15° sett.:”Il cappello”

Daniel Pennac ci insegna che il verbo “leggere” non sopporta l’imperativo. Neppure il verbo “amare”. “Votare” sì, nei manifesti e nei santini va coniugato così. Oppure – peggio – ma succedeva maggiormente in passato: “scrivi!”, non mi importa se hai coscienza dell’atto, l’importante è che “scrivi” il mio cognome.

L’imperativo. Comincio a sentirne il clima; e comincio a soffrirlo. Il reality volge al termine e le nominations sono sempre più impietose: ogni personaggio agonizzante, prima di essere tirato fuori del tutto, scalcia alla cieca senza ritegno, nel disperato tentativo di acchiappare qualcuno rimasto e lasciare una minima traccia, fosse anche un livido, a chi prosegue il percorso. Mi aspetto tanto dalle primarie del centro destra, mi aspetto sorprese, anche se a mio avviso la partita è apertissima per tutti e tre.
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Li vedete qui fieri, in cerca della Vostra fiducia: “Perchè aspettare? Castelbuono che cresce con il Tuo Sindaco“. Li cito d’un fiato per non far torto a nessuno e perché gli slogan di questo tipo vivono bene insieme. Come loro del resto, che per adesso sembrano più uniti dei fratelli siamesi; che a vederli domenica nel palco alzarsi la mano a vicenda verrebbe voglia di averli sindaci contemporaneamente.

E insieme anche Sandro Bonomo, Nuccio Di Napoli e Rosa Gentile. Ma anche Rosario Bonomo – noi siamo clementi – e Mario Cicero, ovvio. Otto sindaci sotto un tetto, basta che però ce la smettiate tutti voi, partitini partitoni e partitelli, a vedere il nostro mondo sotto l’unica lente elettorale, che distorce ogni cosa, ogni fatto, ogni iniziativa. Voialtri convinti che noi tutti siamo come voi: bramosi di fare i “politici”, in eccitazione da elezione e che se diciamo “biz” è per piacere a quello o ammorbidire quell’altro. Molti di voi si sorprendono che c’è gente che fa, gente che ha sempre fatto, di tutto. Sapete che vi dico? Io voterò chi ha sempre fatto e fa per natura. Per propensione naturale. E ve lo consiglio pure: se conoscete qualcuno che “fa”, spronatelo a candidarsi. E poi votatelo. Serve questa gente, non castelbuonesi che vedi in giro solo “a tempo di elezioni”, che rispuntano come funghi mutanti e votanti. Mozzicate la mano a chi elemosina il voto: interrogatelo, chiedetegli perché. Fatevi convinti solo se il pretendente è realmente in grado di convincervi. Io farò così. Nel frattempo resterò a guardare questo teatrino, e continuerò – fino alla settimana successiva al responso delle urne di maggio – con questi cari Insindacabili. E indosserò spesso un cappello di sicurezza.
Ma ci pensate? Chissà cosa ci aspetta. Chissà se a sinistra troveranno una mezza intesa: chissà se gli ex di Rosa Gentile convergeranno sul Nuccione Di Napoli o sul Marione Cicerone…