200 euro volati via in pochi minuti

Ieri sono andato in posta perché avevo ricevuto un avviso di giacenza. In pratica, un postino è venuto in casa con un qualcosa per me che doveva essere firmato, per accertarne la consegna. In casa non c’era nessuno, ha lasciato un avviso nella buca delle lettere e, qualche giorno dopo, mi sono recato a ritirare il pacco in posta.

Faccio la fila, ritiro, apro. È una multa. Ho parcheggiato sul marciapiede di un largo viale. Penso: “non è possibile”. Esco dalla posta infuriato. Do un pugno contro il muro. La rabbia sale quando leggo che l’importo è di 85 euro che poi, sommando le commissioni e altre spese, diventano 99 euro.

Sto già pensando a come fare ricorso, ad andare da un avvocato, quando per scrupolo controllo la data. È giovedì 12 marzo. Mi chiedo dove mi trovassi quel giorno, apro il calendario dello smartphone e vedo che avevo una riunione in centro, vicino al viale dove ho preso la multa. Faccio mente locale e in effetti ricordo di aver parcheggiato lì sul marciapiede. Un’amica mi ha consigliato di farlo, perché tanto “lì non fanno mai le multe”. In effetti c’erano tante altre macchine, a cui mi sono allineato.

L’ho fatto in quell’occasione poi tante altre volte, ogni volta che avevo una riunione nello stesso posto, con la stessa associazione. Ero sempre in compagnia, ci parcheggiano tutti. Mi sono sentito autorizzato a farlo, e lo facevo con incoscienza. Però che scemo che sono stato! Parcheggiare sul marciapiede può ostacolare la strada dei pedoni, per non voler pensare a chi deve passarci in carrozzina. Ostacola anche parte della carreggiata di chi va in auto. E poi in centro si va in bici o in bus. Uscivo da lavoro, è vero. Beh, allora in quel caso avrei dovuto cercare un altro parcheggio e anche se più distante avrei potuto prendere un bus.

Quella multa me la sono meritata, quella multa è servita. Io la macchina lì non la metto più, anche se i vigili passano solo ogni tanto. Non ce la metto perché è sbagliato a prescindere dalla multa salata.

Quindi, mi sono tranquillizzato, sono rientrato in posta, ho preso il bigliettino corrispondente ai “servizi finanziari”, ho atteso il mio turno e ho pagato la multa appena ritirata. C’era un euro in più di commissione. Superiamo la soglia dei 100 euro. Ho pagato col bancomat e me ne sono andato.

Visto che già avevo preso mezza giornata di permesso dal lavoro, ne ho approfittato e sono andato dalla dentista per un’igiene orale. Bello studio, pulito, professionale. Mi accomodo nella saletta secondaria con l’assistente della dentista, lei non ha nemmeno il tempo di venirmi a dare un saluto, una controllatina veloce. Mi rialzo dopo 45 minuti. “Sono 100 €”, mi dice. Rimango stupito. Pago e pretendo la ricevuta. Esco arrabbiato, però stavolta con una valida ragione.

Tutto qui per oggi, a giovedì prossimo.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”