maggior quantit? possibile del rimanente 70%. Investire in questo potrebbe significare trasformare l’attuale debolezza della Sicilia nella gestione dei rifiuti in un sistema virtuoso con due obiettivi: offrire ai cittadini servizi di alta qualit? e a tariffe contenute, e creare dal ciclo della raccolta e smaltimento effetti positivi dal punto di vista occupazionale. Altro tema fondamentale sono le infrastrutture. Il governo di centrodestra da anni non sente la necessit? di attivare progetti seri a riguardo, nonostante la recente disponibilit? finanziaria di 64 miliardi stanziati dal governo Prodi attraverso il FAS. L?unica iniziativa presa di recente dal governo nazionale e caldeggiata da quello regionale ? stata l?impegno di spesa di 1.3 mld. per il completamento della progettazione del Ponte sullo Stretto. Anche le persone pi? sprovvedute si rendono conto che il ponte potrebbe essere utile, ma dopo avere affrontato le priorit? per l?isola come: la viabilit?, (rete stradale e ferroviaria, porti, aeroporti, sono per la maggior parte insufficienti), i viadotti allagati, le gallerie a rischio, gli ospedali inagibili gi? prima di entrare in funzione, l?edilizia scolastica, ecc? . Per quanto riguarda la sanit? riteniamo che gli sprechi vanno eliminati, ma nella organizzazione dei servizi e delle risorse umane la politica deve tenere conto innanzitutto del cittadino, a cui va dato un servizio di alta qualit? e la possibilit? di usufruirne anche nei territori pi? disagiati. Tra i punti di forza della Sicilia troviamo i beni culturali mobili (personaggi vivi e non, del mondo della cultura, dell?arte, del cinema) e immobili (monumenti di pregio storico- artistico -architettonico), i quali vanno recuperati e valorizzati, di modo che la Sicilia diventi fuc?na di professioni legati all?arte e alla cultura, e pulluli di iniziative. Per ultimi, ma non secondari, riteniamo fondamentale, per una crescita del senso civico, economica, senso vero della politica, che in una terra come la nostra al non rispetto delle regole bisognerebbe rispondere con delle politiche forti promosse da fonti autorevoli, incentrate sulla cultura delle regole come indicatore di civilt? coinvolgendo prevalentemente le istituzioni scolastiche e che il potenziamento delle vie di comunicazioni telematiche attraverso l?utilizzo della banda larga (Wimax) in tutta la regione, potrebbe essere un?opportunit? per abbattere il digital divide in moltissimi settori, stimolando, inoltre, l?approccio ad internet anche al singolo cittadino, con conseguente crescita culturale e positiva ripercussione nelle comunit? di appartenenza.
Successivamente alla riflessione, al dibattito e alla formulazione di proposte all?interno del nostro circolo, riteniamo fondamentale condividere e arricchire il nostro progetto, attraverso ulteriori dibattiti e incontri nei circoli e nel territorio delle Madonie e della Sicilia, con tutti coloro che vorranno, ?a mani libere?, parteciparvi. Infatti ? nostra intenzione muoverci in modo incisivo nelle Madonie, ipotizzando una struttura organizzativa Madonita con una classe dirigente, compatta e senza ?ex?? , per poter partecipare, con il nostro punto di vista, a pari dignit? e condizioni, alla discussione sui grandi temi d?interesse collettivo e alla scelta dei nostri rappresentanti a vari livelli. I temi da affrontare, che pi? ci stanno a cuore in questo momento, per il territorio delle Madonie sono:
Crisi economica: analisi, strumenti, prospettive attraverso una giornata di studio dove vede presenti i rappresentanti regionali dei maggiori Istituti di credito, del mondo dell?Impresa, dell?Artigianato, dell?Universit?, Sosvima, Gal, Ente Parco e tutti gli attori istituzionali e non preposti allo sviluppo economico;
Sanit?: quali poli ospedalieri a seguito della riforma e quali e come verranno erogati i servizi mettendo al primo posto il cittadino;
Acqua: bene preziosissimo che va salvaguardato sia attraverso infrastrutture adeguate, sia attraverso una sana cultura dell?acqua;
