Via dalla memoria

By on 19 Novembre 2007

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Siamo lieti di presentarVi una nuova rubrica (“Visto da fuori, sopra mentite spoglie“), ideata di concerto con “Salvo Smentita”, che ne sarà il curatore. Al personaggio misterioso, già noto per gli stuzzicanti interventi sul quindicinale Le Madonie, rivolgiamo i nostri auguri e un caloroso benvenuto.
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Apro parentesi. Voglio iniziare il mio primo contributo su Castelbuono.org con una premessa: fino ad oggi ? e credo fino a quando Berlusconi continuerà a fare politica ? non ho mai votato né voterò per il centrodestra. E man mano che leggerete capirete che, senza questa premessa, quello che scrivo qui di seguito non avrebbe avuto lo stesso significato. Chiusa parentesi.
L?argomento di oggi ha un nome (Alfredo), un cognome (Cucco) e anche una ?qualifica? (federale). Mi sarebbe piaciuto molto partecipare al convegno che gli è stato dedicato sabato scorso.

Mi sarebbe piaciuto ascoltare tutti gli interventi in scaletta e provare a capire (una volta per tutte) perché Castelbuono ? per certi versi avanti anni luce rispetto a tante altre realtà ? su alcuni argomenti non riesce a guardare avanti. Da tempo sostengo che Alfredo Cucco vada riabilitato e che, proprio nel suo paese natale, gli si debba riconoscere l?onore non dico di una piazza ma almeno di un vicolo. Anche Leoluca Orlando ? che non è un fesso ? c?è riuscito. Eppure ogni volta che a Castelbuono si tocca questo tasto tutti saltano in piedi come colpiti da una scarica di 220 volt.
Ma chi era veramente Alfredo Cucco? Partiamo dal principio, dalle note biografiche inoppugnabili. Cucco nacque a Castelbuono il 26 gennaio 1893. Erano anni difficili, di fame e di guerra. Il suo ruolo in Sicilia emerse con forza dopo la Prima Guerra mondiale: a Palermo Cucco divenne infatti uno dei massimi dirigenti del movimento nazionalista siciliano e fondò anche il giornale «La Fiamma Nazionale». Era un uomo del suo tempo, come lo erano anche quei milioni di italiani che, in preda ai morsi della fame, pendevano dalle labbra del duce, dalle sue promesse, dai tocchi di pane che ricevevano solo per avere aderito ai Fasci. Pensate se un giorno si dovesse scoprire che Prodi o Berlusconi erano dei gran furfanti, saranno bollati come tali anche i loro seguaci? Ad ogni modo, l?attività di Cucco nei primi anni del fascismo si concentrò soprattutto sul giornale. In quel periodo furono numerosi i suoi articoli contro la mafia, con i quali si creò però tanti nemici e altrettante antipatie che, paradossalmente, secondo alcuni storici lo portarono alle accuse di collusione, bollate successivamente come calunnie. Nell?aprile del 1943, in piena guerra, Cucco venne nominato vice segretario nazionale del Partito nazionale fascista. Dopo l?8 settembre aderì alla Repubblica Sociale, dove ricoprì vari incarichi. Tornato in Sicilia, assunse la cattedra di demografia all?Università di Palermo. Qualcuno sostiene che si avvalse del suo potere (la carica di vice segretario nazionale del Pnf) per perseguitare gli ebrei e del suo ruolo (quello di docente di demografia) per diffondere anche all?Università le teorie sulla razza. Ma c?è pure chi sostiene che queste sono solo voci diffuse per screditare la sua figura.
In un modo o nell?altro anche dopo la guerra Cucco continuò a fare politica: aderì al neonato Msi nel 1948 e fu eletto per ben tre volte deputato dal 1953 in poi. In parlamento si occupò di tanti problemi, soprattutto sanitari, e riuscì ad ottenere anche importanti risultati. Ed è proprio da qui che, a mio avviso, bisognerebbe partire per ricordare un altro Cucco: il politico del Dopoguerra, l?oculista. Perché non tutti sanno che Alfredo Cucco si è battuto per l?istituzione del ministero della Sanità. In pochi ricordano la sua attività di oculista (nel suo studio arrivavano da tutta la Sicilia e non solo), e un numero ancora più ristretto di suoi concittadini ha mai sentito parlare della sua attività in campo medico e scientifico, attività che gli ha consentito, sotto la sindacatura di Leoluca Orlando, di avere intitolato una piazza a Palermo. Pensate che i suoi studi più famosi furono anche raccolti in un libro pubblicato in diverse edizioni prima e dopo la guerra. Pensate che i risultati di molte delle sue ricerche sono ancora oggi attuali e vengono utilizzati da numerosi oculisti.
Eppure di Cucco restano in piedi soprattutto le ombre. E anche dopo la sua scomparsa, il 21 gennaio 1968, nonostante il comune di Castelbuono allora dichiarò il lutto cittadino, in molti hanno lavorato per fissare nella memoria solamente le pagine buie della sua storia. Quelle che ancora oggi lo tengono alla larga da quel riconoscimento a mio avviso dovuto. Per questo, a mio avviso (e facendo ammenda se per caso dovessi ripetere cose già dette al convegno di sabato), credo sia giusto intitolare una via, un vicolo o una scalinata non al «federale», non al «fascista», ma al «medico», all?«oculista» o al «deputato del Dopoguerra» Alfredo Cucco. Oppure proponiamo alla commissione toponomastica di accettare solo profili immacolati. Da Santo in su.
Salvo Smentita

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2 Comments

  1. Michele Spallino

    20 Novembre 2007 at 01:02

    Peccato Salvo, ti sei perso un incontro molto equilibrato, ricco di spunti e di interventi esaustivi e ben ponderati. Personalmente, ho dovuto lasciare dopo il primo contributo di Di Figlia, ma so che la discussione è proseguita migliorandosi ulterioriormente, fino alla conclusione dell’Ass. Genchi nella quale si suggeriva di non distinguere un “Cucco castelbuonese” (o “Cucco oculista”) dal “Cucco federale” (o “firmatario”), l’uomo dal politico. Chiosando inoltre con un metro di giudizio infallibile: la Costituzione.

  2. Il vecchio

    9 Dicembre 2007 at 22:28

    La persona davanti a tutto qualsiasi sia l’estrazione ,il colore o la religione,mi ripeto ma è quello che penso.un saluto a tutti Mario.

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