Al Centro Sud lo spettacolo teatrale “Tempus est jocundum”. Mercoledì 18 dicembre alle 18.30

Giunto è il tempo felice.
Ovvero la natività, che porta con sé, certo la gioia dell’avvento, ma anche le contraddizioni di una contemporaneità che di quel tempo felice ha riscritto i termini. L’atmosfera natalizia è sì, quella delle luci e dei colori, delle carole e delle preghiere, che però convive con il delirio del consumismo e di una falsificazione che si accompagna alla corsa al più bel biglietto di auguri, ai regali, all’albero e alle decorazioni. E allora, una coppia di mezza età decide di
boicottare la festività e occupare le vacanze con una crociera ai Caraibi, impresa non facile per l’improvviso ritorno della figlia e per un vicinato troppo tradizionalista; un operaio vestito da Babbo Natale, distribuisce regali per conto di una ditta insieme al suo più scaltro figlio, una sorta di elfo del Babbo-babbeo, che arriva a svelare al padre la povertà affettiva che affligge un suo ricco coetaneo. Ma c’è anche l’euforia di un bizzarro personaggio annoiato
della sua vita, il cui unico scopo è procurare spaventi, che scopre la gioia del natale e intende sostituirsi a Babbo Natale. Lo stesso Babbo Natale che una volta non si svegliò in tempo. Lo stesso Babbo Natale che… ma Babbo Natale… esiste? E la bontà del Natale giunge persino inaspettato per uno degli insetti più odiati, risparmiato proprio dalla scarpa di chi celebrò il tempo felice in uno dei suoi più celebri racconti.
Sì, tempus est iocundum, per il giorno in questione, ma anche per la felice ironia, surreale e grottesca, contenuta nei testi.

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