7° sett.: Sacco e danzette.

Il momento politico per Castelbuono è decisivo, quanto Amauri – ammettiamolo – lo è per il Palermo.
Il vortice di questi mesi ci mostra adesso il collo angusto dell’imbuto, prossimo ad un risucchio molto più stretto. L’altalena delle alleanze progredisce verso giochi più “maturi” ed espliciti, apprestandosi ad abbandonare i semplici ammiccamenti.
E il vostro reality preferito è già lì ad adocchiare i nostri impavidi concorrenti.

Concorrente per eccellenza? Marione Cicerone, ovvio, il Sindaco uscente. Ma sarà davvero “uscente”? A guardare il percorso avviato veleggiando il correntone in piena democratica (l’egemone “piddiri”), si direbbe che lo ritroveremo candidato, sottoposto ad un unico (l’ultimo) banco di giudizio: gli elettori. Anche l’Unione appena nata – tribolata, zoppa e con tanti se e tanti ma – non pare totalmente in grado di insidiare strategicamente l’innominato (cioè Mario Cicero, così definito in sede d’Unione): nonostante le decine di nomi validi promessi da “Nuova, prima v’era” non si scorgono in realtà grandi idee circa nuovi panchinari degni. Eppure un nome “comunione d’intenti” verrà cercato per ulteriori settimane in sede d’Unione, nella speranza di una laica apparizione miracolosa ed alternativa che trovi consenso anche nel Piddiri. Così è sancito. Perché le primarie (o primaria, secondo i tecnici) sono state messe in forte discussione dai rifondelli, dapprima ritenute “extrema ratio” e successivamente “il male”, da escludere in toto. Figuratevi che erano già state fissate le date: il 25 febbraio si andava a scegliere il candidato della coalizione, ma i rifondelli hanno obiettato proponendo… il 29 febbraio. Ma, zitti zitti, cuci cuci, c’è anche la Margherita che esce umilmente la testa dal guscio “piddiri”, e consultando i suoi petali domanda romanticamente a se’ stessa: “Mario o non Mario?”. Ed il “non Mario” potrebbe essere quel lontano Sferruzza… C’è da capire, ma di certo ci si pensa. Anche perché mossa tatticamente saggia (per creare un sincero imbarazzo) potrebbe essere quella di proporre, da parte delle componenti minori dell’Unione (rifondelli, valorosi e nuovi primi veri), pescando un nome interno al Piddiri. Sferruza, o anche un Rosario Bonomo, perchè no. Parlare dei socialisti, invece, è veramente complesso: stargli dietro mette l’affanno. A parte le dovute distinzioni da fare tra gli “Happy family” (gli Allegra) e i “socialisti piddiri”, i destini delle due frange e di alcuni naufraghi potrebbe riservare sorprese clamorose, ad oggi semplici supposizioni. Comunque, era già stato detto, l’Allegra speranza è già candidato, manca l’ufficialità, ma sembra essere il primo finalista de Gli Insindacabili. Merito (?) di questa bella Unione, comunque, va reso al duo golpista (Genchi Vigneri) che, ora et laboratoria, ha condotto quell’accelerazione moderata dai sempre pazienti Matteo Licheri Cangelosi, Rosa Gentile, Rino Sacco. Il Cicero nel Sacco? Chissà.
A destra… mi scusi questa parte politica ma le informazioni sono naturalmente minori, fintanto che questa non mi invita alle loro meno pubbliche assemblee. Ma, grazie alla matematica (il famigerato 2+2 fa 4) e ad un briciolo di fantasia di cui Gli Insidacabili dispone, qualcosa la si può dire. Intanto pare che Peppinello sia disposto a fare un passo indietro; ma sempre che non esca fuori con veemenza un candidato di AN. In quel caso tornerebbe in ballo il danzatore provetto che è in lui. Anche perché l’Unità Civica è sfaldata, ed alcuni nomi potrebbero riportare consistenti retaggi della lista nuovamente verso destra. Certo che il nome Castiglia, recentemente tornato alla ribalta dalle parti della “civitas”, avrebbe un suo peso anche come fenomeno opposto. Ma, a proposito di fenomeno, sapete anche che a Castelbuono prende sempre più piede l’acronimo MPA? E, come insegna il profeta del movimento, ha capacità “d’ammiccaggio” bipartizan?

to be continued…