Abbiamo perso

Ieri è stata pronunciata la condanna in primo grado degli imputati delprocesso per le talpe in procura, tra gli imputati il presidentedella regione Sicilia Totò Cuffaro, condannato per favoreggiamento semplice a 5 anni più l’estradizione dai pubblici impieghi.
Oggi la Sicilia si sveglia riscaldata da un sole primaverile, il solecolpisce gli occhi che a malapena restano aperti dopo una notte pienadi incubi e riflessioni profonde; stamane si respira un’aria dimontona rassegnazione, leggo qualche articolo sul processo, uncapitolo del librone che sto leggendo sulla storia di Cosa Nostra; perun istante avverto un silenzio assoluto intorno, mi pervade un brividodi lucidità straziante, poi torno alla mia routine e rifletto suglialti e bassi che da sempre mi hanno accompagnato, della mia naturalepropensione all’illusione e alla puntuale caduta negli inferi delladisfatta, ai miei occhi cadono i miti dei grandi successi dello Stato,dell’arresto dei capi di Cosa Nostra, delle prime forti denunce dei commercianti taglieggiati dal pizzo, delle belle parole dei giornaliche ritornano a parlare di risveglio delle coscienze critiche siciliane, di nuova era della cultura dell’antimafia, dei messaggi, dei convegni, delle manifestazioni. Ora noi siciliani dobbiamo ammettere che la giornata di ieri ha sancito il ritorno alla sconfitta, all’intoccabilità della mafia vera che come una burattinaia manovra dall’alto gli affari e le coscienze, lascia che il popolo italiano si illuda che, arrestati i burattini, i poveri ignoranti di periferia e i bulletti di quartiere, la mafia sia stata sconfitta, il ritorno all’incapacità di dire che vi è nei fatti una “complicità” tra politica e criminalità organizzata e non unasemplice contiguità o dei rapporti di pacifica convivenza, chel’intuizione del pool antimafia nei primi anni 80 ancora una voltaresta teoria, utopia, possibilità, menzogna, illusione.
Oggi lo Stato ha perso, oggi i siciliani e gli italiani hanno persouna battaglia importante, e dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo,dobbiamo essere sinceri almeno quanto siamo stati orgogliosi nellegiornate dei successi e degli encomi.