11° sett.: “i Giovani e le risorse Primarie”

Nei western di Sergio Leone, confronti di questo tipo verrebbero chiamati “duelli”. Nella politica sono detti “elezioni primarie”: due o più candidati a scannarsi, in un contesto di deserto circostante. E saloon, con cicchettini per i Giovani.

D’ora in poi, Giovani verrà scritto in maiuscolo per la sacralità con la quale i politici ne parlano sin dagli inizi del reality. Trattano l’argomento con guanti di velluto – carezzevolmente – probabilmente perché “fa figo” e per impelagare la verginità politica con i propri percorsi. Tant’è: giudicheremo dall’età media delle liste e delle giunte.
Le Primarie: altra “risorsa”. Uno strumento democratico utile quantomeno a capire le forze interne. E soprattutto a farla finita quando i leader in campo sono più di uno. Vabbè, c’è chi fa le primarie con sé stesso… ma questo è un altro discorso.
Ad oggi le primarie (o la primaria) potrebbero esserci solo nel centro sinistra. Chi lo avrebbe mai detto. Il 4 marzo le prime nominations di questo lungo reality.
A destra c’è un subbuglio tale che dovrebbero saltare fuori almeno due liste compiute, inconciliabili fra loro: prendete il M.llo Capuana, i cugini Tumminello (ma sì, forse anche i fratelli Allegra ), scontornateli dai loro partiti e aggiungete un po’ di Peppinello e il sindacato che si può accodare. Questa è una lista. Niente da spartire (al momento) con la destra del Grande Geometra Campo, che fa squadra intorno a sé e trova il consenso dei militanti dei partiti. Quindi ad oggi niente primarie.
Comunque sì, la famiglia Allegra ha tramato la propria trasmigrazione verso destra: una sterzata che manco “a curva a’ morti”. Ma la sinistra sicuramente non vorrà indossare i panni della “vedova Allegra”, senza nulla togliere alle stimabili signore arzille: si tenterà nuovamente l’operazione rimorchio, visto lo spessore politico della famigghia in termini di curriculum nei consensi. Il voto pesa; come disse l’eremita in digiuno eucaristico.