Amministrazioni cattive e l’attack negli occhi.

Qualche giorno fa a Barcellona Pozzo di Gotto, sotto la targa commemorativa che ricorda il lavoro e il successivo truce assassinio di Beppe Alfano, ? comparsa la scritta Viva la Mafia. Barcellona ? un paese difficile, chi scrive c’? stato e pu? beppe_alfano1testimoniare l’aria pesante che si respira e il clima di profonda omert?. Diventa palese non appena si interroga i passanti sugli omicidi di mafia di Beppe Alfano e di Attilio Manca (il chirurgo che oper? di prostata Provenzano a Marsiglia e aveva capito troppe cose), dei presunti rapporti tra politica e mafia e dell’assodata presenza di personaggi appartenenti alla massoneria nella citt?. La notizia sembrerebbe persino non degna di nota se non fosse che l’amministrazione comunale non si ? mossa per cancellare la scritta infamante, ci hanno pensato i familiari. Ecco come un atto banale, semplice, non costoso come cancellare una scritta intimidatoria di chiara matrice mafiosa?intimidatoria possa far sentire lontane le istituzioni, in questo caso un’amministrazione comunale che alimenta i sospetti di connivenza gi? denunciati in passato da quei pochi soggetti che non si stancano mai di denunciare. Sono quelli che vivono a Barcellona e vogliono cambiare le cose. Non si arrendono anche se a volte la lotta sembra non avere logica. Sembra assurda e impossibile.

Un altro caso di amministrazione cattiva e non di cattiva amministrazione. L’ignobile vicenda riguarda Vita Armata, madre di un bambino affetto da una malattia rara. Lei e il marito sono lavoratori precari presso il comune di Calatafimi, ma vivono a Salemi. Venti chilometri possono sembrare pochi, ma sono un’immensit? se ad esempio le maestre hanno bisogno della presenza dei genitori quando il bimbo ? in preda ad una crisi epilettica. Certo lavorare nel proprio paese semplificherebbe molto una vita di condanne e sacrifici, una vita senz’altro sfortunata. Ma dal palazzo comunale fanno sapere che a Salemi non si assumono altri precari, sono troppi, dicono. Sarebbe stato pi? semplice, posso pensare, se fossero stati spinti dal politico di turno. Invece la raccomandazione manca. C’? solo la lettera in cui il sindaco di Calatafimi concede il nullaosta per il trasferimento. Ma non basta avere un figlio malato. E allora la donna si ? incatenata, lo ? ancora adesso. Non ha intenzione di slegarsi fin quando il sindaco non prender? provvedimenti.

Infine, in breve, una notizia shock di una sessantenne statunitense che ha scambiato l’attack per collirio e si ? messa nella pupilla gocce del temibile attaccatutto. A causa del bruciore insopportabile ha chiamato il numero di soccorso e un intervento d’urgenza ha evitato che perdesse la vista.

Bene, ? tutto. Ci risintonizziamo?Gioved? prossimo.

?Oltre Fiumara?- Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?