Addio alle Province. Nascono città metropolitane e consorzi di comuni

[palermo.repubblica.it] di GIOIA SGARLATA

L’Assemblea regionale siciliana ha approvato stasera con 62 voti, 14 contrari e 2 astenuti, il disegno di legge che sopprime le province e introduce i liberi consorzi dei Comuni e tre città metropolitane (Palermo, Catania, Messina). Il testo è stato corretto oggi da oltre venti emendamenti – concordati dalla Presidenza dell’Assemblea e dal governo – che hanno fatto slittare il voto finale.

La seduta di oggi sarebbe dovuta servire solo a dare il voto finale al testo dopo l’approvazione dell’articolato. In apertura di riunione, invece, la presidenza dell’Ars ha presentato alcuni emendamenti tecnici rinviando la ripresa dei lavori di 45 minuti. Al rientro, il clima in aula è diventato subito rovente. Con l’Mpa che ha chiesto di sospendere la seduta e una serie di interventi critici da parte di Fi. “Con questi emendamenti si stravolge la norma”, ha detto a Sala d’Ercole il capogruppo Marco Falcone: “Questo è un modo becero di trasformare il risultato del voto in Aula. Porremo una questione procedurale perché ben ventidue norme vengono modificate in modo sostanziale – dice – C’è anche un emendamento aggiuntivo, un fatto irrituale e mi dispiacerebbe se il presidente dell’Ars si prestasse a questa inusuale prassi parlamentare, sarebbe un precedente gravissimo”.

Le critiche maggiori sono andate all’emendamento aggiuntivo che abbassa da 180 a 150 mila abitanti la quota minima per non fare sciogliere un Consorzio. Stabilendo che: “non è ammessa la costituzione di un Libero consorzio, l’adesione di un comune ad altro Libero consorzio ovvero l’adesione di un comune alla città metropolitana qualora per effetto del distacco nel Libero consorzio di provenienza la popolazione risulti inferiore a 150 mila abitanti ovvero si interrompa la continuità territoriale tra i comuni che ne fanno parte”

 

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