Rifiuti: rendere la raccolta differenziata sempre pi? efficiente, smaltire nei siti adeguatamente attrezzati al minor costo possibile, individuare altre modalit? di smaltimento nel rispetto dell?ambiente (compostaggio, digestione anaerobica,teleriscaldamento, ecc?), stimolare il mercato di prodotti ottenuti dal riciclo;
Mobilit?: rendere agevoli i collegamenti interni e dall?esterno attraverso una manutenzione costante delle strade e una efficiente organizzazione dei mezzi pubblici, un potenziamento della rete ferroviaria, costruzione di porti moderni e individuazione di potenziali siti che possono accogliere un eliporto;
Banda larga (Wimax): per le opportunit? che offre ? utile nel settore della pubblica amministrazione, delle attivit? produttive, della cultura, dei servizi in genere e alla singole famiglie, specialmente se per quest?ultime, sotto forma di abbonamento mensile, avr? un costo contenuto;
Ambiente: Questo territorio, come pochi altri, vanta una presenza di beni architettonici- ambientali (alberi secolari-boschi) e opere d?arti molto variegata e di grandissimo pregio. Un altro tesoro, presente nel territorio, consiste nella ricchezza di flora e di fauna, quindi in un elevato grado di biodiversit? difficile da trovare in un altro territorio dalle stesse dimensioni. Tutto questo va salvaguardato e valorizzato attraverso l?individuazione di regole utili a favorire sani comportamenti, l?utilizzo di energie rinnovabili, riduzione delle emissioni di CO2, attenzione verso l?acqua e i suoi percorsi, gestione dei rifiuti, studi e ricerca sulla biodiversit? , creazione e promozione di sentieri naturalistici, ecc? . Insomma ci vuole una chiara volont? di perseguire una politica ambientale che salvaguardi e innovi vedendo come attore-promotore principale l?Ente Parco. Per questo riteniamo urgente e irrinunciabile la nomina del presidente e del consiglio di amministrazione, come espressione chiara di una volont? protesa a realizzare un progetto di alto profilo per le nostre Madonie.
Turismo: ? una delle principali fonti a sostegno dell?economia. Un ambiente sano; servizi efficienti e di qualit? come mobilit?, sanit?, ricettivit?, eventi sportivi (magari legati all?ambiente), attivit? artistico-culturali, una buona offerta e fruizione dei beni storico- artistico-architettonico, spiagge pulite, comunicazioni telematiche; dinamica e moderna gestione della scuola e della Universit? e altro, sicuramente favoriranno la presenza e la permanenza dei turisti .
Chiudiamo questo documento con una riflessione. Come mai un senatore democratico di ?colore?, giovane politicamente, quindi con una base ?debole?, riesce a spuntarla nella sfida interna ai democratici per le presidenziali avendo come competitore un candidato ?donna?, moglie di un ex presidente, una lunga esperienza politica e con una potente macchina elettorale alle spalle?
Qual ? il sentimento che ha indotto gli americani ad eleggere un candidato, apparentemente inesperto avendo davanti grandi sfide interne come l?economia e la crescente disoccupazione, l?istruzione, la sanit?, e sfide internazionali come la guerra in Iraq e in Afganistan, la questione del nucleare in Iran, il rispetto del protocollo di Kyoto sull?ambiente, i rapporti con i governi dell?oriente e della Russia?
La speranza, rinvigorita e alimentata dalla voglia di partecipazione democratica alla vita politica, voluta e stimolata fortemente da Barak Obama (leadership).
Quando tutto sembra predefinito, surrogato da un sistema preconfezionato, potrebbe accadere qualcosa capace di ribaltare quella apparente stabilit? che col tempo si logora e diventa vulnerabile e instabile.
Le ?leggi? che regolano la nostra vita sono frutto di una crescente coscienza civile che l?uomo ha fatto sua nel tempo. Le temporanee involuzioni a cui assistiamo, frutto di sistemi preconfezionati e dinamiche negative progettate e innescate dall?uomo, sono destinate a cambiare in positivo, poich? l?evoluzione dell?uomo stesso ? antropologicamente incontrovertibile.

Circolo di Castelbuono

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