14° sett.:”Gira, furria… e vota!”

Diciamoci la verità: c’è un gran casino. Suvvia, passatemi il termine un po’ impudico: è il più appropriato, ogni reality che si rispetti è preparato a degenerazioni osé del programma. E le difende. Il telespettatore si ritenga libero di aggiungervi un accento: che diventi pure un “casinò”, se preferite.Va bene uguale. Puntate allora, scommettete. Fate il vostro gioco.


Perché ognuno qui fa il suo. La competizione s’è imbizzarrita come uno scecco alle prese con i suoi recenti servigi ecologici. I nitriti di Bonomo della scorsa settimana hanno destato scompigli imprevedibili nella stalla del centro sinistra. Numero uno, la cosiddetta “curva del Tabaccaio”: l’incursione a gamba tesa nella (fin lì) sorniona primaria ad opera del Bonomo provinciale, che ha vissuto essa stessa di un lampeggiante candidarsi e ritirarsi (dicesi 4 on-off in poche ore), fino a fulminarsi nella serata del venerdì. Tutto ciò, però, non prima di produrre ulteriori effetti. Il Laboratorio & Co. – ci viene da pensare – era pronto a ritirare la più Rosa delle alternative, per lasciare spazio al buon uomo provinciale, così da provare a pizzicare consensi anche all’interno dell’area critica del Piddiri e da nuovi alleati: chissà, persino i rifondelli. Spiazzato dal ritiro – primo panico – sfuma il piano e si resta un po’ in impasse. Poi il pungolare di Matteo Cangelosi determina la più imprevista delle reazioni: Mario Cicerone che di colpo s’alza, ritira la propria candidatura e se ne va a casa. Shock! Considerato che anche Rosa Gentile aveva annunciato il proprio ritiro, per un paio d’ore il centro sinistra non ha avuto candidati. Vi giuriamo che è tutto vero. Di fantasia invece, ci immaginiamo la corsa appassionata di un Allegra emozionato che, appresa la notizia, di colpo lascia il tavolo di destra per correre verso il vecchio amore. E il sogno di riabbracciarlo – solo lui, senza nessun altro pretendente – libero di stringersi forte questa candidatura al petto. Niente affatto, non c’è stato il tempo. Al mattino Cicerone era tornato lì, in attesa di quelle primarie annunciate. C’era di mezzo un dibattito pubblico, al sabato, concordato per riempire quel buco con gli elettori rispetto ai programmi che vedevano due giorni di primarie. Qui ecco presentarsi il bivio: il Piddiri dava per scontate almeno le primarie di domenica; il Laboratorio, invece, manco a parlarne. Il trambusto del bonomosì bonomonò, la necessità di un attimo di riflessione, il concordare meglio le spartenze e le altre robe che alleanza vuole: amunì, un’altra simana…
Il Piddiri, che oramai s’è autoconvinto di avere le movenze di un carrarmato, niente, decide di tirare dritto: ed eccovi com’è che nasce un ulteriore monoprimaria. “Mi rimetto alle urne” – dice Mario – e lo dice però anche qualcuno altro, tra i conati, perché si ritrova davanti l’ennesima dimostrazione di un centro sinistra monoteista. Ecco perchè “gira, furria e vota”: ad oggi, a parte il tentativo della Davide Rosa, contro il Golia Cicerone s’è visto solo un Bonomo in ritardo ormonale, un Allegra sovraeccitato ma sterile, un timidissimo adolescente Sferruzza e i rifondelli – of course – che in questo momento, a proposito, se la stanno scialando. Quindi, arieccote Mario, che peraltro ha da esultare per 521 votanti e paganti. Che scenari apra tutto ciò è difficile dirlo. Problemi di abbondanza invece – ovviamente – a destra. Tant’è che risolveranno il 18 c.m. con primarie tricefale: Campo, un Allegra in cerca di ospitalità di un partito (MPA in poll position!!!) e un Uddiccino. E, u puddicino – che vuoi farci – dovrebbe essere l’ostinato Tumminello, che tanto ha fatto nel partito da creare le ragioni per un commissariamento. E, se il commissario è Vaccarella, il candidato mi sa mi sa che… gira furria e vota…