“Saviano diventa milanese e apre il corso di laurea in Felicità.”

Roberto Saviano ha ricevuto in questi giorni la cittadinanza onoraria del comune di Milano. La scelta è stata fortemente voluta dal sindaco Giuliano Pisapia, che ha messo tra le priorità della propria legislatura la lotta alla criminalità organizzata, riconoscendo (ed è uno dei primi casi) l?esistenza del problema e l?entità dello stesso. Alla cerimonia a palazzo Marino, lo scrittore campano non ha mancato di ringraziare a suo modo e ironizzare sulle assenze annunciate degli esponenti in consiglio dei partiti PDL e Lega Nord, riconoscendogli il ?gesto coerente: quando si difende Cosentino è molto difficile stare qui?. E ancora ?la motivazione forse è un?altra: tempo fa la lega propose vagoni della metropolitana solo per i milanesi. Oggi io potrei entrare e forse è il fastidio più grande: questo napoletano adesso ufficialmente milanese?. Ironia politica a parte, il riconoscimento dato a Saviano è emblematico della vicinanza simbolica ad un paladino dell?antimafia, ad un personaggio scomodo che con la scrittura è riuscito a mettere i bastoni fra le ruote alla camorra e che per questo paga le conseguenze tutt?ora. Il riconoscimento assume un significato in più da quando Saviano ha cominciato a sradicare il luogo comune che la mafia fosse solo un problema del sud, dimostrando che in verità la forza delle associazioni criminali è in gran parte data dalla connivenza di certi ambienti economici del settentrione d’Italia, che deve farsi carico di questi problemi, innanzitutto cominciando con l’essere consapevoli dell’esistenza del fenomeno mafioso. Le sue parole svelano la verità dei fatti, aldilà delle negazioni del mondo politico, sempre più distante dalla vita reale, che somiglia tanto a quelle ingenue prese di posizione che assumeva parte della classe dirigente siciliana negli anni ?80, ostinandosi ad affermare che ?la mafia non esiste?.

A Cagliari, nasce il corso di laura in Scienze della Felicità. Non è uno scherzo. Il nome del corso corrisponde ad un reale ciclo di studi con lezioni su “francoecicciologia”, “libertà”, “follia” e “tex willer” e molte altre materie dai nomi e contenuti alquanto bizzarri. Il nome esatto del corso di studi è “Aristan – Facoltà di Scienze della Felicità, corso di laurea in Teorie e Tecniche di Salvezza dell’Umanità” ed un’idea del preside della Facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, che garantisce sull’assoluta serietà del corso e sulle motivazioni della nascita di questo percorso di studi, per cui “c’è maledettamente bisogno di benessere e il presupposto è che la salvezza dell’umanità parte dalla salvezza del singolo”. Il corso, per essere attivato, necessita di un numero di iscritti pari ad almeno 380, in questo momento si è arrivati all’incirca a un centinaio; è chiaro che molti dubitano della credibilità di un corso del genere, se non altro perché non è chiaro quali possano essere gli eventuali sbocchi lavorativi. In questo momento, per incentivare le iscrizioni, sono stati resi pubblici i nomi di alcuni docenti, tra cui lo scienziato di fama mondiale Gianluigi Gessa, le scrittrici Barbara Alberti e Michela Murgia e persino Vittorio Sgarbi. L’iniziativa è lodevole se non altro per il coraggio, ma i dubbi su quanto possa aver senso dedicare un corso di laurea alla felicità permangono.

Il numero odierno di OltreFiumara finisce qui, appuntamento alla prossima settimana.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?