Agitazione nelle cooperative. Norata: “Paghiamo i fornitori nella norma, il ritardo è dei Comuni”

In una nota, indirizzata al liquidatore della società Ecologia e Ambiente – ATOPA5, dott. Giuseppe Norata, i soci delle cooperative Girasole, Madonita ed Ecopolis di Castelbuono chiedono a voce alta “il saldo del dovuto alle cooperative”, lamentando un ritardo nel pagamento alle stesse e la conseguente mancanza di puntualità nell’erogazione degli stipendi agli operatori.
In chiusura di lettera i firmatari intimano che “qualora non dovessero esserci novità, Vi comunichiamo che le cooperative creeranno uno stato di agitazione che comprende anche la possibilità di fermare la raccolta”.
Abbiamo intervistato in proposito Giuseppe Norata, il quale, in via preliminare, ci precisa che le cooperative sociali hanno affidato “porzioni definite” di servizio di igiene ambientale. “E’ chiaro anche che, per la definizione del servizio, viene definito un piano industriale, all’interno del quale vengono individuati i profili da impiegare, sia nelle figure svantaggiate sia nei normodotati. Ad Ecologia e Ambiente poco importa – dichiara Norata – se a svolgere il servizio sia Tizio o Caio, mentre importa parecchio che il servizio sia correttamente reso”.
Le cooperative sociali vengono inquadrate, da Ecologia e Ambiente, come fornitori di beni e servizi e, come tali, subiscono un iter amministrativo diverso rispetto al rapporto che la stessa Ecologia e Ambiente intrattiene con il personale alle proprie dipendenze. “I pagamenti, pertanto – ci spiega Norata – avvengono nella norma a 90-120 giorni data fattura. Nella fattispecie, in questo periodo spetterebbe il pagamento della fattura riferita alle attività rese a marzo. Difatti questo è già avvenuto perchè il sottoscritto, nella consapevolezza che le cooperative pagano anche salari, nel tempo ha cercato di ricondurre detti pagamenti in un tempo più consono per consentire, alle cooperative, il pagamento degli emolumenti senza ricorrere eccessivamente al credito. Di contro, cosa è successo: Ecologia e Ambiente per il servizio reso nell’anno 2012, ha incassato poco o nulla dalla maggioranza dei comuni, ivi compreso dal Comune di Castelbuono, che deve ancora pagare la fattura riferita al primo trimestre 2012. Proprio in questi giorni – conclude Norata – per i ritardi con cui i comuni onorano gli impegni con la propria società, la liquidità di cassa di Ecologia e Ambiente è stata drammaticamente compromessa al punto tale che diversi fornitori, tra cui i distributori di carburanti che non riforniscono più i nostri mezzi, hanno bloccato le forniture e, cosa ancora più grave, nei prossimi giorni la discarica di riferimento, per nostra morosità, potrebbe precludere il conferimento ai nostri compattatori con tutto ciò che nè deriverebbe. Penso, comunque, che nei prossimi giorni i nostri sindaci, sensibili, metteranno Ecologia e Ambiente nelle condizioni di riprendere ad operare per come ha sempre fatto.”
Nel frattempo, infatti, il lavoro dell’ATO va avanti, tra difficoltà e traguardi. Due giorni fa l?amministrazione comunale e la Società Ecologia Ambiente hanno inaugurato ?l?isola ecologica?, con area per la raccolta di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), sita in C.da Marchese, già operativa tutti i giorni (dalle ore 6,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 – domenica e festivi dalle ore 15,00 alle ore 20,00).
Ad auspicare in una rapida risoluzione sono tutti: dai lavoratori delle cooperative in credito degli stipendi all’ATOPA5, che subisce i mancati trasferimenti dovuti, ma soprattutto i cittadini, che non vogliono vivere il disservizio che dalla vicenda può scaturire.

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