17° sett.: “I terzi godono.”

Non fa mistero che l’opinione popolare crede in un rush finale tra Mario e Antonio. Eppure gli altri due pesci hanno il loro che di decisivo. Secondo il gioco del rubamazzi, è altrettanto importante il peso che le apparenti “seconde linee” riusciranno a raschiare, sottraendo linfa decisiva ai rispettivi favoriti di area. Oggi non parleremo dei due litiganti: ringrazieremo semplicemente tutti e saluteremo soltanto i “terzi”.

Grazie ai quattro candidati da maidda. Per il coraggio innanzitutto – perché c’è da mettersi in gioco davvero – per le responsabilità che la scelta comporta, e che i nominati stanno dimostrando di volersi assumere. Penso inoltre – senza ironia alcuna – che tutti e quattro siano buoni candidati.
tumminelloallegra.jpgFermi ai nastri di partenza sono rimasti gli altrettanto valorosi Allegra e Tumminello, e qualcuno – ma meno coraggioso – anche a sinistra. Poiché per candidarsi il coraggio è richiesto: sgomitare internamente, competere, costruire un consenso, richiede necessariamente coraggio, va reso atto ai due sconfitti della forza, e quindi della sensatezza di una loro candidatura al ruolo di primo cittadino: scranno non raggiunto ma aspirato con certificata legittimità. Adesso “tocca” coinvolgerli a peso d’oro – e chili ce n’è – con patti che (si dice) meritano di essere limati nuovamente.

Sandro Bonomo, Gli Insindacabili ti attendono in piazza Margherita, teatro supremo del dibattito pubblico. Sei l’outsider dalla faccia pulita e dai modi sobri che ci è mancato questo fine settimana all’appello.

Nuccio Di Napoli invece ha dibattuto nella sale delle suore. Una sana iniezione di morale per tutti i presenti, delusi semmai da un asserire e citare non certo finalizzato a soddisfare le moderne definizioni della parola “pragmatismo”. Ma ci vuole anche un po’ di retorica nella politica e noi – per ovvie ragioni di abitudine – lo stavamo quasi per dimenticare. Mirabile la risposta – all’ennesimo “Ma, scusi, lei cosa pensa di fare in concreto? Qui, mentre stiamo a teorizzare, da destra ci fanno neri!” – in cui l’avvocato ha sancito: << Io sono qui. Per carità, l'amministrazione richiede di essere amministrata, ma la prassi non è altro che l'applicazione delle teorie che vi stanno sopra.>> Al che, molti dei presenti hanno alzato gli occhi al soffitto, e qualcuno ha pure percepito un sottile riferimento alla contigua Cefop. Ad altri, alzando gli occhi, gli è partita una riflessione sull’architettura post dopoguerra. Un paio di stoccate del bianco avvocato hanno però lasciato il segno: un colpo di fioretto sui sindacati, un periodo sul senso civico e la reazione di commozione autentica per la passione dei “nipoti” che lo hanno trascinato nel reality. Per il resto, un “dibattito pub”: nel senso che togliendo il tema del disagio giovanile l’incontro sarebbe durato il tempo di un caffè (corretto).

Mentre Woody Allen ci insegna che “la psicoanalisi è un mito tenuto vivo dall’industria dei divani”, nel pieno del mio personale disagio insindacabile, vi rimando alla prossima. Ma preparatevi ad una grande sorpresa.