“Ai soci di tutti i circoli”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del Sindaco inerente il dibattito estivo sul ruolo e la pregnanza dei tanti circoli presenti nella piazza principale del paese.

La forza di un popolo sta nella capacit? di sapere tramandare di generazione in generazione la propria storia, le proprie tradizioni, il proprio sapere e, soprattutto, nel sapere condividere i bagagli di esperienze di tutti quelli che compongono la comunit?.

Ritengo che ciascun individuo ? ?sorgente? e che in tal senso alimenta continuamente la comunit? dove vive anche quando raggiunge un’et? in cui pare non possa pi? dare il contributo attivo che la societ? contemporanea richiede.
I soggetti anziani, in una societ? super tecnologica come la nostra, rimangono tagliati fuori perch? abbiamo costruito un modello di ?sviluppo? dove i valori di riferimento sono la ricerca del denaro, il successo, l?apparire e l?individualismo.
In questi anni molti esperti, universit?, centri studi, si stanno ponendo il tema di come evitare che gli anziani rimangano sempre pi? emarginati. Essere anziani comporta l’attribuzione e l’assunzione di ruoli e compiti sociali diversi da quelli propri dell’et? adulta: termina, infatti, o si riduce l’attivit? lavorativa e si libera tempo, si modificano le relazioni con le altre generazioni.
A parer mio, emerge l?esigenza di riflettere insieme su come attivare processi virtuosi che facciano tesoro di quel patrimonio economico, sociale e culturale depositato nella memoria dei nostri padri e nonni, fatto di esperienze di vissuto nel senso di tradizioni, usi e saperi radicati nella nostra comunit? che, se non recuperati, rischiano di perdersi definitivamente e irrimediabilmente.
Le comunit? locali hanno attivato diverse politiche sociali per offrire a chi arriva alla pensione la possibilit? di non sentirsi un peso per la comunit? dove vivono e per le proprie famiglie.
Sono questi i presupposti per la nascita dei circoli aggregativi che hanno intrapreso percorsi di socializzazione come viaggi, incontri a tema, momenti di svago che vedono la partecipazione attiva di molte donne, fatto impensabile fino a qualche anno fa, ma cosa pi? importante dei mutamenti avvenuti come la caduta degli ?steccati di classe sociale? tradizionali, con un’armonica contaminazione.
Castelbuono, negli anni, ha avuto come tanti altri paesi della Sicilia una peculiarit?: la presenza dei circoli nelle principali piazze e vie del centro, che se visti in modo a s? stante, possono dare ?fastidio?. Se invece colleghiamo la loro presenza alla vita della comunit?, ci accorgiamo che questi luoghi di memoria collettiva e di valori rappresentano la ?sorgente vitale?, in ordine culturale e di opportunit? anche per i riflessi di natura sociale che ne derivano, senza trascurare il ruolo attivo che i nostri anziani hanno assunto nell?accoglienza turistica.
Piuttosto che polemizzare in maniera sterile e pretestuosa (ma forse ? consequenziale per chi non ha vissuto, per sua personale responsabilit?, l?esaltante e significativa esperienza di ascoltare la voce tranquilla e rassicurante di un anziano o di accudire allo stesso) avviamo una ulteriore buona pratica che, insieme alla ?banca del tempo?, ?alla decrescita felice?, o ad altre iniziative simili, attenzioni i rapporti generazionali che sono fondamentali se vogliamo tramandare ai nostri figli i nostri valori.
Riscrivere un modello sociale diverso, dove gli anziani sono i depositari e attori protagonisti del processo innovativo che potremmo titolare ?di Generazione in Generazione? che metta al centro l?uomo, i sentimenti, gli affetti.
Agli anziani, ai ?circoli? presenti nel nostro comune, porgo il mio personale ringraziamento per la partecipazione e la trasposizione dei valori della nostra cultura fatta di onest?, laboriosit?, rispetto delle istituzioni, senso d’appartenenza, che hanno ispirato i comportamenti della cultura della legalit? e contro ogni forma di prevaricazione.
La Vostra sobriet? sia da lezione per il buon vivere: questa comunit? vi deve solo rispetto.

Castelbuono 25.08.2008.

Il Sindaco
Mario Cicero