“A Bambineddra”: l’8 Settembre

La festa della Natività di Maria, profondamente legata alla figura di Sant’Anna, si solennizzava in diverse chiese di Castelbuono. In particolar modo festeggiavano i villeggianti in tutte le chiesette di campagna[1] in cui ci si recava recitando u rusariu da bonura[2] e altre particolari preghiere[3].  Dopo la celebrazione si distribuivano  i ciciri caliati, come d’uso per i battesimi. La festa è infatti intesa a Castelbuono come u vattisimu da Bambineddra[4]. Particolarmente sentita era la festa della chiesa della Santuzza dove tutt’ora si svolge (da non confondere con la proverbiale festa della Santuzza) e quella della chiesa dei Cappuccini[5]. Negli anni Settanta del Novecento la mancanza di sacerdoti, costrinse a ridimensionare il numero delle feste nelle chiese di campagna.
A Bambineddra si festeggiava anche all’interno del paese. La sera del 7  le donne erano solite recarsi in pellegrinaggio ai piedi del castello per fari a bonura a Sant’Anna, una sorta di visita per il felice esisto del parto che si concludeva con una preghiera[6] e u Diu vi sarvi a Maria Bambina. Quasi tutte le chiese custodivano un simulacro di Maria Bambina e lo esponevano solennemente[7] durante il solenne triduo di preparazione. Il gran numero di preghiere dialettali che ancora si possono riscontrare fa intuire quanto questa festa fosse importante per il paese.
Particolarmente sentita era la festa che si svolgeva alla Matrice Nuova, dedicata proprio alla Natività di Maria, e che si concludeva con la processione del simulacro accompagnato da pifari  e tamburi.
Fino al 2011 la festa della Madonna Bambina si è celebrata con la processione del simulacro la mattina dell’otto settembre. Era uso infatti che dalla cappella di Sant’Anna si snodasse un corteo processionale (simile ad un corteo battesimale) per accompagnare il simulacro della Madonna Bambina alla Matrice Nuova. A portarla in braccio era solitamente una donna gravida che veniva indicata con il nome di parrina da Bambineddra  e a cui, al termine del rito, toccavano gli auguri (proprio come se avesse appena battezzato). La parrina  faceva anche un piccolo dono alla Madonna. Una volta giunti in Matrice si celebrava la messa, si distribuivano i ceci e poi si tornava processionalmente al castello per ricondurre, simbolicamente, Maria Bambina a sua Madre e per la benedizione finale. L’attuale arciprete, ha deciso di evitare la processione mattutina e celebrare direttamente nella cappella di Sant’Anna.

Nel pomeriggio si svolge la festa presso la chiesa della Santuzza. Dopo la Messa, celebrata all’aperto per motivi di spazio,  si snoda una processione del Santissimo Sacramento (accompagnato dalla banda musicale) che si conclude con la benedizione del paese, dei campi e degli armenti.
Conclusa la benedizione, il comitato organizzatore[8], distribuisce i ceci benedetti e le cannittigghie[9]  e dei particolari piccolissimi pani: i panuzza da Bambineddra. Si crede che questi pani preservino dai fulmini, è uso comune metterli dietro le imposte durante i violenti temporali recitando un’invocazione[10].
Il 12 settembre si celebrava in tutte le chiese di campagna la festa del Nome di Maria. Oggi la festa si celebra solo alla chiesa della Santuzza.


[1] Come riporta Mogavero Fina nel suo “Castelbuono nel travaglio dei secoli”

[2] Grano: Nomi du Patri, du Figliu e du Spiritu santu\ damici gloria a Maria nostru amuri e vantu\
Mistero 1: sant’Anna eppi na figlia tutti rosi , sciura e giglia, l’eppi beddra e fu chiamata Maria Santissima Mmaculata
MIstero 2: da matri sant’Anna fustivi nata l’arma mia sia cunsulata, Maria pi la vostra natività facitimi a grazia pi carità

[3] Tra queste la signora Giuseppa Mancuso ricordava una ninnananna di Sant’Anna a Maria Bambina, la sorella Antonia ricordava invece un invito alla gioia per la nascita di Maria (iornu binidittu)

[4]  Similmente si usa fare per l’Epifania che è considerata u vattisimu du Bambineddu.

[5]  La chiesa dei Cappuccini era considerata a limite tra paese e campagna. Molti luoghi di villeggiatura erano proprio a ridosso del territorio del convento dove oggi si è espanso il paese.

[6] Nasciu du Cielu a gran Signura\ Matri Sant’Anna vi fazzu a bonura\e a San Jachinu patri dilettu\ portu u priu cu assai affettu (ricordata dalla Signora Epifania Di Garbo)

[7] Nei ricordi degli anziani a Bambineddra si cunzava nella chiesa della Badia, dei Cappuccini, di San Francesco, del Collegio di  Maria, alla Matrice Vechhia, alla Matrice Nuova, a Sant’Antonino, nella Cappella Palatina, a San Sebastiano, a San Nicola, a San Vincenzo e all’Annunziata.

[8] Il comitato è costituito dai villeggianti e i residenti della zona.

[9] Piccole scaglie di cannella glassate con abbondante zucchero colorato

[1oStu panuzzu mi fu datu contra lampa e trona usata pi la grazia da nascita i Maria di sta timpesta sarvati a mia pi la vostra santa intercessioni nvucata la santa prutizioni 

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