5? sett.: Partire democratici.

Che settimana ragazzi: che share, che charme… che Sharm el Sheick. Potevamo aspettarci tutto (vedi la Romè segretario), ma mai scismi nei gala inaugurali. Potevamo aspettarci tutto (laboratori di sinistra partecipati, ma sostanzialmente inconcludenti) ma non decori natalizi ambigui. Il reality de “Gli Insindacabili”, per chi si fosse collegato solo adesso, ci sorprende sempre.

Per il 17, notoriamente numero poco fortunato, di questo mese, era in programma una giornata politicamente fitta di impegni e decisioni, che chiaramente il reality era tenuto a seguire assiduamente con le proprie telecamere. Da un lato il Partito Democratico chiudeva le urne (aperte il giorno precedente) e sanciva l’esito dell’elezione del neo Segretario; dall’altro il mega raduno della nascente coalizione dal pollice verde, che ambiva – tra l’altro – alla definizione del logo e alla formulazione delle regole per le primarie interne. Vi anticipiamo che la maledizione del 17 – per così dire – ha generato ripercussioni “sfortunate” in entrambi i casi. Di sorpresa, quanto meno, non è possibile parlare per l’elezione del Segretario del PD: pronti, partenza … Lia ! Lia Romè sbaraglia la candidata opposta (tale Romè Lia, vedi foto) e viene portata in trionfo dalle centinaia di preferenze (92 per l’esattezza), sminuendo le pur numerose schede bianche (10) e le nulle (5). segretario
Legittima la domanda dei molti militanti all’ingresso del seggio: “Non era partito democratico? Com’è che è arrivato monarchico?” Ma la faccenda si spiega principalmente per la mancata candidatura dell’ammiccante Giovane Capuana, dispiaciuto – a suo dire (anche in questo sito) – dal mancato appoggio esplicito della Società Civile (o “Laboratorio”, nella persona di Matteo Cangelosi) o di alcuni grandi gota della politica sinistroida. L’infanticidio temuto era quindi da ritenersi compiuto se il medesimo Giovane non fosse stato reperibile nella lista della mono-eleggibile Romè (in compagnia di altri due pre-sanciti maturi e noti Arch. Marsiglia e Liborio Abbate).
Ma il 17 dicembre era anche e soprattutto giornata Telethon a favore della ricerca. Ed i bimbi giravano per il corso con urne di cartone atte a raccogliere monete per questa nobile causa. Si dice che, alla fine dei conti, le urne contenessero più preferenze per la Romè che denaro per la ricerca…
Proseguendo la passeggiata potevi giungere in piazza Castello. Presso le suore il centro destra compatto, con fare cortese, discuteva della propria organizzazione. Davvero incoraggiante il lungo applauso a sancire la definizione del simbolo e del nome (Castelbuono Unita), a larga e democratica maggioranza. [Sottovalutate, a nostro avviso, le interessanti proposte giunte dalla platea: “Alleanza Civica”, “Destra unita” e soprattutto “I saggi di Castelbuono” (ndr, tutto vero).]
Fin qui rose e fiori. Il resto è miccia che fa scoppiare il vaso, goccia in un pagliaio di divergenze democratiche, se, da un’innocente richiesta di discutere innanzitutto i programmi, ne consegue quasi uno scisma tra quelli che definiremo “Uddicini – fritti misti” e “Destra d’estro”: l’asse delle rime baciate “Peppinello-Tummninello” opposto all’asse della “Terza C” (Campo/Città/Capuana) riconducibile, nell’attuale spaccato geopolitico nazionale, con An e Fi. Insomma, un vero e proprio spaccato; che necessita ulteriori monitoraggi e rilevazioni.
Sarebbe il caso di parlare anche dell’incontro del Laboratorio, che giorno 16 è riuscito a riunire in un tavolo i principali esponenti dell’Unione, con Cangelosi nelle vesti di paciere (ricordate il giudice Santi Licheri? identico!). Ci sarebbe anche un fantomatico documento della Lobby “GPTLFDQQVAGOLMEIP” (Giovani Professionisti Trentenni Liberi e Finalmente Disinibiti nonché Quasi Quasi Vogliosi di Aprire Gli Occhi e Le Menti ad un Eventuale Impegno Politico) di cui non siamo ancora in possesso (e preghiamo Fiasconaro & Co. di renderci partecipi di queste e altre iniziative).
Ci sarebbe molto altro. Ma, soprattutto, ci sarà molto altro.
Siamo ancora agli inizi, ma il reality comincia a farsi duro, massacrante per chi non ha la scorza adatta.
Non ci dilunghiamo ulteriormente e auguriamo ai telespettatori le migliori ferie possibili, quanto più lontane da qualsiasi forma di reality.