A Verona, dar da mangiare agli affamati è reato.

Non date da mangiare a quel barbone. Così minaccia il sindaco di Verona, Flavio Tosi, con l’ordinanza che punisce con un’ammenda che varia dai 25 ai 500 euro chi offre cibo, bevande e coperte ai senza tetto per strada. Tutto per preservare, a suo dire, “l’equilibrio con la civile convivenza, con il rispetto dei residenti e delle norme igienico-sanitarie”, perché in alcune vie e piazze della città si assiste a situazioni di “degrado urbano, con veri e propri accampamenti formati da materassi, resti di cibo, sporcizia ed un crescente pericolo igienico-sanitario, dovuto ai bisogni fisiologici di coloro che bivaccano nelle ore serali e notturne”. Le associazioni giurano che la situazione non è così drammatica come dipinta dal sindaco e sono pronte ad opporsi a questo provvedimento. L’ordinanza è un atto disumano e meschino, fatto per colpire gli ultimi della società e chi a titolo volontario presta servizio alle persone che non hanno niente. Lo è ancor di più perché per risolvere un problema reale come il degrado urbano elimina le occasioni di incontro solidale tra i senza dimora e i volontari, senza proporre spazi e modalità alternative. Come faranno da ora in poi a mangiare o a procurarsi degli abiti decenti è un problema che non sembra interessare il sindaco. Anzi, per sentirsi con la coscienza a posto ha pensato di sospendere l’ordinanza nei mesi invernali, quelli dell’emergenza freddo. Questa vicenda è ignobile e dissacrante, per la meravigliosa città di Verona, come lo è avere un sindaco del genere, che compia gesti come questo. Una multa (anche salata) per chi porta da mangiare ai senza tetto. Ma una multa salata a chi vota Lega mai?

Per oggi è tutto, alla prossima settimana.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”

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