Ad 11 anni da Tangentopoli, il ritratto di Luca Masini, PM della “Tangentopoli castelbuonese”

Ad undici anni esatti da quel 17 febbraio del ’92, quando il mandato di cattura per Mario Chiesa dava il via alla stagione di Mani Pulite, e mentre oggi si assiste al ritorno di un “sistema” di corruzione politica secondo alcuni di pari livello, pubblichiamo di seguito il “ritratto” del PM Luca Masini, oggi a Livorno, autore delle inchieste castelbuonesi negli anni novanta.
[ILTIRRENO.GELOCAL.IT] LIVORNO. La mattina alle 7 è il primo a varcare la soglia della Procura e la sera è l?ultimo a lasciare via Falcone e Borsellino. Ma per dare l?idea del puntiglio con il quale Luca Masini, pm di ferro, affronta il lavoro, basta raccontare quello che ha organizzato prima dell?udienza di apertura del processo per bancarotta nei confronti dell?imprenditore ?Beppe? Doveri: per due giorni si è chiuso nel suo ufficio con una squadra di collaboratori e ha ripassato le carte una ad una.

Perfino gli avversari, in particolare gli avvocati che lo trovano sulla propria strada, gli riconoscono sì alcuni difetti, come la misura cautelare facile, ma anche capacità professionali al di sopra della media. «Se capiti con Masini ? è uno dei paragoni che gira in tribunale in questi giorni ? è come giocare contro il Barcellona di Messi».

«Stima per la logica e il fiuto investigativo. Ammirazione per la cocciutaggine e il senso di appartenenza allo Stato. Stupore per quei ritmi da stakanovista. Affetto per la sua umanità, celata dietro a una personalità complessa e a un atteggiamento burbero. Forse, più semplicemente un uomo innamorato del suo mestiere e al servizio della giustizia».

È questo il ritratto che un giornalista di Lecco gli ha dedicato quando nell?estate 2009 lasciò la procura lombarda per trasferirsi a Livorno.

In questi anni passati in Toscana ha indagato su alcune delle inchieste più importanti in città: dagli omicidi, alla banda di giovanissimi che scippava le signore anziane, fino allo stalker che per otto anni ha perseguitato un ragazzina. L?ultimo fascicolo che è finito sulla sua scrivania riguarda l?assalto del 2 dicembre scorso alla Prefettura di Livorno con il lancio di fumogeni e transenne contro l?ingresso del Palazzo del Governo.

In una delle rarissime interviste che ha rilasciato negli ultimi anni spiega così il ruolo del magistrato: «Non saprei neppure io come qualificare il lavoro del pm se una professione o talora una vera e propria missione che al pari di altre professioni richiedono un impegno pressoché totale. Posso solo dire che oggi più che mai ritengo importante che le funzioni di pubblico ministero siano svolte da magistrati specificamente preparati, sia nella conduzione e direzione delle indagini, sia nella fase del processo. Un pm preparato e capace è una garanzia per tutti: per l’imputato, per la persona offesa/parte civile, per i difensori e per lo stesso giudice. Del pari come pubblico ministero mi sento rassicurato nello svolgimento del mio compito dalla presenza di difensori preparati e anche battaglieri». (f.l.)

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