8° sett.: “Il ripescaggio”

Vi avevamo lasciati con il quadro bipartizan di uno spaccato ancora informe ma in via di tratteggio, indovinando buona parte dei nomi e delle strategie. Adesso, come dentro a un quadro di Escher, alcune parti accennate sembrano tornare in gioco e conquistare campo. Proviamo a metter ordine a questo artistico turbinio di ricoinvolgimenti…

Già; è passata solo una settimana. Era il tempo di una giovane Unione, sancita, faticata ma altrettanto speranzosa. Nervosa – certamente – ma ambiziosa: più semplice trovare Atlantide che un “nome d’intesa” a tutti i partiti sinistrosi. Eppure vogliosa di provare e provare. Per inciso, la redazione de Gli Insindacabili non si illuse granché, ma se le miracolose apparizioni avvengono anche a Casalbordino, un reality che si rispetti deve sperare e seguire.
Ma i rifondelli, così vivaci e belli, hanno subito insidiato il tavolone sparando grosso il proprio pezzo da novanta. Alla faccia del nome comune. Ebbene, il nome comune di persona, seppur non pronunciato in lingua italica, risponde all’ordine degli avvocati e ad un cognome di rimando “partenopeo”. Nessuna sorpresa quindi, e noi che confidavamo nella fantasia, al potere. Ma siamo sicuri in una seconda cartuccia.
Così, all’esordio, restano di sasso un po’ tutti: il Piddiri, ma neanche tanto, ed anche l’altra dissidente (più attendista) “Nuova, prima v’era”. Un ripescaggio che da solo presta il fianco ad un informale ultimatum, che il Piddiri lancia all’alleando rifondello durante la prima convention di partito.
A proposito, nella scorsa puntata parlavamo di Bonomo, ma anche di un certo Sferruzza, fiutando nel Piddiri stesso eventuali alternative al Marione Cicerone. Ebbene, la pista era buona. Il Bonomo ha ammiccato un pochettino, prendendo atto come una ragazza in attesa di corteggiamento. Mentre lo Sferruzza… sembra sembra che la Margherita ci voglia provare: si tasta il campo, si aggiunge “ma eventualmente con Mario in giunta!”: insomma, potrebbe esserci un rush finale nel piddiri e… stavolta avremo certezza domenica prossima. Un nome, un cognome, il “favorito” alla candidatura a sindaco nel centro sinistra: il verdetto è domenica 28. Una indicazione importante, certo, ma poi si torna al tavolo dell’Unione…
Comunque è qualcosa. A destra invece il confronto continua a rimanere “underground”, per la delusione degli appassionati, del sottoscritto e della chiarezza stessa. La mano con germoglio, che tanto aveva anticipato e acceso lo “scruscio” in paese, sembra essersi ritirata relegando i dibattiti alla sfera privata. E ce ne duole. Peppinello, Cicero, Tumminello, Campo: sappiamo che ci leggete, battete un colpo. Così divisi, come si dice, amputate l’arto destro a Gli Insindacabili: provate di nuovo, tutti insieme, a dirci che “Sta nascendo qualcosa di nuovo”. “Nuovo”, “giovani”: parole derubate del loro senso. Un furto semantico. Solo una triste battuta di ripescaggio.