Ypsigrock, il festival che “osa l’impossibile”. Intervista a Vincenzo Barreca su Marieclaire.com

By on 22 Mag 2018

[marieclaire.com] “L’idea ha il potere di smuovere qualsiasi cosa, in qualsiasi posto”. L’idea di cui parla Vincenzo Barreca, (padre) fondatore di Ypsigrock, è quella visionaria di fare un festival di musica indie nel 1997. In un borgo di 8mila abitanti. In Sicilia. Il posto a cui si riferisce, il primo uomo ad aver fatto sillabare per la prima volta la parola “festival” a quegli stessi abitanti, è Castelbuono, comune della provincia di Palermo. Dove, a 19 anni e insieme all’amico di sempre Gianfranco Raimondo, posa la prima pietra del tempio della musica live siciliana, che ha le forme di un castello trecentesco ai piedi delle Madonie. Vent’anni prima che si parlasse di boutique festival, di riqualificazione dei piccoli paesi italiani attraverso eventi indie-pendenti, vent’anni prima che le scalette di qualsivoglia manifestazione musicale fossero monopolizzate da (sedicenti e non) artisti indie, Vincenzo e Gianfranco realizzavano quelle idee, che erano e sono un po’ i sogni di tutti loro (e noi).

The Jesus and Mary Chain, The Horrors, Her, The Radio Dept., sono tra i primi nomi annunciati di questa 22esima edizione di Ypsigrock 2018. Ovvero il primo festival italiano ad entrare nella solenne shortlist degli European Festival Awards. Ovvero “il festival più epico che ci sia sul Pianeta” secondo Mogwai. Ovvero il progetto (im)possibilissimo che… ma cu tu fici fari ehm ma chi te l’ha fatto fare?!

Come due coinquilini ventenni sognano la loro estate: nella loro terra, di fronte ad un palco con su le loro band preferite. Io e Gianfranco siamo da sempre appassionatissimi di musica, non perdiamo e perdevamo occasione di andare in giro per l’Europa a seguire i nostri gruppi preferiti. Così, abbiamo pensato di riproporre a Castelbuono lo stesso tipo di festival e concerti che noi stessi seguivamo. Mettici anche la determinazione che hai a quell’età e la scena musicale fertilissima dei Novanta…

… e ottieni?
Un “festivalino” datato agosto 1997, con La Crus headliner. È partito tutto da lì.

In quanti ti hanno detto “lascia perdere”?
In tantissimi, specialmente i primi anni. Immagina quanto sia stato difficile nel ’97 definire il nostro pubblico e scardinare gli equilibri di una piccola comunità siciliana, abituata a tutt’altro tipo di intrattenimento. Col tempo, poi, i castelbuonesi hanno capito, e sono diventati protagonisti attivi del festival.

Quando hai pensato che non avrebbe funzionato?
I primissimi anni pensavamo sarebbe stata un’operazione “a termine”. Poi, però, il forte impegno e la grande passione ci hanno permesso di non far morire il festival.

E che avrebbe funzionato?
Abbiamo capito che forse tutto stava cambiando quando, dopo aver inserito il biglietto a pagamento e aver sperimentato l’ennesima lineup particolare, il pubblico ha continuato a seguirci. Cioè, avevamo degli ascoltatori “reali” e interessati davvero alle nostre scelte artistiche, tanto da pagare persino il biglietto!

Infatti Ypsigrock è, forse, l’unico festival in Italia di cui nemmeno i fanatici di musica riescono ad azzeccarne la papabile lineup…
Ci piace rendere e renderci il gioco difficile. Non abbiamo mai chiamato “l’artista del momento” e mai lo faremo. Lavoriamo anche per stupire il pubblico e non farlo annoiare, per questo vale la regola dell’Ypsi Once: chi suona una volta non può tornare più.

Però “l’artista del momento” potrebbe regalare una bella botta al botteghino…
Non ci interessano gli artisti “certezza da botteghino” e nemmeno gridare al sold out. Oggi sembra che tutto debba essere sold out, sennò non sei nessuno. Okay, forse dico una banalità, ma ciò che è più importante è il contenuto e la qualità di quello che proponi. “Non sono i numeri che fanno il programma”, diceva Renzo Arbore.

Veniamo alla questione delle questioni burocratiche, amministrative, finanziarie…
Partiamo dai lati positivi: il comune di Castelbuono ci ha supportato fin dall’inizio. Nonostante le difficoltà economiche delle amministrazioni locali, il 5% del festival è finanziato proprio da Castelbuono.

E il resto?
Da noi. Da vent’anni.

Qualcosa mi dice che c’entra con i lati negativi…
Esattamente. Da 20 anni presentiamo le domande per ottenere i bandi regionali che ci potrebbero aiutare a finanziare il festival, ma sempre da 20 anni veniamo scartati. Eppure, credo che qualcosina l’abbiamo data alla Regione Sicilia…

E allora chi ottiene questi finanziamenti?
Altre manifestazioni che spesso e volentieri propongono programmi senza capo né coda. Tutto ciò ci dà molto fastidio, oltre che farci male.

La prima volta che ti sei commosso durante il festival.
Ehm… sono molto emotivo, mi commuovo spesso. Però, la primissima volta è stata quando sono venuti i Motorpsycho.

E l’ultima?
Quando abbiamo avuto la certezza che The Jesus and Mary Chain avrebbero fatto parte della lineup di quest’anno.

Il desiderio – per adesso – più ambizioso?
Quello musicale, ahimé, irrealizzabile è portare sul palco i Sonic Youth. Quello non musicale? Vorremo rendere il nostro festival accessibile a TUTTI: persone affette da disabilità motorie e intellettive, famiglie con mille bambini al seguito… E stiamo lavorando sodo affinché nei prossimi anni avvenga questa trasformazione.

Azzardo ma, probabilmente, sei una delle poche persone che in Italia potrebbe rispondermi in modo sensato: l’indie esiste o è una figura mitologica? E soprattutto, da cosa non dobbiamo confonderlo?
Se anni fa aveva senso parlare di indie, adesso direi che si tratta solo di una figura mitologica. Non confondiamolo con tutti quelli che si nascondono dietro l’etichetta dell’”artista indie” per vendere un prodotto. Nel 2018 l’indie non esiste.

Altro da dichiarare?
Che quest’anno, come prima più di prima, il festival sarà diluito su tutto il paese. E non solo sui quattro palchi – di cui ti confermo già la presenza – su cui si esibiranno gli artisti che abbiamo annunciato… e quelli che a brevissimo annunceremo!

…arancinA o arancinO?
Ovviamente arancina!

Ypsigrock
Castelbuono, Palermo
9 – 12 agosto 2018
www.ypsigrock.it

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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