“25 anni fa la strage di via D’Amelio”. Il messaggio dell’Amministrazione comunale

[Riceviamo e pubblichiamo] Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi (la prima donna a far parte di una scorta, di soli 24 anni), Vincenzo Li Muli e Claudio Traina insieme al giudice Paolo Borsellino perdono la vita in un agguato di mafia che ancora oggi ha molti, troppi lati oscuri.
E sono trascorsi 25 anni. Come ogni anno dal 19 luglio 1992, anche oggi il Presidente della Repubblica ha dovuto presenziare una cerimonia di commemorazione dall’amaro sapore di incertezza, come la figlia del giudice, Fiammetta, e la sorella Rita hanno voluto sottolineare: chi ha ucciso Paolo Borsellino?
Non è certo compito di una Amministrazione comunale rispondere a queste, terribili e temibili, domande, ma intendiamo tenere sempre alta l’attenzione su quella cultura civile e di responsabilità etica che deve costruire nella memoria una società “immune” dal fenomeno mafioso: chi ha dato la vita per tutti noi lo credeva possibile, noi, tutti noi, lo dobbiamo rendere realtà.
Anche il 23 maggio di quest’anno abbiamo voluto dedicare un momento di riflessione pubblica in occasione dell’anniversario della strage di Capaci e della morte del giudice Falcone: ma nessuno, né le istituzioni né tra i cittadini, si senta per questo assolto.
Ogni giorno, ogni nostro atto sociale o pubblico siano il segno che la mafia può e deve essere cancellata dal vocabolario del presente. Si deve e si può.
L’Amministrazione Comunale

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